Il Lupo di Gubbio

Gentili lettori ,

facciamo tappa nella verde Umbria per ricordare una vicenda avvenuta otto secoli fa che ebbe come protagonista Giovanni Francesco Bernardone, un giovane di famiglia agiata , figlio di un ricco mercante di tessuti che viveva in Assisi.

Chi era costui? Un “Carneade” sconosciuto come lo avrebbe definito il Manzoni?

In realtà tutti lo conoscono come il Santo Patrono del nostro Paese : San Francesco.

san francesco

La storia che ricorderemo riguarda un periodo della sua vita

Si era appena spogliato delle sue ricchezze per vivere in povertà e diffondere una Fede fatta di amore per il prossimo e per tutti gli esseri viventi.

Per il gesto che compì molti lo considerarono folle, e quindi dopo un periodo di solitario eremitaggio andò via da Assisi e si recò a Gubbio, pochi chilometri più a nord, ospite presso dei conoscenti.

Quando giunse nella cittadina si stupì di vedere pochissime persone in giro per la strada, e gli spiegarono che la causa era la paura di un feroce lupo che viveva nei paraggi e attaccava anche gli uomini.

Allora il Poverello si recò nel bosco subito fuori paese e dopo poco tempo comparve un lupo che gli andò contro con le fauci spalancate ; Francesco lo chiamò “Fratello Lupo” e gli ordinò di avvicinarsi senza fargli del male.

Tra la meraviglia di alcuni contadini che avevano prima cercato di dissuaderlo e poi lo avevano seguito, il lupo si accucciò ai piedi del Santo e ascoltò le sue parole: Francesco sapeva che lui era feroce solo per fame e non per cattiveria, e gli propose un patto: se avesse rinunciato ad attaccare gli uomini, i cittadini di Gubbio avrebbero provveduto a sfamarlo.

Gli tese la mano e l’animale sollevò la zampa per suggellare l’accordo: poi seguito dal lupo tornò a Gubbio e parlò agli abitanti del patto raggiunto e di come avrebbero dovuto comportarsi in seguito.

Così avvenne, e da quel giorno il lupo rinunciò alla sua indole e venne accudito e sfamato dagli Eugubini finchè , qualche anno dopo , morì di vecchiaia; e la leggenda narra che fu sepolto in una chiesa locale, unico caso conosciuto di un animale che avesse goduto di quel privilegio.

Nel luogo dove si narra fosse avvenuto l’incontro con il lupo sorge una chiesetta, che già esisteva al tempo di Francesco: la Chiesa della Vittorina, dove tra l’altro il Santo fu ospitato insieme ai primi suoi confratelli per alcuni anni, grazie ad una concessione del vescovo locale,  prima di trasferirsi in un vero e proprio convento .

gubbio

Uno dei tanti episodi nei quali il Santo diffuse la sua idea di Fede come fratellanza universale:

se si dimenticano le preoccupazioni materiali in nome di quella idea, nulla è impossibile , nemmeno ammansire un animale noto per la sua ferocia.

Nel nostro universo finanziario, gli ultimi anni sono stati dedicati a contrastare un fenomeno pericoloso:

il lupo nella fattispecie è l’inflazione, o almeno nel modo in cui è stata descritta globalmente, con le Banche centrali che hanno dato luogo ad un processo di rialzi dei tassi d’interesse senza precedenti per sconfiggere la temuta perdita del potere d’acquisto delle monete che poteva conseguire all’enorme massa di liquidità affluita ai mercati durante la pandemia del 2020 per le note decisioni adottate su scala globale.

Ma quel fenomeno all’inizio fu ritenuto erroneamente di carattere temporaneo , e si tardò a contrastarlo in misura efficace : l’inflazione crebbe a due cifre mettendo a rischio la stabilità del sistema finanziario mondiale.

In realtà la massa di liquidità era solo una delle cause: il blocco dei commerci durante la pandemia provocò gravi danni alla catena produttiva delle imprese e molti beni diventarono scarsi e quindi il loro prezzo salì in modo marcato.

Poi , un po’ per l’affievolirsi dei problemi di fornitura di materie prime e semilavorati, un po’ per una contrazione dei consumi dovuti all’aumentato costo del denaro , l’inflazione si è prima arrestata per poi iniziare a calare , anche se non con la stessa velocità del primo incremento; ma le politiche monetarie sono ancora improntate ad una rigidità che nel caso dell’Europa ha provocato una contrazione dell’attività economica che ha portato il vecchio Continente sull’orlo della recessione, che qualche Paese sta già sperimentando, come la Germania, fino a pochi anni prima motore economico dell’Area.

Se confrontiamo i tassi ufficiali con il tasso di inflazione, la loro differenza ci dice se una politica monetaria è restrittiva o espansiva.

La situazione attuale è la seguente:

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Quei Paesi che si trovano oltre la linea orizzontale hanno tassi reali (cioè appunto la differenza tra tassi ufficiali e inflazione) positivi: per chi detiene denaro è un vantaggio se lo investe ai tassi correnti, ma per quei settori dell’economia e per quei privati che hanno contratto prestiti è un freno alla crescita.

Ne sanno qualcosa i mutuatari che hanno contratto finanziamenti immobiliari a tasso variabile.

Se consideriamo che quei Paesi che “strutturalmente” hanno tassi più elevati, come quelli definiti “emergenti”, devono sostenere il corso della valuta con rendimenti elevati per incoraggiare gli investitori (Brasile e Messico nel grafico sopra) , e che all’opposto il Giappone ha mantenuto una politica di tassi a zero o addirittura negativi come nell’ultimo periodo, tutte le principali economie hanno tassi “reali” ampiamente positivi , a fronte di una inflazione che si è dimezzata e anche di più rispetto ai massimi registrati di recente.

Il costo del denaro è come il costo di un qualsiasi bene:

più aumenta, meno ne circola perché ne viene domandato di meno. E poiché il fenomeno inflattivo non dipende da fattori solo monetari , da qui la difficoltà di contrastarlo con la sola politica monetaria, che anzi paradossalmente ne ostacola il calo se resta troppo tempo restrittiva.

Se teniamo presenti le parti che compongono l’inflazione, tra queste rientrano anche i costi per l’abitazione (gli “shelter costs” come vengono definiti nei paesi anglosassoni), bene primario per tutti : con l’attuale costo delle rate dei mutui quella voce resta alta e contribuisce a mantenere ancora elevata l’inflazione.

Quando si tratta di fenomeni economici esiste poi uno scostamento temporale tra cause ed effetti:

se si tarda, come si è tardato, a contrastarne uno come l’inflazione quella cresce senza freni: ma se poi si tarda a diminuire il costo del denaro quando quella inizia a scendere, a patirne è l’economia nel suo complesso: come sanno bene dalle parti di Francoforte, ma non nei dorati ambienti della BCE, bensì coloro che stanno sperimentando una recessione che rischia di minare lo sviluppo dell’intera Europa.

“Ammansire” la “bestia” inflazione non richiede la santità del Poverello di Assisi , ma tempestività nelle decisioni e provvedimenti a livello politico che ne attenuino l’effetto su famiglie ed imprese : un “patto” simile a quello tra il Lupo e i cittadini di Gubbio, che è mancato per le note divisioni dovute al contrasto tra i diversi interessi nei Paesi dell’Unione monetaria.


Proseguiamo, come di solito, con il commento all’andamento dei principali mercati nella scorsa settimana .

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Nuovi massimi in settimana per gli indici azionari europei, mentre quelli Usa stornano dai picchi.

Varia la composizione dei rialzi nel settore tecnologico: resiste il comparto dei semiconduttori mentre le altre quotate di grande capitalizzazione rallentano.

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Nella settimana appena conclusa gli indici Usa hanno passato il testimone a quelle europee nel compito di segnare nuovi massimi: solo l’indice Russell2000 relativo alle società di piccola capitalizzazione ha segnato una performance positiva, sia pure contenuta ad un +0,30%.

Favoriti i settori più interest rate sensitive

come quello delle Utilities e l’Assicurativo; il primo perché i flussi di incassi futuri delle società del comparto possono essere scontati ad un tasso più basso e quindi il valore prospettico delle imprese aumenta; il secondo per l’incremento dei prezzi dei titoli obbligazionari che sono detenuti come riserve.

La lettura dei dati macro sul mercato del lavoro statunitense è stata contrastata: l’incremento dei nuovi occupati in febbraio è stata compensata dal rallentamento della dinamica dei salari, cresciuti su base oraria meno del previsto e del dato precedente; è una componente fondamentale perché le spinte inflattive provengono ormai quasi solo dal settore Terziario, notoriamente quello che dal punto di vista dei costi vede una percentuale preponderante della voce stipendi del personale.

Nessuna nuova sul fronte dei tassi di interesse ufficiali da parte BCE

mentre il Governatore della FED Powell nella sua relazione tenuta di fronte alle Camere ha parlato esplicitamente del prossimo ribasso del costo del denaro che avverrà nel corso dell’anno 2024: il momento più opportuno dipenderà dall’evoluzione dell’economia.

Le attese prevalenti sono per il mese di giugno per entrambe le aree geografiche, con gli Usa che potrebbero precedere l’Europa nel compiere il primo passo verso la normalizzazione della politica monetaria. All’esatto opposto la situazione in Giappone: voci diffuse da una importante agenzia di stampa locale (che però non ha citato le fonti) hanno rinforzato le attese per una prossima mossa restrittiva della Bank of Japan, forse già nella riunione di marzo: il mercato sconta oggi questa prospettiva con una probabilità del 67% , alla fine di febbraio la stessa era al 26%.

L’andamento del mercato valutario ha rispecchiato le evoluzioni descritte

il Dollaro ha ceduto all’Euro poco più di un punto percentuale, mentre lo Yen ha abbandonato la quota di 150 contro Dollaro per posizionarsi in chiusura di ottava poco sopra 147: è stata la divisa che si è apprezzata di più contro Euro, insieme al Dollaro Australiano che ah beneficiato di un miglioramento delle attese sugli sviluppi economici in Cina; tra le valute emergenti segnaliamo il Rand Sudafricano che si è apprezzato contro la divisa comune di quasi il 2%.

Ricordiamo in proposito che le divise dei Paesi c.d.emergenti beneficiano di un Dollaro Usa più debole, perché il costo del loro debito in valuta estera diminuisce. Stabile il Franco Svizzero dopo il recente indebolimento, migliora la Sterlina sull’onda delle performance azionarie del vecchio Continente: la divisa inglese presenta infatti una correlazione storicamente positiva con i mercati di rischio.

E le attese più positive sul fronte tassi hanno favorito anche l’Oro, cresciuto ai massimi storici ben oltre 2100 dollari per oncia: la stessa prospettiva è stata una delle cause del recente , forte apprezzamento delle principali Criptovalute.

Prese di beneficio hanno provocato una diminuzione dei prezzi del Petrolio e del Gas naturale: stabili  i Metalli industriali, mentre tra le commodities agricole l’andamento è stato molto variegato:  le quotazioni spot del Grano sono scese di oltre il 5% , di analoga ampiezza ma di segno opposto quelle del Mais; i contratti future del Caffè sono scesi sensibilmente dopo che venerdì le previsioni meteorologiche riguardanti una delle aree di maggior produzione (Minas Gerais in Brasile) fanno sperare in un miglioramento dei volumi dopo la recente siccità.

Per quanto riguarda infine il comparto Obbligazionario

il rendimento dei Treasury Usa  è rientrato in prossimità del 4% trascinando al rialzo anche i prezzi dei titoli emessi da società con rating medio e medio alto (+1,02% l’ETF più rappresentativo): più contenuto il progresso del comparto High Yield (+0,3%).

Nella prossima settimana avremo alcuni eventi macro importanti: andamento dell’inflazione, vendite al dettaglio, prezzi alla produzione tutti relativi agli Usa; andamento del PIL in Giappone. Infine, venerdì 15 ci sarà la scadenza trimestrale di futures ed opzioni sugli indici azionari statunitensi.


La sintesi della situazione è offerta come solito dal nostro indicatore; il numero complessivo è in calo ma la dinamica in questo caso dipende anche dall’approssimarsi di importanti scadenze tecniche (15/3), che stanno provocando una sottostima del “sentiment” sui principali mercati di rischio da parte dell’indicatore, mostrato nella pagina successiva.

diagramma


ATTENZIONE

einstein in versione fumetto che dice che il contenuto non è stato prodotto con ausilio di AI


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10 Marzo 2024