L’inflazione che non vedo

L’ultimo dato sull’inflazione Italiana all’11,8% è, per quasi tutti, diventato un fatto molto preoccupante! Testimonianza ne è che, da qualche mese, la parola inflazione è una tra quelle più ricercate nei motori di ricerca del web. 

Una circostanza che crea così tanto interesse da esser allegramente paragonata ad una finale dell’Italia ai mondiali di calcio quando, anche la parrucchiera, dice la sua sulla formazione da mettere in campo.

Oggi, di inflazione, ne parlano proprio tutti e la preoccupazione diventa virale. 

Ovunque si discute di questo repentino aumento dei prezzi dei generi di prima necessità, lo senti nei discorsi che fanno le persone al bar, nei media, nei circoli sportivi e tra i colleghi al lavoro. Improvvisamente cala la paura e ci si rende conto che è necessario iniziare a pensare (e a fare) qualcosa, per cercare di arginare la perdita del proprio potere di acquisto. 

L’allarme è scattato quando, all’inizio di quest’anno, sì è superata una certa soglia inflazionistica, la quale ha impattato così velocemente nella vita di ognuno di noi, da far capire a tutti quanto un costo (l’inflazione è un costo implicito) può compromettere, anche in misura importante, la propria vita.

Per molti un inflazione elevata può determinare un ridimensionamento del tenore di vita e di conseguenza del proprio patrimonio.

Facciamo un esempio…

Giusto per avere un esempio scolastico, subire un’ inflazione al 10% (ipotizzando un rendimento sugli investimenti nullo), significa vedersi dimezzare il proprio capitale in soli 7 anni anni!!!! 

altra tabella excel

Drammatico, a dire poco, viene da pensare!

E’ chiaro che è un esempio estremo, ma rende l’idea di quanto sia veloce la perdita di valore.

Che cosa fare?

In questo scenario si devono cercare soluzioni di investimento che possano, quanto meno, limitare l’impatto negativo del tasso di inflazione, al fine di riuscire a mantenere il potere di acquisto. (il rendimento reale è pari al rendimento nominale depurato dal tasso di inflazione).

Ricordiamo tuttavia che l’inflazione è uno di quei costi a cui difficilmente ci si può sottrarre, in quanto la si subisce in dipendenza del “sistema paese” in cui uno lavora e vive. 

Ma non finisce tutto qui…

Nella nostra vita infatti, oltre all’inflazione, ci sono anche altri costi che impattano sul patrimonio e che potrebbero esser oggetto di una drastica riduzione, ma che , per il fatto che la gran parte delle persone non sanno stimarli o che addirittura li giudichino poco rilevanti, vengono del tutto ignorati!

Basterebbe sapere che un portafoglio affidato in gestione ad un intermediario italiano con un profilo bilanciato, costa al titolare del patrimonio mediamente circa un 2% all’anno (Colonna B -Tabella 2).

Con un costo di questo tenore (in questo caso con una ipotesi di inflazione pari a zero e sempre con rendimento nullo), significa dimezzare il capitale in circa 35 anni. Se il costo aumentasse al 4% (Colonna C – Tabella 2) ,come spesso capita a chi ha forme di investimento fortemente inefficienti come per esempio polizze Unit Linked, il capitale si dimezzerebbe in soli 16 anni!. 

Attenzione ai costi!

La massima attenzione pertanto, dovrebbe esser posta, con estremo rigore, almeno a quella parte di costi che possono esser dipendenti dalle nostre decisioni.

E’ paradossale doversi preoccupare solamente delle cose che non posso imputare alla mia volontà come l’inflazione e, per contro, trascurare tutto ciò che invece dipende dalle mie azioni come i costi dei servizi finanziari.

Un investimento efficiente e un asset allocation di portafoglio efficiente, può esser raggiunto con costi complessivi non superiori allo 0,50% per anno (Colonna A – Tabella 2), il che significa preservare quasi del tutto il valore del proprio patrimonio.

 

La sostanza di questi ragionamenti è che, più forte è la sommatoria dei vari costi che subiamo (Inflazione+Costi di gestione), più dovrà essere la propensione ad accettare rischi per cercare rendimenti elevati che li compensino. 

Più ci adoperiamo per limare i costi e meno rischi dovremo prenderci per ottenere lo stesso risultato. 

C’è un vecchio detto che recita “pelo pelo fa un pennello”. Dovrebbe farci riflettere che un obiettivo si costruisce giorno dopo giorno, senza trascurare nulla, nemmeno ciò che apparentemente sembra poco significativo nel breve periodo, come il costo che viene pagato agli intermediari per farsi gestire il denaro. 

Non è accettabile preoccuparsi di un tasso di inflazione al 5% e contestualmente ignorare o fregarsene di avere costi per la gestione del proprio patrimonio superiori al 2%.  

La consulenza indipendente può aiutarti a sviluppare questo ambizioso obiettivo!


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