I giri di bussola

Gentili lettori ,

molti secoli fa la sicurezza della navigazione in mare era affidata all’osservazione del sole e delle stelle, che con la loro posizione aiutavano i marinai a trovare la giusta rotta.

Ovviamente se il cielo era nuvoloso il primo non si poteva individuare bene, mentre la luce del giorno relegava l’aiuto dei corpi celesti alla notte; furono i Cinesi ad inventare uno strumento che superasse quei limiti: la bussola, di cui si parla per la prima volta nel I secolo durante la dinastia Song.

Uno strumento dal semplice funzionamento:

un ago metallico è attirato verso Nord per effetto del magnetismo terrestre e così indica la direzione da seguire, ma anche la bussola ha i suoi limiti: in alcune zone della Terra tende a deviare dal Nord geografico per effetto di campi magnetici locali, che possono essere permanenti e legati alla natura dei luoghi che si attraversano (declinazione magnetica), oppure può risentire della vicinanza a strumenti elettrici ed elettronici (deviazione magnetica).

Nonostante l’odierna ampia disponibilità di macchine che permettono di individuare con precisione la posizione (il navigatore satellitare presente ormai in molte autovetture e “app” indispensabili sullo smartphone), che possono però guastarsi, oggi la bussola resta tra le dotazioni di sicurezza obbligatorie quando si naviga lontano dalla costa.

bussola

Ma l’ampia dotazione di strumenti elettronici di cui godono attualmente le imbarcazioni, se da un lato facilitano il comando della nave, dall’altro, insieme alle massi metalliche presenti a bordo, generano campi magnetici e quindi possono falsare, per i motivi sopra citati, il funzionamento di una bussola.

I giri di bussola

Per ovviare a questo problema, si attua una pratica, i “giri di bussola” del titolo, per calcolare l’influenza di quegli strumenti; consiste nel trovare dei punti “notevoli” sulla costa che siano riferimento preciso, poi, facendo girare la nave su sè stessa, si confronta la direzione dell’ ago con quella della prua della barca in varie posizioni, annotando le correzioni da apportare alla lettura dello strumento per una precisa rilevazione della posizione: una procedura che verrà poi ripetuta periodicamente.

Ma mentre per i veicoli terrestri il mantenimento della direzione è intuitiva e la correggiamo intervenendo sul volante , sul mare abbiamo altri due elementi che possono deviare un’imbarcazione dalla sua rotta:

  • il vento e
  • le correnti marine.

Il primo agisce sulla superficie emersa della barca provocando il cosiddetto scarroccio, cioè l’allontanamento della prua dalla rotta prescelta, e le correnti, agendo sull’ “opera morta”, cioè le superfici immerse, causano la deriva con lo stesso sgradito risultato.

Il timoniere dovrà tenerne conto facendo spesso il “punto nave”, e l’eventuale deviazione dalla rotta dovuta a uno od entrambi i citati elementi dovrà essere compensata agendo opportunamente sul timone, consentendo così il raggiungimento dell’agognata meta finale.

La bussola begli investimenti

Il raggiungimento di un obiettivo è ancora più complesso quando si tratta di investimenti e non di navigazione, ma alcuni princìpi sono comuni. Le caratteristiche di un’imbarcazione sono paragonabili ai fattori soggettivi che dirigono le nostre scelte sui mercati finanziari: l’età, la situazione patrimoniale e reddituale, per esempio, ma anche quei condizionamenti che ci derivano dalla nostra cultura ed abitudini: sono i cosiddetti “bias comportamentali” che possono compromettere il cammino verso le mete prefisse: poi ci sono i fattori esterni alla persona, gli andamenti dei mercati che possono assumere andamenti inattesi a causa di eventi imprevisti ed imprevedibili.

Quando ciò accade andando per mare, bisogna essere pronti a modificare la rotta se per esempio il tempo si mette al brutto, e dirigere magari in un porto sicuro per attendere che la tempesta passi senza conseguenze per noi e il nostro mezzo.

Da questi rischi ci si può in parte difendere consultando le previsioni meteorologiche e scegliendo opportunamente quando salpare in sicurezza: in alcune zone del Globo terrestre saremo più tranquilli, ma in alcune di esse caratterizzate da condizioni climatiche più estreme l’ipotesi di un repentino cambiamento del tempo si può verificare anche in poche ore, passando da un sole splendente a cieli scuri e tempestosi.

Così accade anche nel nostro mondo di indici, settori e titoli: quelli che promettono rendimenti elevati e hanno un trascorso di periodi molto positivi in termini di ritorno sono giocoforza anche quelli più esposti ai fattori avversi di natura macroeconomica o societaria e tenderanno a reagire in modo più brusco ed ampio, rispetto agli investimenti c.d. “free-risk”, ai cambiamenti di scenario.

È il concetto di volatilità, di dispersione dei risultati agli estremi

se programmiamo una crociera nei luoghi più affascinanti e famosi per il loro clima tropicale, sappiamo anche che gli eventi atmosferici più violenti sono una caratteristica insita in quei posti; per fortuna in genere quei fenomeni sono confinati a determinate stagioni dell’anno, e in genere basta evitarli per limitare i possibili rischi.

Nelle ultime settimane i noti eventi geopolitici hanno provocato un po’ di “cigni neri” (sedute negative) sui grafici degli indici azionari, e il dubbio più frequente è se mantenere le posizioni che tante soddisfazioni ci hanno dato nell’ultimo decennio abbondante o ridurre il rischio di portafoglio riducendone il peso percentuale e attendere momenti meno perturbati per riprendere la navigazione.

Cominciamo dall’elemento soggettivo

  1. abbiamo programmato prossime spese importanti?
  2. In passato, come abbiamo reagito ad eventi simili a quelli in atto anche se di diversa natura?
  3. La nostra imbarcazione, continuando sulla falsariga dell’argomento del report,  è adatta ad affrontare condizioni meteorologiche avverse?

Se la risposta è sì, a meno di aggravamenti imprevisti della situazione, considerando che la crescita economica ed il progresso tecnologico sono elementi che contribuiscono in positivo ma ovviamente in modo discontinuo, possiamo guardare all’attuale fase come un elemento che “fa parte del gioco” e non stravolgere il quadro dei nostri investimenti sull’onda del fattore emotivo, peraltro pienamente giustificato sul piano soggettivo e logico su quello oggettivo.

Se la rotta che abbiamo tracciato sulla carta nautica prima di mollare l’ancora è lunga, allora una momentanea deviazione dalla stessa non comprometterà il raggiungimento della meta: c’è tutto il tempo perché la deriva sia corretta e si ritorni su una traiettoria consona all’obiettivo che ci siamo prefissi.

Se invece siamo prossimi alla destinazione, in vista del porto di arrivo (cioè il target temporale che abbiamo programmato), forse è il caso di ridurre la velocità ed approdare con sicurezza maggiore, evitando gli scogli che circondano la costa con una visione più conservativa e prudente.

Spesso il momento più delicato è proprio quello dell’ingresso in porto, così come nella navigazione aerea lo è l’atterraggio.

Sono comunque entrambi prospettive che richiedono un’attenta disamina

intuitivamente però su una cosa si può concordare: se siamo sul molo (cioè siamo in fase di programmazione di un investimento) ed assistiamo a condizioni meteo (di mercato) sfavorevoli, consideriamo che nessun marinaio salperebbe l’ancora prima che il tempo mostri un miglioramento, perché sa che la sicurezza non è un optional, ma presupposto fondamentale per il raggiungimento di qualsiasi meta, lontana o vicina che sia.

E d’altro canto dopo la tempesta viene sempre il bel tempo: quindi, visto che i minimi di un mercato non si conoscono mai prima, ma solo dopo che si sono verificati,  attendere che il cielo si rischiari prima di salpare non renderà la navigazione meno bella, ma più tranquilla, anche nei settori che hanno attraversato la fase negativa con cali pronunciati, e che anzi al tempo giusto si offriranno al marinaio prudente con maggiore soddisfazione.

Time is all” , il tempo è tutto, recita un famoso motto che circola da sempre tra le sale operative: e anche se paragonato a quello meteorologico come abbiamo fatto in questa introduzione, la frase suona quanto mai attuale, ed a maggior ragione in chiave prospettica, che in tal caso si declina con l’espressione “orizzonte temporale”: due parole per due diversi concetti, l’orizzonte esprime lo spazio lontano, la seconda il tempo: ma quello che le accomuna e le fa convergere è l’obiettivo che vogliamo raggiungere.

E più “navigato” è il timoniere, meglio è: scegliamolo con attenzione perché ci accompagnerà, con la sua competenza ed esperienza, sulla giusta rotta verso le nostre mete.

Passiamo alla consueta analisi dei principali mercati.

 Andamento dei principali indici e mercati e commento

tabella

Non ci ripetiamo sui concetti espressi nell’introduzione, piuttosto ne vediamo l’applicazione concreta nell’andamento degli indici rispetto al venrdì precedente: la maggiore volatilità dei mercati statunitensi ha provocato un calo pronunciato delle piazze azionarie d’oltreoceano, segnatamente nel comparto tecnologico che era stato protagonista dei maggiori rialzi: anche il consueto schema dei titoli che proponiamo di seguito aggiornato conferma il trend in atto e il suo impatto sui settori più sensibili, che anche in Europa si sono adeguati allo scenario (tecnologico in Europa – 5,81%).

tabella

E non a caso i comparti che hanno retto meglio sono l’alimentare e le utilities, tipicamente difensivi e quindi destinati a performare meglio nelle fasi di calo dei mercati.

Se volessimo raggruppare i tradizionali settori secondo il loro rapporto con il ciclo economico, a seconda del momento in cui quest’ultimo si trova, avremo comparti più premiati rispetto ad altri; tradizionalmente le fasi dell’economia sono quattro : crescita iniziale, sviluppo, fase “matura”, e poi rallentamento a chiusura del ciclo.

Ad ognuna di queste sono associati i settori più favoriti: alla prima l’Industriale, il Finanziario e le Materie Prime, alla seconda la Tecnologia e il settore dei Servizi all’industria, alla terza il Commercio, il Farmaceutico e i Beni ciclici, ed infine nella fase di conclusione del ciclo Telecomunicazioni ed Utilities.

Negli ultimi sei mesi l’andamento è stato quello descritto nel prossimo grafico:

grafico

E i gruppi che avevano fatto da motore ai recenti rialzi sono poi stati quelli che hanno segnato di più il passo nell’attuale correzione, meglio sopportata da quelli che erano saliti con minore enfasi. Poiché non siamo alla fine del ciclo economico, ma in piena crescita negli Usa, e in Europa attendiamo da tempo di vedere i primi segnali di un inizio di recupero, ciò significa che la correzione non parte da considerazioni macroeconomiche: infatti è legata al fatto che i tagli dei tassi di interesse sono oggi attesi ad un ritardo rispetto alle previsioni di inizio anno, e questo fattore ha causato l’andamento ultimo dei listini (oltre ovviamente agli eventi geopolitici).

Mercato Obbligazionario

Anche il mercato obbligazionario sconta questa situazione, con i rendimenti Usa a 10 anni stabilmente sopra il 4,50%; alcuni componenti del comitato di politica monetaria della Federal Reserve, sono apparsi, nelle loro ultime uscite, molto più incerti sui prossimi scenari vista la persistenza dell’inflazione e la crescita sostanziosa dell’economia: i più prudenti hanno addirittura messo in dubbio un taglio dei tassi nel 2024, e rispetto alle tre manovre espansive (ciascuna di -0,25%) che erano previste fino a poche settimane fa, è una bella differenza.

Mercato dei Cambi

Inevitabili le conseguenze sul mercato dei cambi, con il Dollaro sugli scudi ; e se il Franco Svizzero gli fa compagnia tra le divise che chiudono la settimana con il segno più, è per la natura difensiva degli acquisti decisi dai mercati, con la prima valuta a beneficiare anche dei rendimenti più attraenti, e la seconda a fungere da porto sicuro. Rileviamo anche l’indebolimento della Sterlina Inglese dopo i recenti dati macro del regno Unito: le vendite al dettaglio segnano il passo e la percezione è che la Bank of England dovrà agire sui tassi di interesse per scongiurare il pericolo recessivo. La forza del Dollaro sta danneggiando anche le divise c.d. emergenti, i cui Paesi d’origine sono spesso gravati da debiti in valuta americana e quindi soffrono dal punto di vista finanziario quando il biglietto verde si apprezza (il servizio del debito diventa infatti più gravoso) .

Commodities

Per quanto riguarda infine le commodities, sul fondo della classifica settimanale troviamo nuovamente le materie Agricole, con l’unica confermata eccezione del Caffè: così come continua la crescita dei metalli industriali, Rame in testa, e quella dei Preziosi con l’Oro che ha valicato i 2.400 dollari/oncia senza particolare stress. Incerto invece l’andamento dei combustibili fossili, con il Petrolio dibattuto tra le incertezze sul fronte dell’offerta derivanti dagli eventi geopolitici, e le politiche commerciali dei paesi produttori, restii ad aumentare l’offerta senza segnali più promettenti dal punto di vista economico globale, ma al tempo stesso attenti a non perdere quote di mercato ed il connesso potere contrattuale ( e politico) .

In arrivo nella settimana entrante i dati preliminari sul PIL statunitense del primo trimestre, l’andamento dei prezzi dei Beni di consumo sempre negli Usa e l’esito della prossima riunione della Bank of Japan, attesa alla conferma del costo attuale del denaro dopo il primo rialzo di marzo, ma sorprese non si possono escludere a priori.

Il Fondo Monetario Internazionale, nella recente visita a Tokyo di suoi rappresentanti, ha raccomandato prudenza sul fronte tassi; ma se da un lato le locali autorità monetarie parlano molto (con i ripetuti richiami alla debolezza dello Yen e a possibili interventi a sua difesa, finora inattuati), dall’altro ascoltano poco le voci esterne e spesso agiscono in modo imprevisto. Sul piano “micro”, attesi i risultati trimestrali di importanti società tra le quali alcune presenti nella nostra tabella dedicata alla tecnologia (Meta, Microsoft, Alphabet).

La sintesi della situazione è offerta come solito dal nostro indicatore: il quinto ribasso consecutivo del dato numerico settimanale è espressione delle incertezze dei principali mercati.

batteria


ATTENZIONE

einstein in versione fumetto che dice che il contenuto non è stato prodotto con ausilio di AI


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22 Aprile 2024