Eufemismi e figure retoriche

Gentili lettori ,

spesso esprimere un concetto in modo concreto non è cosa facile, e allora si ricorre a sinonimi, giri di parole od eufemismi per comunicare efficacemente un significato.

Negli ultimi anni le Banche Centrali, a seguito delle riunioni nelle quali definiscono le linee guida delle politiche monetarie, pubblicano dei comunicati che richiedono una attività di interpretazione per estrapolare gli orientamenti attuali e prospettici; per non parlare delle dichiarazioni dei membri dei comitati centrali, spesso ermetici e contraddittori.

Interpretare

Si legge allora tra le righe, confrontando ogni comunicato con quello precedente , cercando di comprendere il significato di una parola e il motivo per cui questa è diversa da quelle usate in precedenza, e ci intratterremo di seguito su  esempi recenti di questa complicata “traduzione” .

Se dovessimo redigere una graduatoria tra quelle che si chiamano “figure retoriche”, probabilmente l’ ”Eufemismo” è quella che ricorre con maggior frequenza : essa consiste nel sostituire ad una parola delle altre , per rendere un concetto meno “impattante”, più attenuato sui lettori (o ascoltatori) , per motivi di opportunità.

In origine, presso gli antichi Greci “Eufemìa” era il tempo che intercorreva tra le fasi delle cerimonie pubbliche, per lo più “sacrificali”; oggi, se sacrificio esiste, è quello dei poveri commentatori ed analisti nel comprendere quale verità si nasconda dietro giri di parole e perifrasi che farebbero concorrenza alle capacità di un fine oratore.

Qualche esempio come promesso

nell’ultima riunione della Federal Reserve, si legge nei comunicati che il Comitato federale

“non si aspetta di ridurre i tassi (di interesse)” finchè non avrà “maggiore fiducia” sul fatto che l’inflazione si stia muovendo verso il target del 2% .

Non se lo aspettano loro, e quindi , il messaggio è, meno che mai ve lo dovete aspettare voialtri.

Intendiamoci : Powell, il Governatore, ha detto in conferenza stampa successiva alla riunione che la fiducia c’è, ma deve diventare “maggiore”; e, ha proseguito,

“non penso sia probabile che il Comitato raggiunga tale maggiore livello di confidenza entro il prossimo meeting di marzo, per poter identificare quel periodo come quello del primo taglio dei tassi”.

Non penso sia probabile… per non dire esplicitamente che l’evento non si verificherà.

Quanto a capacità retoriche, non siamo troppo lontani dalle Orazioni che Cicerone pronunciava davanti al Senato dell’Urbe; ma mentre due millenni fa lo scopo era quello di convincere una platea, oggi è l’opposto: instillare dubbi sul vero tenore di una dichiarazione attribuisce un’aura di distacco al relatore, che usa un linguaggio implicitamente destinato ad “iniziati” piuttosto che ad un pubblico ampio e desideroso di verità.

Restando in area anglosassone

la Bank of England ci ha edotto, nel suo ultimo comunicato dello scorso venerdì, sulla differenza tra previsione media e “modale” :

  • la prima si affida ad un calcolo appunto di medie sui numeri dell’economia,
  • la seconda sul numero che ha la maggiore probabilità di verificarsi.

Senza perdersi nel diverso significato statistico dei termini “media” e “moda”, il comunicato prosegue specificando che, adottando tale metodologia, ci si attende che l’inflazione resti ancora lontana dal target, del 2% come negli Usa, per tutto il periodo della previsione (due anni).

Una circonlocuzione (il banale giro di parole) per indirizzare il discorso su un sentiero tortuoso piuttosto che lungo un chiaro e comprensibile rettilineo : i tassi non si possono ancora tagliare, e amen.

Ma si sa, le cose semplici sono in realtà le più complesse…sempre che se ne voglia fornire il vero contenuto.

Entriamo allora in un vero e proprio campo minato (analogia o metafora…) , dove il confine tra vero e non vero diventa labile, e la forma delle comunicazioni più indiretta (tanto per usare un eufemismo…)

Analogia e metafora

Prendiamo il caso di una tra le banche Usa di media dimensione, recentemente assurta agli “onori” della cronaca. Essa aveva partecipato al salvataggio di una delle banche regionali entrate in crisi nel recente passato, rilevandone raccolta ed operazioni; segnatamente nel settore immobiliare, dove per motivi geografici, cioè la vicinanza al territorio, le banche locali sono molto attive.

Purtroppo gli ultimi numeri di bilancio mostravano che alcuni prestiti ad aziende del settore rischiano un esito negativo; ciò è bastato per far sì che il prezzo dell’azione crollasse di circa il 38% nella seduta di mercoledì.

Allora la Banca è stata sollecitata a fornire un aggiornamento della situazione reddituale e della “guidance” per l’anno in corso; quasi 3 Miliardi di dollari la previsione del “net interest income”.

Nella comunicazione trasmessa via email, si legge testualmente che la dirigenza prevede che

“il prezzo dell’azione recupererà, quando il mercato apprezzerà le azioni intraprese dalla dirigenza per accrescere il valore della Banca” .

Quindi, se è vero come è vero che il giovedì successivo l’azione ha perso un ulteriore 11% (in parte recuperato nell’ultima seduta del venerdì) , evidentemente è il mercato che non capisce , o non capisce bene, o non capisce ancora.

Curioso il fatto che, nello stesso giorno di mercoledì, la FED nel suo comunicato avesse tolto il riferimento, presente nel precedente, al sistema bancario statunitense come “sound and resilient”, cioè “solido e resistente”… un silenzio assordante (ossimoro…)?

Ma per dovere di cronaca, e per passare ad un tono più positivo, ci ispiriamo alla recente decisione della Banca centrale del Brasile, che, vera “mosca bianca” (e anche questa nostra è una figura retorica, una metafora) nel panorama mondiale, ha abbassato i tassi di mezzo punto, comunicando che con ogni probabilità nella prossima riunione la misura sarà replicata, salvo ovviamente eventi imponderabili.

Nella dichiarazione ufficiale possiamo trovare un’altra figura retorica denominata “personificazione”  quando cioè si attribuisce, ad una cosa inanimata o ad un concetto, un comportamento tipicamente umano : in particolare, quando si afferma che, dato il momento economico globale incerto, la politica monetaria dovrà essere “serena” e “moderata”.

Non poteva esserci migliore riferimento all’equilibrio necessario in campo finanziario, che spesso latita nelle decisioni di politica monetaria (vero, BCE?) , e che illumina di positivo la decisione del BcB (Banco Central do Brazil) . Forse un riflesso delle parole che campeggiano sulla bandiera di quel Paese , “ordine” e “progresso”, mutuandole da un motto del filosofo e sociologo Auguste Comte,  ritenuto il padre del Positivismo.

bandiera

Proseguiamo, come di solito, con il commento all’andamento dei principali mercati nella scorsa settimana .

Andamento dei principali indici e mercati e commento

tabella

Grazie ai dati macroeconomici usciti in settimana e ai risultati societari delle principali società tecnologiche Usa, le borse statunitensi tornano a sovraperformare quelle europee, segnando nuovi massimi .

E’ comunque un rialzo guidato da un gruppo di titoli (Nvidia, Meta, Apple, Amazon…) che dettano sempre di più la direzione degli indici: ormai nessun gestore può più permettersi di non comprenderli nei loro portafogli, per non rischiare di perdere punti percentuali di rendimento nel confronto con i concorrenti.

Nella seguente tabella sono mostrati alcuni andamenti dei principali indici americani e dei titoli di quel gruppo sopra citato:

tabella

Parliamo, da inzio anno, di una percentuale di apprezzamento quasi quadrupla rispetto agli indici e all’ETF più liquido (Vanguard) relativo al settore tecnologico.

E non è un fatto recente, ma dura da molti mesi, se non anni.

Il fatto che il settore sia così concentrato dal punto di vista della performance suscita ovviamente anche qualche dubbio, perché in caso di inversione del trend le variazioni sarebbero altrettanto ampie e molto rapide.

Continuando tra i settori, resta ben intonato quello dei beni ciclici e l’automobilistico (+5,13% in Europa), mentre negli USA il settore bancario resta indietro (-4,66%) per le preoccupazioni legate ai prestiti al settore immobiliare delle banche regionali, cui si è accennato nel focus iniziale; chiude con il segno meno anche il comparto delle telecomunicazioni, sia in Usa (-2,27%) che in Europa (-2,81%).

I dati macro usciti in settimana relativi al mercato del lavoro statunitense descrivono una economia in salute, (e una inflazione in prospettiva stabile, che ha consigliato la FED di non modificare , nell’ultima riunione, i tassi ufficiali) ma il dato non si è riflesso sulle quotazioni del Petrolio, sacrificate in nome di un miglioramento delle prospettive sulla crisi mediorientale e anche della correlazione inversa con il Dollaro, mentre l’Oro si avvale del calo dei rendimenti obbligazionari nella prima parte della settimana (3,86% il numero del giovedì) , poi risaliti, dopo il dato macro di venerdì, sopra il 4%, ma comunque più bassi del venerdì precedente.

Dal canto loro, i metalli industriali cedono leggermente, il Rame segna circa -1% in settimana, più marcato il calo dei minerali di ferro (da 136,56 a 128,63 dollari per metric/Ton), e qui si parla di prospettive dell’economia cinese e della collegata domanda, destinata a scemare per qualche giorno per la locale prossima festività del nuovo anno Cinese, che come solito vedrà la chiusura delle attività economiche per una settimana a partire al prossimo venerdì.

Quanto alle divise, se il dato del Dollaro in tabella mostra un andamento piatto, in realtà la chiusura di venerdì è stata più alta (cioè il cross con l’Euro è diminuito) del dato BCE, pubblicato prima dei dati macro: dopo aver oscillato tra 1,08 e 1,089 vs. Euro nei primi giorni, il biglietto verde testa in chiusura il supporto a 1,08 e chiude leggermente sotto , nei prossimi giorni vedremo se il movimento avrà seguito .

Dopo il recente apprezzamento, prese di profitto hanno interrotto il rialzo della Sterlina; sempre forte il Franco Svizzero, la migliore divisa tra le principali contro Euro, +0,86% in settimana seguita dallo Yen giapponese a +0,65% sempre contro la divisa comune.

Pochi i dati macro di rilievo attesi per la prossima ottava, tra i quali gli indici PMI relativi ai Paesi Europei e agli Usa; le banche centrali di Australia, India e Messico decideranno sul costo del denaro, sono attesi status quo invariati, dopo la mossa del Banco do Brazil che un po’ a sorpresa mercoledì scorso ha abbassato di mezzo punto il costo del denaro disattendendo le previsioni (tassi invariati) degli operatori: anche su quest’ultimo argomento abbiamo discusso nella parte iniziale del report.

La sintesi della situazione è offerta come solito dal nostro indicatore; la zona neutrale sconta l’andamento dei comparti più difensivi (come i Bond Governativi e l’Oro).

batteria


ATTENZIONE

einstein in versione fumetto che dice che il contenuto non è stato prodotto con ausilio di AI


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4 Febbraio 2024