La “Nuova Sabatini”

Dati sempre più confortanti che arrivano dalla Commissione Ue rivedono al rialzo le stime di crescita dell’Italia: il Pil salirà del 5% nel 2021 e del 4.2% nel 2022.

Le previsioni legate al piano degli investimenti pubblici e privati, collegati alle agevolazioni messe in atto dal nostro governo e dall’attuazione del Pnrr, permetteranno all’economia italiana ed a quella europea di tornare ad un Pil reale al livello pre-crisi nell’ultimo trimestre del 2021.

La “Nuova Sabatini”, strumento introdotto già a partire dalla metà degli anni 60, è una delle agevolazioni che ha avuto ed avrà maggior impatto sull’economia reale.

Essendo finalizzata all’acquisto di beni strumentali ed essendo l’Italia un paese all’avanguardia nella produzione di tali beni, permetterà alle aziende produttrici di aumentare sensibilmente il fatturato ed alle acquirenti di rinnovare, soprattutto tecnologicamente, il proprio “parco macchine”.

Proviamo ora in sintesi ad entrare nel merito dell’agevolazione:

Cos’è

  • La misura Beni strumentali (“Nuova Sabatini”) è l’agevolazione messa a disposizione dal Ministero dello sviluppo economico con l’obiettivo di facilitare l’accesso al credito delle imprese e accrescere la competitività del sistema produttivo del Paese
  • La misura sostiene gli investimenti per acquistare o acquisire in leasing macchinari, attrezzature, impianti, beni strumentali ad uso produttivo e hardware, nonché software e tecnologie digitali.
  • Possono beneficiare dell’agevolazione le micro, piccole e medie imprese (PMI).

 

  • Sono ammessi tutti i settori produttivi, inclusi agricoltura e pesca, ad eccezione dei seguenti:
    • attività finanziarie e assicurative
    • attività connesse all’esportazione e per gli interventi subordinati all’impiego preferenziale di prodotti interni rispetto ai prodotti di importazione

 

Cosa finanzia

  • I beni devono essere nuovi e riferiti alle immobilizzazioni materiali per “impianti e macchinari”, “attrezzature industriali e commerciali” e “altri beni”, nonché a software e tecnologie digitali.  Non sono in ogni caso ammissibili le spese relative a terreni e fabbricati, relative a beni usati o rigenerati, nonché riferibili a “immobilizzazioni in corso e acconti”
  • Gli investimenti devono soddisfare i seguenti requisiti:
    • autonomia funzionale dei beni, non essendo ammesso il finanziamento di componenti o parti di macchinari che non soddisfano tale requisito
    • correlazione dei beni oggetto dell’agevolazione all’attività produttiva svolta dall’impresa

 

Le agevolazioni

  • Consistono nella concessione da parte di banche e intermediari finanziari, aderenti all’Addendum alla convenzione tra il Ministero dello sviluppo economico, l’Associazione Bancaria Italiana e Cassa depositi e prestiti S.p.A., di finanziamenti alle micro, piccole e medie imprese per sostenere gli investimenti previsti dalla misura, nonché di un contributo da parte del Ministero dello sviluppo economico rapportato agli interessi sui predetti finanziamenti
  • L’investimento può essere interamente coperto dal finanziamento bancario (o leasing)
  • Il finanziamento, che può essere assistito dalla garanzia del “Fondo di garanzia per le piccole e medie imprese” fino all’80% dell’ammontare del finanziamento stesso, deve essere:
    • di durata non superiore a 5 anni
    • di importo compreso tra 20.000 euro e 4 milioni di euro
    • interamente utilizzato per coprire gli investimenti ammissibili

 

  • Il contributo del Ministero dello sviluppo economico è un contributo il cui ammontare è determinato in misura pari al valore degli interessi calcolati, in via convenzionale, su un finanziamento della durata di cinque anni e di importo uguale all’investimento, ad un tasso d’interesse annuo pari al:
    • 2,75% per gli investimenti ordinari
    • 3,575% per gli investimenti in tecnologie digitali e in sistemi di tracciamento e pesatura dei rifiuti (investimenti in tecnologie cd. “industria 4.0”)

 

  • Non ultimo, a partire dal 2021, il contributo del 2.75%/3.575% su un piano di ammortamento di 5 anni, avverrà in un’unica soluzione.

A titolo esemplificativo se la spesa sarà di 100.000 euro, il contributo ordinario sarà di 7.700 euro.

Per i macchinari tecnologici di industria 4.0 il contributo si eleverà al 10,09%, quindi il rimborso sarà di euro 10.090.