Il consulente di cristallo

Nel 1962 venne pubblicato per la prima volta in Italia “Favole al telefono”, una raccolta di storie dello scrittore italiano Gianni Rodari. Il libro è un insieme di fiabe raccontate ogni sera dal protagonista della storia, il ragionier Bianchi, alla propria figlia. Bianchi, costretto a viaggiare per lavoro, si improvvisa narratore via telefono e deve sforzarsi di creare storie brevi (perché le telefonate interurbane sono care) ma bellissime, tanto che si dice che le operatrici del centralino interrompano tutte le telefonate per ascoltarle.

Tra queste storie ce n’è una particolarmente affascinante “Giacomo di Cristallo”, il racconto di un bambino trasparente, attraverso le cui membra si poteva vedere come attraverso l’aria o l’acqua.

“Era di carne e d’ossa e pareva di vetro e se cadeva non andava in pezzi ma al più si faceva sulla fronte un bernoccolo trasparente. Si vedeva il suo cuore battere, si vedevano i suoi pensieri guizzare come pesci colorati nella loro vasca.

Una volta, per sbaglio, il bambino disse una bugia, e subito la gente poté vedere come una palla di fuoco dietro la sua fronte: ridisse la verità e la palla di fuoco si dissolse. Per tutto il resto della sua vita non disse più bugie. (…)

Il bambino crebbe, diventò un giovanotto poi un uomo, e ognuno poteva leggere nei suoi pensieri e indovinare le sue risposte, quando gli faceva una domanda, prima che aprisse bocca. (…)”

 

Chissà cosa sarebbe accaduto a “Giacomo di Cristallo” se, dopo aver studiato finanza all’università, si fosse buttato nel settore della consulenza. Magari Giacomo si sarebbe appassionato di mercati finanziari, avrebbe studiato nel dettaglio l’andamento degli indici azionari, delle obbligazioni e delle materie prime nei periodi di “boom&burst” tipici di Wall Street. Sarebbe partito dall’antico Egitto e dalle redemption pianificate sul debito dei braccianti, passando poi all’antica Roma con i suoi fasti (economici e monetari) ed i suoi momenti bui (con la burocrazia e la svalutazione della valuta). Sicuramente sarebbe passato dalla “bolla dei tulipani”, dalle crisi delle società commerciali inglesi e spagnole e dai numerosi crolli di borsa del 1800; sarebbe giunto quindi al panico del 1907 ed alla successiva istituzione della banca centrale americana, per poi soffermarsi con estrema dovizia alla crisi del 1929 ed alla successiva Grande Depressione. Avrebbe quindi analizzato il Black Monday del 1987, il crollo del muro di Berlino e le sue implicazioni per l’Europa continentale, la bolla speculativa Giapponese, la crisi del debito dei mercati emergenti, il “fallimento” dei premi Nobel del Long-Term-Capital-Management ed i primi interventi monetari ultra espansivi di Alan Greenspan; sarebbe quindi arrivato ai fasti borsistici del 1990 con i titoli tecnologici e la creazione dell’Area Euro, avrebbe analizzato la crisi dot-com del 2000 e quella subprime del 2007 con il successivo Quantitative Easing globale delle banche centrali. Sarebbe infine giunto alla crisi del debito pubblico Europeo ed al “whatever it takes” di Mario Draghi (allora presidente della Banca Centrale Europea) per evitare il fallimento sul debito dell’Italia.

Analizzando il susseguirsi di salite e discese dei prezzi dei titoli, si sarebbe sicuramente convinto che ad ogni periodo di euforia e positività è lecito attendersi un periodo di crisi e di “reset” degli eccessi. Avrebbe sicuramente compreso il motivo per cui l’etimologia della parola “crisi” richiama un momento difficile nel quale devono essere prese delle decisioni che, volenti o nolenti, si devono portare avanti. Avrebbe infine capito che il mercato azionario, pur oscillando violentemente, sorpassa ogni crisi e tende a salire assieme all’economia nel medio e lungo periodo.

Con questo backgroud “Giacamo di Cristallo” sarebbe oggi un ottimo consulente finanziario, capace di guidare i propri clienti verso un processo d’investimento di medio-lungo termine consapevole ed oculato.

Tuttavia, cosa sarebbe accaduto se “Giacomo consulente di Cristallo” avesse dovuto spiegare e giudicare l’attuale grafico del mercato azionario ad un suo cliente.

Grafico mensile dell’indice azionario americano S&P500 (dividendi esclusi)

Come prima cosa Giacomo, grazie ai suoi studi sulle crisi finanziarie sopra citati, avrebbe evidenziato che il mercato azionario tende a salire nel medio-lungo periodo con il crescere dell’economia, sorpassando con il 100% di successo ogni precedente massimo storico.

Tuttavia, Giacomo essendo completamente trasparente nelle sue emozioni, non può esternare questa affermazione rimanendo immutato in quanto egli prova inevitabilmente una crescente preoccupazione. Se non fosse di cristallo, probabilmente non direbbe nulla per non confondere i propri clienti e distoglierli dall’obbiettivo di medio-lungo periodo. Tuttavia, senza filtri, Giacomo esterna il timore di come le valutazioni dei mercati azionari siano a livelli estremi e forse insostenibili nel breve periodo.

Ecco, quindi, che con questa palla rossa d’allarme ben evidente dall’esterno “Giacomo consulente di cristallo” passa all’analisi dei tassi di interesse reali, giunti oggi ai minimi dal 1980 in USA e dal periodo ante Euro per l’Europa. Giacomo evidenzia come i tassi reali (ovvero i rendimenti dei titoli di stato aggiustati per l’inflazione) sono circa al -5% in USA ed Europa e nel farlo prova una crescente preoccupazione facendo salire ulteriormente la palla rossa d’allarme all’interno del suo copro di cristallo.

La preoccupazione deriva dal fatto che in caso di riduzione dell’esposizione azionaria un investitore viene penalizzato significativamente nel detenere cash o titoli di stato sicuri a causa di una costante e significativa perdita di potere d’acquisto.

Seduto nel suo ufficio, con davanti il proprio cliente, in totale trasparenza e condivisione, “Giacomo consulente di cristallo” si trova costretto a sostenere che i prossimi anni saranno tempi difficili per gli investitori con elevata incertezza e volatilità dei ritorni prospettici. Dall’altro lato ritiene fermamente che ribilanciando gli eccessi e sfruttando la crescente volatilità, nel medio periodo, un portafoglio costruito da strumenti efficienti, ampi, ben diversificati ed a basse commissioni possa avere un ritorno positivo e preservare il potere d’acquisto dell’investitore.

Non vi è dubbio che il percorso sarà burrascoso pertanto guardare in controluce la trasparenza del proprio consulente potrebbe esser una buona indicazione.