Il giallo del metallo giallo

Gentili lettori ,

ci dedichiamo oggi ad uno degli argomenti più trattati sui siti e quotidiani finanziari negli ultimi giorni: l’Oro, che ha raggiunto i nuovi massimi storici superando abbondantemente i 2000 dollari l’oncia.

Quando si guarda al “metallo giallo” nei confronti di altre asset class, il paragone più frequente è con le obbligazioni “zero coupon” , cioè senza cedola: entrambi non hanno un rendimento periodico, al di là della differenza tra prezzo di acquisto e di rimborso o di vendita.

Da qui la correlazione molto stretta ma inversa tra rendimenti obbligazionari e quotazioni dell’oro : se i rendimenti salgono sui mercati del reddito fisso , i prezzi scenderanno , sia dei titoli che , per “simpatia” per la comune accezione , del metallo prezioso.

La storia dell’Oro

La storia dell’oro è lunga e molto si è scritto in materia, anche delle sue peculiarità: ne ricordiamo di seguito alcune interessanti e talvolta curiose.

  • Possedere oggetti in Oro è una tradizione consolidata in molte culture e si associa a momenti importanti della vita , dalla nascita al matrimonio.
  • Il mercato più importante nel mondo per il prezioso è, dal 2013, la Cina: lo sviluppo economico del Paese e la connessa crescita dei redditi reali si è tradotta , rispetto al decennio precedente, in un aumento degli investimenti nella forma di lingotti e monete da 12 a 397 tonnellate , e nella gioielleria da 224 a 669 tonnellate: la “legge dei grandi numeri” , aiutata dalla forte inurbazione della popolazione, è stata un fattore decisivo.
  • Possedere oro è considerato un portafortuna, anche nella non lontana India, i suoi buoni auspici sono un fondamento della cultura induista e giainista ,e regalare oro nell’occasione dei matrimoni genera la metà dell’intera domanda locale annuale.

In altre realtà le motivazioni sono state legate principalmente alla difesa dall’inflazione e dalla perdita di valore della divisa nazionale , come per esempio in Turchia , per citare un Paese più vicino all’Europa: ancora oggi i costi di affitto di un negozio nei bazaar e nei mercati nei quali si commercia in preziosi sono spesso quotati in Oro.

La peculiare natura del metallo giallo

Queste qualità derivano dalla particolare natura del metallo, incorruttibile nel tempo e facilmente lavorabile, soprattutto per la sua duttilità, cioè la sua capacità di essere ridotto in fili sottili : da una singola oncia si può ricavare un filo lungo 80 chilometri: se tutto il metallo giallo esistente venisse ridotto in un filo di 5 micron di spessore, avvolgerebbe il nostro pianeta 11 milioni di volte!

Anche la sua malleabilità (riduzione in lamine sottili) è notevole: la stessa quantità di prima darebbe luogo ad un sottile foglio di 9 metri quadrati di superficie. Ma la sua estrazione non è semplicissima: spesso associato in natura ad altri metalli, tipicamente il Rame, si rinviene in pepite di piccole e piccolissime dimensioni: trovarne una del peso di un’oncia (31,103 grammi) è statisticamente meno probabile che trovare un singolo diamante del peso di 5 carati .

Gold Rush

Il periodo storico più famoso fu la “Gold Rush” , partita nel 1849 verso la California dopo i primi rinvenimenti nei corsi d’acqua : il 90% dell’oro estratto nel mondo è successivo a quella data. Poi nel 1885 un minatore australiano scoprì un giacimento in Sudafrica , e la corsa si spostò nel Continente africano.

In tema di investimenti , è interessante paragonare l’andamento del suo prezzo con quello del più importante indice azionario , l’S&P500. Vediamoli prima separatamente nello stesso grafico :

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Nel prossimo , vedremo il rapporto da i due : cioè , quante once d’oro erano necessarie per acquistare il paniere di azioni rappresentato dall’indice , o , in altre parole, il valore dell’indice azionario in Oro:

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La media degli ultimi 50 anni è stata di circa 1,6 once d’oro per 1 indice: nella seconda metà del periodo fino ai giorni nostri la media è cresciuta a 2,31 .

Ma forse il dato più interessante è che oggi quel rapporto, pari a 2,21 once per indice, è praticamente identico a quello di mezzo secolo fa: alla fine del 1971 era 2,24 . In quel periodo, si acquistava un’oncia d’oro con 42 Dollari : l’indice dal canto suo quotava circa 94 . Moltiplichiamo per 50 i due valori , e abbiamo, dollaro più o meno, le quotazioni odierne.

Se infine qualcuno di Voi si stesse domandando come si è evoluto nello stesso arco di tempo il rapporto dell’indice azionario con quello di un’altra materia prima molto importante quale il Petrolio , Vi mostriamo la risposta nel prossimo grafico:

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Il valore dell’indice misurato in barili di “oro nero” è raddoppiato nei 5 decenni.

Il “metallo giallo” ha invece mantenuto lo stesso rapporto : più benefici in termini di rendimento (doppio rispetto al Petrolio nel rapporto con le azioni) , e un impatto sul portafoglio sicuramente migliore di quello del combustibile fossile sull’ambiente .


Proseguiamo come solito con il commento all’andamento dei principali mercati nella scorsa settimana .

Andamento dei principali indici e mercati e commento

tabella

Mercati di rischio

Ancora una settimana positiva per i mercati di rischio, sempre più concentrati sulle prossime riunioni delle principali banche centrali : gli ultimi dati sull’inflazione sono stati generalmente più bassi dei precedenti , con l’area Euro alle prese con una dinamica dei prezzi al consumo ormai intorno al 3% annuo , e l’Italia fa segnare un +0,8% (preliminare) che mancava dagli schermi dall’aprile del 2021 .

Situazione simile anche oltreoceano, come confermato da Powell nel suo discorso di venerdì 1/12 : l’ipotesi di ulteriori rialzi dei tassi è definitivamente scomparsa nelle previsioni degli operatori , che puntano ora ad una prossima diminuzione di quelli ufficiali già in marzo o aprile del prossimo anno .

Ad Oriente il saldo della settimana è invece negativo , a partire dal -0,58% registrato dall’indice Nikkei per arrivare agli oltre 4 punti di calo dell’indice Hang Seng , zavorrato da una economia cinese che stenta a ritrovare la via della crescita.

Dal punto di vista settoriale

Anche i comparti rimasti indietro stanno recuperando, come le Utilities che segnano in Europa un +2,38% ed in Usa +1,34% : le valutazioni delle aziende del comparto scontano ora un tasso di attualizzazione dei flussi di cassa futuri via via più basso, con il conseguente aumento del valore di capitalizzazione .

Ancora migliore il settore Retail : Europa +3,22%, Usa +4,95% : se la spesa dei consumatori è stata così resiliente durante i rialzi dei tassi, uno scenario più soft delle politiche monetarie non potrà che sostenerla .

Anche a livello aziendale i comparti più sensibili al costo del debito sono favoriti, come quello delle società di piccola capitalizzazione : l’indice Russell 2000 che le rappresenta è cresciuto del 3,09% rispetto al precedente venerdì .

Il calo dei rendimenti sui Treasury statunitensi si è riflesso positivamente sui prezzi dei titoli Corporate, migliore nella fascia di rating medio e medio-alto, confermando il trend già commentato nei precedenti report.

Quanto ai mercati dei cambi valutari

è stata una ottava sostanzialmente stabile : il Dollaro si è leggermente apprezzato contro Euro dopo il tentativo di superare quota 1,10 , chiudendo intorno a 1,09, in quanto lo scenario macro resta più favorevole dalle parti di Washington rispetto al vecchio Continente: Franco Svizzero e Sterlina inglese sono stati tra le migliori valute, nel primo caso perché lo spread tra i rendimenti nei confronti del Dollaro sono diminuiti , nel secondo caso per il motivo opposto : la Bank of England avrà qualche freno in più sulla strada del ribasso dei tassi , sulla scorta di una inflazione in calo ma ancora lontana dai target di medio periodo, e quindi il differenziale tra ritorni percentuali resta favorevole alla divisa di Sua Maestà.

Nel campo delle materie prime

annoveriamo un nuovo massimo per l’Oro abbondantemente sopra 2000 dollari , e invece un Petrolio ancora debole , vista la divisione sulle decisioni di riduzione della produzione all’interno del gruppo Opec .

Recuperano i metalli industriali guidati dal Nickel e dal Rame : mentre il Gas naturale è ancora debole , i Futures ormai stabili sotto i 3 Dollari per contratto, per il combinato disposto di un inverno più mite delle previsioni e di un livello delle scorte ormai vicine al pieno , come in Europa dove al 26/11 si era al 97% della massima capacità , contro una media degli ultimi 5 anni dell’86% per lo stesso periodo dell’anno : anche negli Usa siamo oltre 9 punti percentuali sopra la corrispondente media storica, dove, in previsione di un calo della domanda,  sono rimasti attivi solo 116 impianti di estrazione contro i 166 di un anno fa.

Un mese di novembre appena concluso che ha dispensato performance superiori alla media sui mercati di rischio, forse togliendo un po’ di potenziale al tradizionale rally di fine anno : ma visto il calendario macroeconomico e delle politiche monetarie che ci attende, aver anticipato il lavoro non sarà un male per le chiusure di fine anno.

La sintesi della situazione, come solito, è riassunta di seguito dal nostro indicatore. Il dato è stabile rispetto alla settimana precedente: se non staziona in una area più positiva è per l’apprezzamento del comparto obbligazionario e dell’oro, associati ad una idea più difensiva.

 

grafico


ATTENZIONE

einstein in versione fumetto che dice che il contenuto non è stato prodotto con ausilio di AI


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3 Dicembre 2023