La resa dei “costi”

Ogni anno, entro il 30 di aprile, tutti gli intermediari finanziari, hanno l’obbligo di inviare ai loro clienti il RENDICONTO MIFID, ossia un riassunto specifico e dettagliato di tutti i costi e oneri che l’investitore ha pagato per i suoi investimenti nell’anno solare appena trascorso.

Si tratta di un documento importantissimo!

Forse il più importante introdotto da questa recente normativa, in quanto offre la possibilità di conoscere esattamente il peso dei costi che gravano sul proprio patrimonio. Questi vengono dettagliati in 3 tipologie e vengono espressi in valore assoluto e in percentuale.

  • i costi totali dovuti alla banca
  • i costi dovuti a soggetti terzi (emittenti dei prodotti collocati/distribuiti)
  • il dettaglio di quanto la banca ha incassato dalla vendita degli strumenti finanziari

Lo diciamo, ormai, da molti anni: avere costi elevati non giustifica alcuna situazione, se non quella che gioca a favore dell’intermediario o del consulente che “incassa” in base a quanto il cliente paga.

Si tratta quindi di una grossa opportunità per fare chiarezza

Tuttavia non è sempre così semplice venirne in possesso e talvolta nemmeno così semplice leggere il documento accuratamente.

Diversamente dagli estratti conto trimestrali, che il cliente riceve in posta elettronica, questo prezioso documento talvolta bisogna andarselo a cercare all’interno del proprio account, e talvolta richiederlo esplicitamente alla propria banca.

D’altronde, fin dal primo anno in cui è stato reso obbligatorio, non è mai stato un documento gradito agli intermediari, tant’è che numerosissimi sono stati i ritardi nella messa a disposizione!

Ad oggi, una buona parte degli investitori è ancora ignara della sua esistenza, anche perché :

  • moltissime persone non sanno che investire significa affrontare dei costi.
  • pochissimi conoscono quanti e quali sono questi costi e come vengono calcolati
  • quasi nessuno conosce esattamente l’impatto che, la somma di tutti questi costi (siano essi diretti o indiretti) ha sul rendimento del proprio capitale.

Ma andiamo sul concreto…

Adottiamo uno schema, semplice ed essenziale, per capire l’importanza di saper stimare esattamente l’impatto dei costi sull’evoluzione del patrimonio.

tabella

Dalla tabella appare evidente che, non conoscere esattamente l’ammontare dei propri costi sugli investimenti e, soprattutto, non avere come obiettivo primario il contenimento di buona parte di essi, è più o meno come consegnare il PIN del bancomat ad uno sconosciuto.

Agire senza una accurata attività analitica dei costi, senza stimare il rapporto costo-beneficio di ogni singolo strumento finanziario, rappresenta la forma meno efficiente (o dannosa) per affrontare qualsiasi attività d’investimento.

Infine, è bene ricordare che l’Italia detiene il triste primato, in Europa, per i maggiori costi applicati agli investimenti.

E tu conosci i tuoi costi sugli investimenti?

Solamente chi esercita l’attività di Consulenza Indipendente, come noi di Archeide SCF da quasi 20 anni, può rappresentare un partner ideale per raggiungere uno degli obiettivi più importanti per chi investe, ossia attuare una forte riduzione dei costi e contestualmente individuare soluzioni maggiormente efficienti.

Chi esercita un’attività regolamentata di consulenza finanziaria INDIPENDENTE non vende prodotti, non percepisce alcuna forma di incentivo, ma viene pagato esclusivamente a parcella dal cliente.

Ti invitiamo a prendere possesso di questo documento e, se vorrai, di contattarci per avere un primo parere indipendente del tutto gratuito.

Scrivici a info@archeide.eu o chiamaci allo 0422 231034


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22 Febbraio 2024