Il merge di Ethereum: cose da sapere

La crypto valuta Ethereum, la seconda per capitalizzazione di mercato dopo Bitcoin, si appresta ad adottare il nuovo protocollo “merge”, nato inizialmente con il nome di “Ethereum 2.0”.

Di cosa si tratta? Si tratta del cambio dell’algoritmo di validazione delle transazioni ad oggi basato sul sistema “proof of work” che passerà al sistema “proof of stake” a metà settembre. Per capire meglio di cosa stiamo parlando dobbiamo introdurre il concetto di blockchain.

Che cos’è la blockchain e quali sono i meccanismi di validazione delle transazioni?

Blockchain letteralmente significa “catena di blocchi”. Si tratta di un registro digitale composto da una serie di blocchi sequenziali. All’interno di ogni blocco sono registrate una sere di informazioni quali le transazioni di crypto asset. Il registro è distribuito tra tutti i nodi della rete così che nessuno in particolare ne abbia il controllo ma ce l’abbiano tutti. La struttura distribuita è quindi necessaria affinché nessuno possa frodare il sistema ovvero modificare il registro.

Proof of Work e Proof of Stake sono i due meccanismi di validazione delle transazioni. Si tratta di meccanismi che regolano la scrittura dei blocchi successivi e che fanno in modo che ogni volta sia un nodo della rete diverso a scrivere il blocco successivo della catena, sempre in ottica di distribuire il controllo.

Nel PoW, ovvero “prova di lavoro”, scriverà il blocco successivo chi dimostra di aver lavorato per meritarsi la ricompensa, ovvero chi risolve complessi calcoli che richiedono potenza computazionale. In questo caso, per poter frodare il sistema ci vuole il 51% di potenza di calcolo, solo con il consenso del 51% si può modificare il registro. Più grande diventa il sistema e più diventa difficile frodarlo.

Nel PoS, che verrà adottato dalla blockchain Ethereum, devo dimostrare di avere degli ETH nel wallet e metterli in staking, ovvero mantenerli fermi per un periodo nella rete. In questo caso, per frodare il sistema devo avere più del 51% degli ETH in circolazione.

Quindi cosa cambierà per Ethereum con l’adozione della PoS?   

  • Politica monetaria: La politica monetaria di Ethereum non prevede limiti alla loro emissione. Quindi non ci troviamo di fronte ad un sistema deflazionistico programmato come invece si ha per il Bitcoin. Infatti, la politica monetaria di Bitcoin prevede l’emissione di un numero finito di Bitcoin. Una sempre minore emissione di bitcoin a fronte di una consistente domanda degli stessi, ne aumenterà il valore. La riduzione dell’emissione di bitcoin avviene attraverso l’halving. Si tratta del dimezzamento ogni 4 anni della retribuzione dei miners. I miners infatti vengono pagati minando nuovi bitcoin. Vi è chi ha paragonato il merge a tre halving di Bitcoin. Infatti, con l’adozione del meccanismo PoS si prevede un riduzione delle emissioni di ETH e quindi un potenziale aumento di riserva di valore dello stesso.

 

  • Consumo energetico: poiché non sono più necessari miners e potenti computer per autorizzare le transazioni, il meccanismo PoS porta ad un risparmio energetico del 99% rispetto al meccanismo PoW. Con l’adozione del meccanismo di validazione PoS, la produzione di Ether sarà più sostenibile e rispetterà quindi i criteri ESG. In un momento di sempre maggiore attenzione al rispetto dei fattori ESG per intermediari ed investitori, una maggiore sostenibilità dell’asset potrebbe attirare più capitali. Diversamente, il Bitcoin continuerà a consumare ingenti quantità di energia. La svolta green per il Bitcoin sarà possibile sono se i miners attingeranno a fonti di energia rinnovabili. Solo in questo modo la produzione di Bitcoin sarà ad impatto 0.

 

  • Grado di sicurezza/centralizzazione della rete: Passando da un consenso che dipende dai miners ad uno che dipende dai validatori vi è chi sostiene vi sia il rischio di centralizzazione della rete. Entrambi i meccanismi sono in parte a rischio. Abbiamo detto che con la PoW, per frodare il sistema, un individuo o un gruppo deve ottenere più del 50% della potenza di mining per estrarre più velocemente del resto della rete combinata. Solo in questo modo, potrà modificare un blocco e creare una nuova blockchain. Nel meccanismo PoS, per frodare il sistema occorre controllare più del 50% delle monete esistenti. Questo può avvenire quando un numero elevato di validatori si concentra nelle mani di una sola società. Tuttavia, questo rischio si attenua in presenza di un elevato numero di validatori.

 

Nel complesso il merge di  Ethereum è atteso come una notizia più che positiva per la crypto valuta. Al di là dei benefici di cui potrà beneficiare ETH con il merge occorre ricordare che il rischio principale riguarda la buona riuscita dell’operazione dal punto di vista tecnologico. Nonostante le prove preliminari siano state correttamente condotte e concluse, questo rischio non è da escludere.  Si tratta di un’operazione da monitorare nelle prossime settimane…

 


 

 

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