Investire in azioni: value, growth e trend follower

Vi sono molti modi per investire con successo nel mercato azionario. I “value investor” per esempio sono soggetti che tendono a comprare azioni con una capitalizzazione di mercato bassa se rapportata ad utili e/o fatturato aziendale. I “growth investor” sono soggetti che invece puntano sulle potenzialità di crescita di una azienda, non curandosi della sua capitalizzazione. I “trend follower” sono soggetti che puntano esclusivamente sull’andamento di prezzo e capitalizzazione dell’azienda.

Lo scontro tra value, growth e trend follower è sempre stato presente nei mercati finanziari mondiali e ciò è salutare. Infatti, i value investor cercano azioni sottovalutate ed a bassa capitalizzazione (relativamente ai dati di bilancio) per poi venderle quando i prezzi salgono e lo “sconto” scompare. I growth investor ed i trend follower cercano azioni che stanno crescendo sia in termini di fatturato che di capitalizzazione per poi venderle a prezzi ancor più elevati. Il bello è che solitamente i value investor vendono le azioni che vanno bene ai growth investor ed ai trend follower, mentre i growth investor ed i trend follower vendono le azioni che vanno male ai value investor. Ciò garantisce una costante liquidità nel mercato di riferimento.

Le bolle finanziarie rompono la naturale alternanza tra investitori con approcci differenti.

Se il prezzo delle azioni sale costantemente e si discosta troppo dai dati di bilancio aziendali, l’alternanza armonica di value, growth e trend investor si blocca. Da un lato i value investor hanno sempre più difficoltà a trovare azioni a sconto, sottoperformano, e tendono ad avere sempre meno masse in gestione. Dall’altro i growth e trend investor tendono a vendere sempre più raramente, sovraperformano e tendono ad avere sempre più masse in gestione.

I prezzi di alcune azioni ad elevata capitalizzazione tendono a salire sempre di più, anche se i dati di bilancio non giustificherebbero tale crescita. Questo porta a rischi latenti significativi che sono proprio alla base delle bolle finanziarie; quando i prezzi delle azioni scendono ed i growth investor ed i trend follower vogliono venderle non trovano value investor che gliele comprano. Infatti le valutazioni sono salite talmente tanto rispetto ai dati di bilancio che piccole correzioni di prezzo non sono sufficienti per attrarre i value investor.

Ecco quindi che un mercato in bolla le correzioni di prezzo devono essere molto elevate per riportare le valutazioni “a sconto” e attrarre l’attenzione ed i capitali dei value investor. Anche nel caso in cui vi siano significative correzioni, le masse in gestione tra i comparti sono sensibilmente diverse e necessitano di tempo per equilibrarsi.

In generale quindi più i value, growth e trend investor si equivalgono sia in termini di performance che di asset in gestione, più il mercato sottostante sarà in equilibrio e meno soggetto ad elevate oscillazioni di prezzo. Al contrario se le valutazioni sono elevate e le masse in gestione dei value investor basse, più il mercato è esposto ad incrementi violenti e repentini di volatilità. Oggi purtroppo siamo più vicini al secondo scenario rispetto che al primo.