L’ ”arte” dell’improvvisazione

Per quanto ne sappiamo sono veramente poche le persone che conducono una vita improvvisando tutte o la gran parte delle loro attività. Improvvisare non è cosa semplice in quanto significa esser consapevoli di accettare qualsiasi rischio. Le persone pertanto tendono il più possibile a programmare la propria vita dandosi delle regole di condotta e creandosi delle priorità. Programmiamo la giornata, programmiamo le vacanze, programmiamo il lavoro, programmiamo il tempo libero, programmiamo la prevenzione della nostra salute, programmiamo l’educazione dei nostri figli. Avere un piano di azione ci fa stare inevitabilmente maggiormente tranquilli consentendoci di valutare a priori quali potrebbero essere gli inconvenienti e rischi che potremo o dovremo affrontare.

C’è però un settore della nostra vita dove invece quasi tutti si dimostrano impavidi improvvisati. Succede quando si parla di risparmi. Le scelte di investimento riguardano chiunque abbia anche una minima disponibilità di denari. L’improvvisazione con cui vengono effettuate queste scelte, in questo caso, regna sovrana. E’ un improvvisazione involontaria, dettata dalla scarsissima conoscenza della materia e dalla consuetudine ad adottare criteri basati su elementi di totale inconsistenza e pericolosità (il caso più classico quello della fiducia incondizionata in una persona solo perché è un amico o un parente o nel caso di una istituzione solo perché ha un nome altisonante).

Questa unicità nel modo di agire, riservata unicamente al mondo dei risparmi e del proprio patrimonio, comporta nel tempo danni assurdi ed irreparabili, dei quali ci si accorge regolarmente solo quando c’è ben poco da fare.

L’attività di pianificazione economica e finanziaria dovrebbe posizionarsi a monte di tutto, strutturando una sorta di “catena di semafori” che hanno la funzione di creare armonia e fluidità tra le varie necessità che si devono affrontare nel percorso di vita. Questa pianificazione non può esser costruita banalizzando le scelte di investimento. E’ totalmente assurdo continuare a riscontrare come la maggior parte degli investitori “compra” prodotti senza alcuna verifica tecnica, senza comparazione con i competitors, senza confronto con i mercati, senza logiche verificate di effettiva diversificazione, senza una verifica approfondita dei costi. L’equazione “entro in una famosa boutique di alta sartoria => esco con un capo di altissima qualità” non è la stessa “entro in una banca famosa => esco con soluzioni di investimento ottime”. Non è così, anzi. E’ molto probabile trovarsi in situazioni esattamente opposte. Lo argomentiamo da molto tempo che non vi è relazione diretta tra Brand, fiducia, qualità. Spesso quest’ultima è oggettivamente molto scadente proprio perché si è data fiducia incondizionata. Pertanto mai come in questo caso il proverbio “impara l’arte e mettila da parte” può esser una regola da adottare il prima possibile per cambiare atteggiamento nei confronti dei propri risparmi. Solamente la consulenza indipendente può aiutarvi ad accelerare questo cambiamento.