L’illusione di salvarsi

“L’illusione è la gramigna più tenace della coscienza collettiva: la storia insegna, ma non ha scolari”.

Così scrisse Antonio Gramsci, su L’Ordine Nuovo, nel 1921.

Molti di coloro che mi conoscono, sanno della mia passione per la vela che porto con me sin da quando ero ragazzino.

Navigare significa tante cose.

La navigazione a vela può esser vissuta come un momento di serenità, di solitudine o di convivialità, di estremo feeling con la natura, di pace interiore, ma anche di competizione, adrenalina e pericolo.

Quest’anno, dopo soli 2 giorni di circumnavigazione della Corsica, è accaduto uno di quegli eventi rari, di quelli che ti possono fare veramente molto male. Il caso ha voluto che, il 18 di agosto 2022, avessi già portato barca ed equipaggio in un porto sicuro, altrimenti questa storia potrebbe essere stata diversa, anche per me.

Quel giorno, a nord-ovest della Corsica, nelle baie di tutta quella parte di costa, vi erano centinaia di barche all’ancora che si godevano le vacanze. Nonostante le previsioni del tempo, non così promettenti per la giornata, molti skipper avevano deciso che, comunque, sarebbero stati sufficientemente riparati dalla turbolenza in arrivo.

Purtroppo, non è andata così.Le previsioni si sono rivelate completamente sbagliate ed è accaduta un’apocalisse. Per 45 lunghissimi minuti è transitato un fronte occluso con venti di circa 180km orari che ha letteralmente spazzato via tutto quello che ha trovato, barche incluse! Si sono contate centinaia di barche spiaggiate o a pezzi sopra gli scogli, interi equipaggi naufragati, diversi feriti e anche un paio di morti.

Passata la buriana, il paesaggio era desolante.

Annusavi nell’aria la tragedia, contavi i milioni di danni che questa breve, ma intensissima forza aveva provocato e non ultimo, il pensiero andava a cercare di capire le emozioni di tutti quelli che avevano vissuto questo dramma. Minuti interminabili di terrore assoluto!

Qualcuno, però, si starà chiedendo perché sto raccontando questa storia. E’ molto semplice ed anche intuitivo. Reputo che condurre una barca a vela sia molto affine all’attività di investimento e lo dico con grande fermezza, avendo la fortuna di avere il ruolo di skipper in entrambe le situazioni!

In quel maledetto giorno in cui quasi tutti hanno subito ingenti danni materiali e psicologici, qualcuno, pochi purtroppo, ha fatto delle scelte diverse: esperienza, conoscenza, freddezza, estrema valutazione del pericolo imminente, ha permesso a qualcuno, appunto, di salvare barca ed equipaggio, nonostante la burrasca.

Fortuna? Assolutamente no!

Non voglio addentrami in considerazioni velistiche complesse ma, giusto per conoscenza, un buon capitano, avveduto e premuroso, dovrebbe sapere che quando la situazione volge al peggio, specie se il pericolo arriva dal mare verso la terra, una via di salvezza è levare l’ancora per tempo e andare al largo il prima possibile, dove sicuramente insieme all’equipaggio affronterà le pene dell’inferno, ma con la consapevolezza che diminuirà di gran lunga la possibilità di esser catapultato sugli scogli mettendo a rischio la vita di tutti gli occupanti.

Lo skipper è il “consulente del mare”, il Consulente finanziario è lo “skipper dei mercati”.

Entrambi, se non hanno competenze, preparazione e freddezza, rischiano di portare l’equipaggio al naufragio o alla rovina. Gli equipaggi, quelli vacanzieri che riempiono le baie di tutti i nostri mari tra giugno e settembre, sono composti in grandissima parte da persone che non hanno alcuna conoscenza e padronanza della navigazione. Ecco, pertanto, che la figura dello skipper diventa centrale, a volte vitale come nel caso poco sopra narrato.

La navigazione dei mercati finanziari ha moltissime similitudini con la navigazione a vela.

Anche qui serve esperienza, conoscenza, metodo, freddezza, prudenza e aggiungo da sempre, anche indipendenza. Anche qui c’è un equipaggio, quello degli investitori/risparmiatori, che se non guidato con regole ferree, vive e decide principalmente solo sulla base delle emozioni che il mercato provoca.

In questi mesi siamo dentro a un “fronte occluso”.

Ce ne siamo accorti tutti. I mercati azionari che da inizio anno “battono” performance di oltre il -20%. Gli asset obbligazionari che mai nella storia, hanno performato così male (l’indice obbligazionario Bloomberg Global Aggregate ha perso più del 20% da inizio anno).

 

grafio mercati

 

Risultati ovviamente abbastanza deludenti e, per molti, fonte di preoccupazioni. Deludenti specialmente quando le aspettative sono quelle di investire pensando che l’evoluzione dei prezzi sia una costante in crescita, così come banalmente riportato nel grafico qui sotto. Questa sarebbe la situazione perfetta, desiderata da tutti, in cui non c’è volatilità, non c’è rischio, c’è solamente rendimento.

 

Questa situazione nella realtà non esiste e se qualcuno solamente si avvicina a pensarlo, è perché le sue aspettative sono fondate su modelli o concetti completamente errati o su bugie raccontate ad arte.

Può succedere a chi è completamente scevro di ogni nozione finanziaria o a chi, nonostante conosca le dinamiche, venga dominato dall’aspetto emotivo, il quale, sappiamo, tende a prevalere su ogni razionale ragionamento necessario per dare continuità e solidità al suo progetto di crescita.

Il breve periodo (con il quale si intende anche un contesto temporale di 36 mesi) è ovviamente e, altrettanto semplicemente, un anello di una lunga catena fatta di tanti brevi periodi, che se osservata via via sempre più, da una distanza progressiva, si concretizza in una tendenza di crescita di lungo periodo.

La catena che possiamo analizzare è lunga quanto è antica la storia dei mercati.

Possiamo osservare l’evoluzione di 100 anni, come di 50 anni o di 30. Dipende da quanto vogliamo convincerci che il breve periodo sia quasi del tutto inutile prenderlo in considerazione, se non eventualmente per beneficiare dell’opportunità che potrebbe offrirci in quel particolare momento.

 

grafico mercati

Nel grafico qui sopra, nel quale leggiamo l’andamento dell’indice azionario mondiali degli ultimi 35 anni, sono evidenziati con delle linee ROSSE, i principali “brevi periodi” i cui rispettivi movimenti, se osservati dai massimi ai minimi, arrivano anche ad esprimere discese delle quotazioni del -50% in 36 mesi!

Tuttavia la domanda che dobbiamo porci è se, per il nostro portafoglio, è più importante la linea lunga VERDE di lungo periodo o se quelle piccole ROSSE.

Scorrendo velocemente l’occhio tra le caselline della tabella qui sotto, riesco a percepire che, nonostante tante difficoltà, sono molti di più gli anni in VERDE rispetto a quelli in ROSSO! Non vi pare?

tabella andamenti mercati

Oggi è la guerra, le materie prime, i costi energetici. Insomma, qualcuno ha già scritto che siamo dentro la tempesta perfetta e potrebbe effettivamente esser così.

E quindi? Cosa facciamo? Cosa fa l’equipaggio degli investitori/risparmiatori?

Guardando ai soliti dati che evidenziano i flussi degli investimenti a livello aggregato, non fanno altro che quello che hanno fatto sempre: generano perdite, escono dai mercati con la certezza di far passare la tempesta e con la convinzione di rientrare in situazioni più profittevoli. In sostanza, si buttano in mare e, con il mare in tempesta, credono di potersi salvare. Ma non è e non sarà mai così. La storia, la conoscenza e l’esperienza ce lo insegnano.

Più di 100 anni con più tempeste perfette dovrebbero insegnare qualcosa.

grafico andamento mercato

Sono innumerevoli le serie storiche e i grafici che spiegano e dimostrano quanto stiamo cercando di evidenziare.

Inoltre, è del tutto fuorviante sostenere che oggi i motivi che spingono i mercati al ribasso sono molto più critici o molto più gravi di quelli del passato, perché non è assolutamente vero. Certamente, sono motivi importanti e alcuni per altro molto critici, ma l’unica vera differenza sta nella loro attualità che porta a considerarli dirompenti e molto difficili da superare rispetto a quelli che hanno causato le crisi passate (guerre incluse), perché hanno già trovato una soluzione e tendiamo quindi a dar loro minore importanza.

Tutta l’analisi dei mercati di lungo periodo porta allo stesso risultato ossia che, un portafoglio opportunamente diversificato, costruito con strumenti efficienti, guidato con metodologie rigorose e assetti comportamentali liberi dalle emozioni, consolida una crescita nel tempo.

Perché l’equipaggio, così come in barca vorrebbe sempre affrontare il mare calmo, godersi la brezza e il sole, allo stesso modo quando investe, vorrebbe sempre cavalcare un trend come quello evidenziato in verde.

Allora torniamo a ripetere che, se il mondo non finirà improvvisamente (il che significherebbe che tutto si annulla ad iniziare dalla nostra esistenza) questo sarà l’ennesimo periodo storico dove chi avrà metodo, razionalità, prospettive e pianificazione, potrà godere delle proprie scelte nel suo futuro.

Le cronache finanziarie dimostrano sempre la stessa cosa: i periodi di grande paura, come quello attuale, si rivelano sempre “a consuntivo”, cioè a distanza di anni, i migliori anni per investire.

Ma riflettiamo bene. Qual è l’importanza di valutare un periodo di breve durata (anche 3 anni per esempio) rispetto all’importanza che invece bisognerebbe attribuire alla capacità di ottenere una buona performance in tutto il ciclo vitale?

tabella mercato

Occorre ingannare il nostro cervello perché le performances di breve non contano nulla!!!!

I mercati azionari nel lungo periodo sono molto, ma molto meno pericolosi della liquidità, perché se questa può dare la sensazione di esser più sicura, si scoprirà poi di avere la certezza matematica di un capitale eroso dall’inflazione.

Mai come in questi frangenti l’equipaggio non deve lanciarsi in mare abbandonando la barca, illudendosi che sia la soluzione per portare a casa la “pellaccia”!


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28 Ottobre 2022