I contenuti del servizio

“Sebbene mi abbiano trasferito da un anno e mezzo alla sezione Private della mia banca e mi abbiano attivato un servizio di consulenza dedicata, faccio fatica a comprendere di cosa si tratti”

Impariamo a distinguere la “consulenza apparente” da quella “reale”. Chi naviga a vela conosce l’importanza di avere piena comprensione della distinzione tra vento apparente e vento reale pertanto, come per un buon capitano, altrettanto importante è per il buon risparmiatore, conoscere in cosa si distingue un attività di reale consulenza finanziaria da quella che viene “confezionata” e “venduta” da moltissimi intermediari.

Una reale prestazione di consulenza finanziaria consente di organizzare una completa serie di attività sul portafoglio mobiliare del risparmiatore, inteso però, come portafoglio aggregato di tutti quelli depositati presso i vari intermediari.

 

Alcune tra le principali attività consentono di:

  • Valutare, analizzare e monitorare lo stato di salute del portafoglio titoli. Conoscere i rischi reali, i costi e tutte le inefficienze di ogni singolo prodotto che il cliente detiene, rappresenta il primo grande beneficio per chi vuole essere un Investitore Informato.
  • Aver sempre presente che quanto più complesso è lo strumento finanziario tanto più avviene un trasferimento verso il cliente del costo del prodotto e del rischio connesso.
  • Avere un profilo di rischio coerente, che sia maturato da un processo di analisi soggettiva e che pertanto venga rilevato e rispettato in tutte le posizioni del cliente;
  • Avere un corretto assetto comportamentale, il che consiste nell’assumere una prospettiva di lungo termine e un approccio disciplinato per mantenere l’allocazione del portafoglio a dispetto della volatilità dei mercati.
  • Avere una diversificazione efficiente delle risorse, realizzando portafogli coerenti con gli obiettivi di investimento, e dunque con i diversi orizzonti temporali, ampiamente diversificati sulle principali asset classes.
  • Preoccuparsi di adottare un ottimizzazione della strategia di disinvestimento, ovvero una efficace allocazione delle risorse in funzione delle spese programmate nel tempo.
  • Implementare con efficienza la composizione del portafoglio, il che comporta l’utilizzo di strumenti finanziari con un basso Expense Ratio, quali fondi comuni indicizzati ed ETF.
  • Ribilanciare il portafoglio, ossia mantenere il profilo di rischio/rendimento nel tempo mediante la riallocazione periodica delle risorse in relazione agli obiettivi del cliente.
  • Mappare tutti i possibili rischi su tutte le posizioni bancarie, per poter valutare con sufficiente anticipo tutti quegli avvenimenti più o meno probabili che possono incidere in maniera devastante sulla serenità e sulla stabilità della persona o della famiglia.
  • Avere un punto di vista INDIPENDENTE, senza alcun conflitto di interesse.

8 giugno 2018

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