Fiuto e Olfatto

Gentili lettori ,

mentre a noi umani basta recarci presso un negozio di alimentari per trovare il cibo di cui necessitiamo, ricorrendo al navigatore satellitare o all’app di mappe dello smartphone se non ne conosciamo l’indirizzo, il resto del regno animale deve fare ricorso ai sensi per scovare l’agognata preda.

In particolare, l’amico migliore dell’uomo, cioè il cane, è dotato di un senso particolarmente sviluppato: l’olfatto, grazie alle sue caratteristiche fisiche: infatti le sue vie respiratorie superiori sono strutturate in modo diverso dalle nostre, e trattengono meglio le molecole inalate anche quando espirano.

Per di più, dispone di un numero di cellule olfattive in media 15 volte superiore a quello di un uomo: la razza Bloodhound arriva al multiplo di oltre 250 volte!

Spesso usiamo le parole olfatto e fiuto come sinonimi

in realtà il primo consiste nell’aspirare grandi quantità di aria, il secondo invece si riferisce a brevi ma frequenti inalazioni.

Una volta individuata la direzione dalla quale provengono i segnali odorosi, alcune razze di cani (dette “da ferma”) si bloccano in una posizione rigida: stanno “puntando” la loro preda, alcuni restando in posizione eretta e sollevando la coda in orizzontale e piegando una delle zampe anteriori, come il Pointer, altri assumendo una posizione seduta , per esempio il Setter, o quasi sdraiata, la tipica postura dell’Epagneul Breton: altre ancora “partono” in direzione dell’odore fino a raggiungere la preda, inseguendola nella sua fuga,  o fino alla sua tana.

segugio

Poi, una volta raggiunta, molti tornano verso il punto da cui sono partiti riportandola al padrone: è un istinto ancestrale del cane ( e prima di lui del lupo) , che ricorda il portare il cibo alla sua tana, per nutrire i suoi cuccioli: quando per esempio lanciamo un oggetto lontano dal nostro fedele amico, lui ce lo riporterà memore di  quella spinta primordiale: alcuni mutuano il loro nome proprio da questa caratteristica: sono i “retriever” come per esempio il Labrador o il Golden Retriever .

golden retriver

Diversamente dalle usuali circostanze legate alla ricerca di cibo, il cane può utilizzare il suo potente olfatto anche per puro divertimento, come nel caso delle razze che accompagnano l’uomo nella ricerca di altri tipi di sostanze, oppure per esempio nella ricerca dei costosi tartufi: l’importante, dopo il successo della ricerca, è gratificare la bestiola con un riconoscimento, un premio alla sua devozione alla causa: quello che gli allevatori chiamano “rinforzo positivo” , una carezza, una prelibatezza o un nuovo gioco con il nostro amico che lo faccia sentire orgoglioso della bontà della sua azione e desideroso, alla successiva occasione, di replicarne l’esito positivo.

Fiuto e olfatto in finanza

E negli ultimi giorni la “preda fiutata” dagli operatori di mercato è stata la conferma della differente velocità delle economie Europea e Statunitense, e soprattutto della conseguente diversa evoluzione dell’inflazione sulle opposte sponde dell’Atlantico (basta guardare ai rispettivi dati di Usa e Germania usciti negli ultimi giorni): ormai la maggioranza di essi è convinta che la BCE taglierà i tassi prima della FED, e quindi via libera alle vendite di Euro a favore del Dollaro Usa, e all’aumento del differenziale di rendimento tra i Treasury a 10 anni e i Bund tedeschi di analoga scadenza, ormai stabilmente sopra i 200 punti base.

Last but not least

lo scenario di tassi più bassi dovrebbe tradursi anche in un vantaggio delle Borse azionarie europee sui listini americani, ma difficilmente il “decoupling” si spingerà tanto oltre, visto che a menare le danze sono sempre gli indici statunitensi, e considerando anche che una economia più debole non è poi così attrattiva per l’investimento azionario , tassi bassi o no.

Ci sarà un motivo per cui il rapporto prezzo/utili del listino azionario tedesco vale oggi poco sopra 12 contro una media storica (5 anni) di 13,25 circa, mentre negli Usa siamo a 23,5 ( il doppio) contro media a 20,1; e non a caso, il Paese del G20 con la maggiore velocità di crescita a livello globale, l’India, è anche quello con il rapporto price/earning più elevato, cioè 24,33.

Naturalmente esiste anche una chiave di lettura del dato meno positiva

cioè che un rapporto prezzo/utili elevato sia segno di un listino sopravvalutato dal mercato: ma certamente per essere arrivato a certi livelli, qualcosa di concreto avranno dovuto considerare gli operatori quando schiacciavano il tasto “buy”: o magari hanno avuto buon gioco le aspettative, come spesso accade; e quando poi gli eventi e i dati macro le confermano, “non c’è gioco”.

E il “rinforzo positivo”, per usare il termine della parte iniziale di questo report, è arrivato puntuale, ottimo e abbondante, come il rancio un tempo servito nelle caserme: ma ora, come il migliore amico dell’uomo, saranno paghi dei risultati ottenuti? I massimi consecutivi delle ultime settimane continueranno a svilupparsi seguendo trendline crescenti, incuranti degli ultimi sviluppi geopolitici?

Presto per trovare una risposta al quesito: l’importante è per noi investitori che i ruoli non si invertano, non diventare cioè da cacciatore, preda; quindi come sempre tenere gli occhi bene aperti (soprattutto nel contesto geopolitico attuale), potendo contare su compagni di strada esperti ed avveduti nel reciproco interesse, senza conflitti di quella natura; altrimenti non solo rischiamo di non trovare “tartufi”, ma quel che è peggio, è che quando ciò accade, magari capiamo dopo che il “tartufo” eravamo noi…

Passiamo alla consueta analisi dei principali mercati.

Andamento dei principali indici e mercati e commento 

tabella

A conferma di quanto si diceva più sopra, le borse europee hanno limitato i danni in settimana, in quanto il pericolo di tassi “higher for longer” è meno pressante nel vecchio Continente; e dal canto suo l’indice tecnologico Usa ha retto tutto sommato bene, visti gli scenari attuali, grazie alla buona performance di inizio settimana che l’ultima seduta non ha compromesso più di tanto.

Tra le big cap del comparto, il recupero di Apple ed Alphabet e la tenuta di Nvidia e Amazon Inc. sono stati gli artefici principali della sostanziale tenuta del settore, il migliore ( o meglio il meno peggiore, -0,71%) oltre Atlantico; sulla side opposta, il settore finanziario ha scontato i deboli risultati reddituali delle prime banche a diffondere le loro trimestrali, seguito dal Retail, preoccupato delle possibili conseguenze della persistente inflazione sulla spesa dei consumatori: vedremo se i numeri delle Vendite al dettaglio attesi per lunedì confermeranno o meno l’ipotesi.

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Il calo di quasi tre punti percentuali dell’indice Russell2000 relativo alle società di piccola capitalizzazione si spiega con il loro maggior livello di indebitamento che è sfavorito in uno scenario di tassi elevati, così come l’incremento delle volatilità deriva dall’effetto “sorpresa” degli ultimi dati macro; ci riferiamo ovviamente agli States, perché quelli relativi all’Europa sono stati solo conferme della debolezza economica dell’area.

Stabili gli indici azionari in Oriente, con l’indice Nikkei in progresso di quasi un punto e mezzo percentuale.

E restando in zona, nemmeno lo Yen ha potuto sottrarsi al forte progresso del Dollaro, superando 152 per chiudere poco sopra 153 contro il biglietto verde, senza apparenti segni premonitori di un intervento delle autorità monetarie di Tokyo che non mancano quotidianamente di ammonire gli operatori sui rischi di una divisa che, a loro dire, non rispecchia i fondamentali economici ma risente di movimenti speculativi.

Le recenti vicende hanno fatto perdere allo Yen la sua correlazione inversa con i mercati di rischio, che invece ha ritrovato ragion d’essere per il Franco Svizzero, tornato ad apprezzarsi contro Euro dopo i top sopra 0,98: la divisa comune sconta la probabilità di un taglio dei tassi entro giugno.

Venendo all’obbligazionario, i rendimenti dei Treasury decennali salgono oltre il 4,50% per poi ripiegare sul quel livello; l’andamento dei titoli Investment grade è stato analogo, mentre il comparto High Yield ha perso meno in termini di quotazioni. Il rendimento dei Treasury a 2 anni di scadenza, il più sensibile agli sviluppi delle attese su inflazione e politica monetaria, si riavvicina al 5% che aveva toccato solo in altre due occasioni nell’ultimo biennio, come da grafico seguente (fonte: FED di St.Louis) :

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Il mercato Usa sconta oggi una bassa probabilità di un taglio dei tassi a giugno 2024, di poco superiore al 26%: un mese fa era pari al 58,2% . Per la riunione di luglio passano al 45%, sempre salvo eventi imprevisti; converrà monitorare in particolare, alla luce dei più recenti sviluppi della crisi mediorientale, l’andamento del prezzo del Petrolio, al quale l’inflazione continua a essere strettamente correlata.

Dal canto suo l’Oro continua la sua corsa, e se è vero come è vero che sui tassi di interesse le attese non sono ottimistiche, vuol dire allora che il metallo giallo si sta apprezzando in qualità di bene rifugio (similmente al Franco Svizzero) dalle incertezze geopolitiche, sull’onda anche degli acquisti da parte di alcune banche centrali (Cina in testa) a scopo di riserva.

Positivo anche il trend dei metalli industriali, mentre, con la sola eccezione del Caffè (e in parte del Mais) , le commodities agricole stentano a riprendersi dai minimi. In quest’ultimo ambito, l’influenza dell’evoluzione del clima e gli effetti del fenomeno conosciuto come El Niño stanno avendo la loro parte, e torneremo presto sull’argomento in modo più approfondito.

La sintesi della situazione è offerta come solito dal nostro indicatore: quarto ribasso consecutivo del dato numerico settimanale, l’ ”energia” delle aspettative si indebolisce ancora per le preoccupazioni in tema di inflazione e sul fronte geopolitico .

grafico


ATTENZIONE

einstein in versione fumetto che dice che il contenuto non è stato prodotto con ausilio di AI


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14 Aprile 2024