Il percorso delle aziende verso Emissioni Zero

In un intervista alla CNBC di questa settimana, l’amministratore delegato di Nestle ha dichiarato che l’attenzione dei consumatori più giovani verso la sostenibilità è oggi in crescita vertiginosa ed inarrestabile. Il manager ha dichiarato inoltre che per eccellere Nestle, non dovrà solo soddisfare le esigenze dei consumatori in termini di prodotto e servizio, ma dovrà anche conquistare il loro cuore in ambito “green”.

Questo tipo di dichiarazioni sono ormai diffusissime tra gli Amministratori Delegati delle più importanti aziende mondiali, soprattutto occidentali. Inoltre tale esigenza è trasversale a tutti i settori. Per le aziende quotate è un must irrinunciabile, esse da un lato devono cavalcare in termini di marketing le nuove richieste dei consumatori; dall’altro devono cercare di assicurarsi un elevato rating ESG, oggi legato a stretto filo con una valutazione più elevata in borsa.

Ma questo trend non è solo appannaggio delle aziende quotate, anche le PMI sono sempre più incentivate ad attivare un percorso verso le “Net Zero Emissions”. Da un lato infatti la richiesta dei nuovi consumatori giunge forte e chiara anche a loro; dall’altro gli obblighi in termini di sostenibilità imposti dai rating ESG pervadono dall’alto verso il basso in tutta la filiera.

Operativamente è a nostro avviso indubbio che stiamo vivendo un cambiamento di paradigma che durerà per decenni. In questo contesto l’investitore non solo deve investire nelle aziende che gestiranno meglio la transizione, ma dovrebbe investire anche nelle società di servizi che aiutano le aziende ad attuare tale transizione. Attenzione però, perchè in un contesto siffatto, è facile imbattersi nel fenomeno del “Greenwashing” ossia la tendenza di molte aziende di autoproclamarsi sensibili ai temi ambientali, dichiarando di seguire un processo ecosostenibile attraverso degli espedienti solo apparentemente green, ma che mirano a distogliere l’attenzione da altre dinamiche aziendali poco green. Questo vale anche per fondi ed Etf che si dichiarano sostenibili, ma di fatto non è tutto oro ciò che luccica.