La lampada di Aladino

lampada di aladino

 

Gentili lettori ,

“Aladino e la lampada meravigliosa” è un racconto contenuto ne “Le mille e una notte”, e fu aggiunto alla versione originaria della raccolta dall’editore francese dell’opera.

Aladino è un giovane di origini cinesi, figlio di un sarto, che viene in possesso di una lampada magica dalla quale, sfregandola,  fuoriesce un genio capace di esaudire tutti i suoi desideri: ma lui la userà sempre con moderazione, aiutando chi non era altrettanto fortunato, e con il suo aiuto riesce a riscattarsi dalle umili origini e, dopo varie avventure,  a diventare sultano di un regno prospero, amato da tutti per la sua saggezza e generosità.

E’ una novella che ha un significato profondo.

Tutti possono diventare importanti scalando le classi sociali, purchè si sia mossi da sani e solidi princìpi: un ideale che nel Romanticismo dell’800 era tra i più celebrati, cui dedicò attenzione lo scrittore danese Hans Christian Andersen (la Sirenetta etc.), facendo di Aladino un simbolo del riscatto dei popoli oppressi attraverso la fantasia e la libertà .

Più recentemente Aladino è stato protagonista di cartoni animati realizzati da Walt Disney; e anche se non è la novella più famosa della raccolta, come per esempio Alì Babà oppure Simbad il Marinaio, che meglio descrivevano le antiche abitudini orientali, resta una delle più belle mai scritte.

A chi non piacerebbe possedere una lampada magica e avere un genio a nostra disposizione che esaudisca i nostri desideri?

Per un investitore, conoscere magicamente gli scenari che attendono i mercati sarebbe garanzia di sicuro successo; ma questo è impossibile, e allora accontentiamoci di una analisi del presente, prendendo spunto dal tema iniziale.

Non v’è dubbio che le borse attualmente sono profondamente influenzate dalle aspettative sui tassi di interesse; dati macro che fanno supporre una economia in crescita allontanano il fatidico momento del primo taglio dei tassi da parte delle Banche centrali, perché una crescita senza inflazione è difficile da ottenere.

Abbiamo allora esaminato l’andamento di quell’indice che fa un po’ da “termometro” del sentiment degli operatori: l’S&P500 degli Usa che raccoglie le società più capitalizzate di quel Paese: del Nasdaq, indice tecnologico, abbiamo discusso ampiamente nel report precedente parlando di “timing” degli investimenti.

Il grafico dell’indice ha il seguente aspetto:

grafico

 

Non ricorda forse l’andamento il disegno della leggendaria lampada di Aladino?

Meno poeticamente, la fase rialzista post-pandemia si era esaurita a fine 2021 causando nel successivo 2022 un ritorno dell’indice al punto di partenza, secondo una figura tecnica che gli analisti definiscono “rounding top” e si verifica quando, alla fine di un trend al rialzo, i prezzi massimi si dispongono in modo prima crescente e poi decrescente, facendo assumere alla loro curva un andamento arrotondato (rounding) .

In genere il target del ribasso, come detto, è sui minimi precedenti quella fase: poi nel 2023 il mercato ha continuato nel trend rialzista con gli effetti di cui tutti più o meno hanno beneficiato.

La cosa ci ha incuriosito perché avevamo recentemente letto un’analisi sull’andamento delle riserve bancarie negli Usa: sono somme che gli istituti di credito accantonano per far fronte ad esigenze di liquidità e per assorbire momenti meno positivi della loro attività caratteristica, come l’erogazione di prestiti.

Anche in questo caso ricorriamo all’ausilio di un grafico:

grafico

 

La curiosità è scaturita dall’andamento, praticamente coincidente con quello dell’indice azionario: picco del dato a fine 2021, calo nel 2022, recupero dal 2023 ancora in atto.

Da cosa può dipendere il nesso grafico?

Da vari fattori:

  • è plausibile che i depositi bancari (e la connessa esigenza di accantonamento di riserve) crescano per effetto dei guadagni monetizzati dagli investitori sulle borse azionarie: ma ancora più importante è
  • la relazione con i finanziamenti che il sistema eroga a favore di soggetti che investono poi sul mercato.

In un sondaggio condotto regolarmente dalla Federal Reserve tra i dirigenti delle aziende di credito, la componente dei finanziamenti erogati per acquisto di azioni conobbe anch’essa un picco a fine 2021:

grafico

 

Momento poi che lasciò il posto al ribasso del listino nel 2022, e nel grafico precedente alla diminuzione delle riserve, motivata dal fatto che gli operatori chiudevano le posizioni sull’indice estinguendo i finanziamenti a suo tempo ricevuti: l’opposto accade nelle fasi di rialzo: le attese sono positive, gli operatori si finanziano per comprare azioni e le banche devono accantonare più riserve per far fronte ai possibili rischi.

E allora si comprende anche come l’attenzione per l’evoluzione dei tassi di interesse sia così decisiva : una diminuzione del costo del denaro favorisce gli acquisti speculativi tramite finanziamenti (come accade per la stragrande maggioranza delle operazioni di borsa) , viceversa tassi elevati , o in previsione più elevati, mettono a rischio il margine di guadagno degli operatori che così vendono e tirano i remi in barca in attesa di tempi migliori.

Corollario di tutto ciò lo strapotere sempre più forte delle banche centrali: se oltre a regolare l’offerta di moneta per controllare il suo potere d’acquisto, e se oltre a favorire lo sviluppo economico (come è nello Statuto di alcune di esse, ma non in quello della BCE) hanno anche le leve per condizionare l’andamento dei listini, il quadro è completo.

Sfregano la loro lampada magica dei tassi , nuova moneta finanzia le speranze di rialzo delle borse, e alla via così. Naturalmente non è l’unico fattore a condizionare l’andamento dei listini : ma poter agire sul costo della materia prima che li sostiene non è cosa da poco.


Proseguiamo, come di solito, con il commento all’andamento dei principali mercati nella scorsa settimana .

Andamento dei principali indici e mercati e commento

tabella

 

I listini Usa hanno stornato qualcosa dai livelli massimi raggiunti la scorsa ottava, consentendo a quelli europei di recuperare un po’ del gap che avevano accumulato da inizio anno: il tema è stato come solito le previsioni sulle decisioni di politica monetaria, con il primo taglio dei tassi da parte FED slittato ora a giugno nelle attese degli operatori, mentre la BCE sembra avere toni più concilianti sul prossimo inizio di un’attività espansiva.

Oltreoceano a guidare le danze, stavolta meno frenetiche al rialzo , sono sempre i titoli tecnologici:

tabella

A contenere i ribassi dell’indice generale ha supplito il comparto Energy , +2,71% in settimana, favorito dal trend positivo del Petrolio che sconta la possibile restrizione dell’offerta, seguito da quello delle materie prime a +2,44%.

A livello geografico, in recupero l’Oriente con il Nikkei al primo posto con un +4,31% in attesa della riapertura dell’attività in Cina dopo le festività del locale nuovo anno : le attese , o forse meglio dire le speranze, sono per provvedimenti che possano risollevare l’economia zavorrata dalle recenti vicende del mercato immobiliare nel Celeste Impero.

Il comparto obbligazionario ha risentito dei dati macro relativi ai prezzi al consumo e poi a quelli alla produzione, senza particolari distinzioni tra classi di rating: e così ha reagito anche il prezzo dell’Oro , tornato per un breve tempo sotto 2000 dollari/oncia per poi stabillarsi intorno a 2025 .

Tra le principali materie prime, già accennato sopra al Petrolio, il Gas Naturale ha proseguito nella discesa trovando una pausa solo nell’utlima seduta . Ben supportati dal rialzo del Rame (+3,84%) i metalli industriali che stanno recuperando terreno: ancora deboli invece le commodities agricole .

Sul fronte valutario Euro e Dollaro sono rimasti stabili nel rapporto, mentre il Franco Svizzero ha ceduto di più verso la divisa comune: lo Yen ha testato 150 contro Dollaro sull’onda delle dichiarazioni “morbide” del Governatore della Bank of Japan sull’evoluzione della politica monetaria, e poco effetto ha avuto l’ennesimo appello del Ministro delle Finanze ad un monitoraggio del cambio , ora gestito con quel “senso di urgenza” contenuto nelle dichiarazioni che contraddistingue le fasi di indebolimento della divisa : ma il mercato per ora non ci crede più di tanto.

La sintesi della situazione è offerta come solito dal nostro indicatore; in zona sempre positiva ma in calo dai livelli raggiunti nella settimana precedente, come si poteva facilmente presupporre

grafico

 


ATTENZIONE

einstein in versione fumetto che dice che il contenuto non è stato prodotto con ausilio di AI


Resta sempre aggiornato sul mondo della finanza e degli investimenti!

Iscriviti alla nostra Newsletter

Seguici su:

LinkedIn

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

18 Febbraio 2024