Crescendo e diminuendo

Gentili lettori ,

quelli tra voi con più dimestichezza con le parole del titolo avranno sicuramente studiato Musica , imparando a suonare uno strumento e a leggere le note sul pentagramma .

Crescendo

si riferisce ad una variazione dell’intensità di un passo vocale o strumentale , ed è notato con un simbolo detto “forcella” : < ; ma mentre in senso assoluto l’intensità di suoni e rumori si misura scientificamente con il Decibel , in campo musicale non è tanto importante quanto le sue variazioni all’interno dello stesso brano : cioè la sua dinamica , il suo aumentare o diminuire graduando la forza (dynamis = forza in greco) con la quale lo strumento musicale viene suonato .

Noi utilizziamo variazioni simili anche nel parlato quotidiano, per sottolineare un concetto o una parola all’interno di un discorso : in campo musicale la pratica di “colorire” risale a quattro secoli fa, quando iniziò ad essere utilizzata con pezzi vocali per poi estendersi a quelli strumentali un secolo dopo .

Quando si parla di “crescendo rossiniano” ci si riferisce al suo massimo e più noto utilizzatore , il Rossini appunto , ponte tra il classicismo del ‘700 e l’era pre-romantica : esempi sono il finale delle sinfonie L’Italiana in Algeri e Guglielmo Tell , ma la più nota è l’aria La Calunnia è un Venticello… del Barbiere di Siviglia , dove il crescendo della dinamica si accompagna alle parole del libretto , dove il venticello diventa alla fine temporale .

Come esiste il crescendo esiste anche il suo contrario , il “diminuendo” , che spesso si alterna al primo (come nell’ Overture de La Gazza Ladra , sempre di Rossini) , e funziona nel senso opposto , cioè con un progressivo calare dell’intensità sonora , che però non si azzera del tutto : in questo caso la dinamica prenderebbe il nome di “smorzando”. Tra i più noti esempi di utilizzo del diminuendo, la Sinfonia Fantastica di Berlioz e, alternato a vari crescendo, il famoso Vocalizzo di Rachmaninoff con accompagnamento di pianoforte.

Musica e finanza

E quando, in campo finanziario, leggiamo le dichiarazioni dei dirigenti delle Banche Centrali , l’alternanza delle opinioni ci ricorda appunto la dinamica musicale ; ma capita anche che nell’arco della stessa giornata si passi da un estremo all’altro , rendendo impossibile trarre una conclusione definitiva , un’indicazione che possa tradursi sul piano operativo.

Prendiamo ad esempio la giornata del 23 novembre scorso .

La mattina si apre con il discorso di Nagel , Governatore della Bundesbank e membro del board della BCE , i cui passi salienti sono:

  • Il target di inflazione è ancora lontano , ed essa potrebbe salire nei prossimi mesi:
  • Non siamo sicuri se è stato già raggiunto il livello massimo del tassi;
  • I tassi devono restare alti per raggiungere il target .

Poi è la volta del Governatore della Banca d’Irlanda Makhlouf, anch’egli nel consiglio direttivo della Banca centrale , che rafforza il concetto:

  • Siamo vicini al livello massimo dei tassi;
  • Ma non possiamo escludere un altro aumento degli stessi .

E fin qui un crescendo di attese restrittive sugli sviluppi della politica monetaria.

Poi nel tardo pomeriggio è la volta di Villeroy, n°1 della Banque de France, collega dei precedenti, che ribadisce il concetto che aveva espresso due settimane prima :

  • Non ci saranno ulteriori rialzi dei tassi .

A meno di sorprese , aggiunge. Il crescendo è diventato un diminuendo .

Naturalmente l’imprevisto in campo macroeconomico può sempre verificarsi , e nessuno potrebbe pretendere che qualcuno sia in grado di prevederlo con esattezza : ma basterebbe un po’ di armonia tra le varie dichiarazioni dei membri BCE, non fosse altro per escludere dalle opzioni possibili quelle più distanti dalla realtà .

In quelle frasi si riflette una diversità di vedute sulla situazione attuale e sulle sue prospettive , e quindi sugli sviluppi della politica monetaria , sulla quale evidentemente non c’è consenso all’interno del board : e trattandosi di decisioni che influenzano direttamente la vita di oltre 400 milioni di persone , e indirettamente i principali asset finanziari , almeno sapere se ci troviamo a sopportare un “venticello” o se questo è destinato a diventare “temporale”(cioè recessione economica)  come nella famosa aria di Rossini sopra citata, non sembra una richiesta assurda.

Un coro dissonante di suoni troppo diversi non sarà mai una memorabile sinfonia : forse siamo più vicini come idea al programma radiofonico “La Corrida” del compianto Corrado , che quelli diversamente giovani tra Voi lettori ricorderanno sicuramente : il sottotitolo della trasmissione era “dilettanti allo sbaraglio” , speriamo che stavolta non sia così.

 


 

Proseguiamo come solito con il commento all’andamento dei principali mercati nella scorsa settimana .

Andamento dei principali indici e mercati e commento 

tabella

Settimana senza spunti particolari quella appena trascorsa

Continua la fase positiva sui mercati di rischio, i rendimenti dei Treasury restano sotto il 4,5% beneficiando indirettamente le quotazioni dell’Oro che ritorna sopra i 2000 dollari l’oncia.

La variazione più ampia tra gli asset si è verificata sull’indice di volatilità dello S&P500 , sceso a 12,46 con una diminuzione di quasi il 10%; è il livello più basso da gennaio 2020 .

Ma il confronto con l’indicatore più sotto , tornato in una fase di neutralità, mostra una incertezza in attesa degli sviluppi delle politiche monetarie da parte delle principali banche centrali, che nella prima metà di dicembre decideranno sui livelli ufficiali dei tassi: Bank of Canada, Reserve Bank of Australia e Reserve Bank of India, nella prima decade, e poi a seguire FED, BCE, Bank of England, Swiss National Bank , per finire con la Bank of Japan il 19/12.

Sarà un “crescendo” di eventi e previsioni che non mancherà di spiegare i suoi effetti sui mercati, ansiosi di confermare il recupero messo a segno nel 2023 e di completare le proiezioni per l’anno prossimo.

A livello settoriale

i comparti energetici hanno performato in misura inferiore alla media a causa del leggero ribasso del prezzo del Petrolio, ma in generale il segno positivo ha marcato tutti i settori senza particolari differenze; tra i principali indici, l’S&P500 ha registrato un progresso quasi identico all’omologo europeo Stoxx600, nonostante qualche area sia rimasta un po’ indietro come il nostro listino nazionale , in frazionale calo del -0,22%.

All’altrettanto leggero calo dei prezzi dei Treasuries ha fatto da bilanciamento il progresso di quelli dei titoli Corporate e High Yield , ormai in allontanamento dai pericolosi massimi di rendimento dell’inizio autunno :

grafico

Venendo ai cambi valutari

divise come il Dollaro Usa e lo Yen giapponese , tradizionali “porti sicuri” nelle fasi di debolezza dei mercati, sono scesi leggermente favorendo valute come Sterlina e Dollaro Australiano correlati positivamente alle dinamiche dei mercati di rischio.

Già detto del Petrolio e dell’Oro , Rame e Argento continuano il recupero della scorsa settimana, coerentemente con le previsioni meno pessimistiche sul rallentamento della domanda globale , mentre, con l’eccezione del Cacao, che continua la sua corsa che lo ha portato da inizio anno ad un progresso di oltre il 50% , le commodities agricole non segnano ancora progressi rispetto alla fase di calo intrapresa ormai da alcuni mesi ; il Gas naturale, terminati i periodi di stoccaggio nelle riserve, è prossimo ai minimi del secondo semestre .

Il cambiamento climatico rende quella commodity paradossalmente più appetita nella stagione estiva, quando l’aumento di richiesta di energia per il crescente uso dei condizionatori sta surclassando quella per esigenze di riscaldamento nei periodi invernali.

Riassumendo, un clima di attesa per gli sviluppi delle politiche monetarie, in un quadro del 2023 sostanzialmente positivo soprattutto in alcuni comparti quale quello tecnologico, e se consideriamo che gli eventi geopolitici non hanno certamente aiutato lo scenario, a partire dall’Ucraina fino al Medio Oriente, un recupero benvenuto dopo un 2022 fatto più di ombre che di luci.

Per il prossimo anno il tema dominante sarà il timing del “turnpoint” sui tassi di interesse ufficiali verso il basso , un sicuro propellente dei mercati purchè non sia accompagnato da recessione economica: un leggero rallentamento della crescita globale è lo scenario più probabile nelle attuali previsioni degli analisti.

La sintesi della situazione, come solito, è riassunta di seguito dal nostro indicatore. Dopo una fase di progressi, i mercati tirano un po’ il fiato, in vista di un fine mese e soprattutto di un dicembre che offrirà molti spunti sul piano macroeconomico e sull’evoluzione delle politiche monetarie delle banche centrali.

 

grafico


ATTENZIONE

einstein in versione fumetto che dice che il contenuto non è stato prodotto con ausilio di AI


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26 Novembre 2023