Lo Yin e lo Yang

Gentili lettori ,

questa settimana prendiamo spunto da Oriente , da un principio che permea la cultura , la filosofia e anche la medicina tradizionale Cinesi da oltre due millenni :

Ogni cosa esistente è il frutto dell’unione di due opposti inseparabili: lo Yin e lo Yang.

Esempi : femminile-maschile, ombra-luce, freddo-caldo, nero-bianco e così via .

L’armonia tra le due componenti, che si attraggono e si completano, è indispensabile ; ove manchi, è necessario ristabilire l’equilibrio tra di esse . La raffigurazione del concetto è , tradizionalmente , la seguente :

yin e yang
yin (nero) ([ín]) e yang (bianco) ([jǎŋ])

L’equilibrio

Come si nota, ognuna delle due parti racchiude anche una piccola porzione dell’altra, sono di uguale dimensione e quando l’una cresce l’altra diminuisce , per mantenere bilanciamento ed armonia . Yin può essere anche rappresentata da una tigre , e fornisce lo spirito interiore di ogni cosa esistente , mentre lo Yang può essere disegnato come un dragone, e dà forma materiale ad ogni cosa .

Se avete mai sentito parlare del Feng-Shui , concetto al quale vengono ispirate tutte le costruzioni di abitazioni in quel Paese e che alcuni cominciano , per curiosità, a studiare ed utilizzare anche ad Occidente , sappiate che deriva appunto dalla ricerca di una armonia basata su Yin e Yang , che permetta all’energia vitale (Qi) di distribuirsi in modo positivo all’interno delle case e degli uffici dove lavoriamo .

Ma andiamo anche oltre il presente, e proviamo a trovare risposta a qualche problema che ci assilla , a scegliere una decisione piuttosto che un altra : se vogliamo affidare la soluzione al tradizionale lancio di una moneta, dovremo leggere poi il risultato sul testo più antico sul tema , I Ching , che sempre sulla base dei due opposti (come lo sono le facce della moneta) , saprà essere di utile consiglio sul da farsi , interpretando gli esiti dei lanci (ne occorrono sei, ognuno con tre monete)   e suggerendo le azioni più opportune.

La ricerca dell’armonia

Naturalmente esistono modi più razionali per prendere le nostre decisioni , ma la ricerca dell’armonia , pur se con altri nomi e in altri versi , è una costante in qualsiasi pensiero : anche un filosofo moderno come Jung studiò approfonditamente  la materia , traendone spunti per le sue teorie sociali e comportamentali .

Venendo alla nostra sfera di interesse , cioè gli investimenti , la ricerca di diversificazione e di bilanciamento di un portafoglio diretta a conseguire quell’equilibrio ideale che ci permetta di raggiungere i nostri obiettivi , non è forse destinata a trovare la giusta armonia tra diverse asset class?

Yin, Yang ed Investimenti

Una composizione ottimale che ci permetta di non preoccuparci troppo frequentemente di mercati che per natura salgono e scendono , che alternano “Yin e Yang” nel susseguirsi degli anni .

Ed è proprio quando quell’armonia viene temporaneamente a mancare , che le scelte diventano più complicate .

Facciamo un esempio pratico che tutti più o meno conoscono : il rapporto tra azioni ed obbligazioni, le prime asset più volatili, ma forieri di maggior redditività nel lungo periodo e le seconde , che rendono magari di meno, ma in modo più stabile e più costante .

Molti sistemi tradizionalmente adottati in Finanza puntano alle diverse percentuali tra esse per adattare il portafoglio nel modo migliore alla propensione al rischio e all’orizzonte temporale di ognuno , combinate con una parte di liquidità per far fronte alle necessità correnti .

E in passato , le due componenti hanno più o meno fatto il loro dovere , alternandosi nel tempo nel segno positivo o negativo delle performance , che così si bilanciavano in una certa misura ; ma oggi sta succedendo qualcosa che modifica il tradizionale rapporto tra mercati “rischiosi” e “meno rischiosi” :

la correlazione inversa tra azioni ed obbligazioni ha lasciato il posto ad una situazione molto incerta , e abbiamo assistito al recente calo di entrambi i comparti .

Prendendo in considerazioni gli ultimi venti anni, il seguente grafico lo evidenzia chiaramente :

grafico

Una situazione incerta

Prendiamo in considerazione l’indice azionario S&P500 (linea marrone) e i rendimenti dei titoli decennali emessi dal Tesoro Usa (linea blu , con scala sull’asse destro ), entrambi riferimento anche per le altre aree geografiche (quantomeno le occidentali) .

Fino all’anno scorso , quando uno dei due indicatori saliva (linee verdi tratteggiate per le azioni , rosse per i rendimenti perché i prezzi delle obbligazioni scendevano), l’altro lo seguiva nella stessa direzione : per esempio , ad una fase positiva per l’indice corrispondeva una crescita dei rendimenti , e quindi una diminuzione del prezzo delle obbligazioni.

Le due asset class si compensavano , come anche nelle fasi opposte (ribassi segnati con linee rosse tratteggiate per l’indice , verde per i rendimenti perché i prezzi delle obbligazioni salivano) , risultando in un andamento più costante dei portafogli strutturati sulla loro composizione in varie percentuali .

Poi cosa è successo ?

Dopo la pandemia Covid-19, che ha suggerito l’adozione di politiche monetarie ancora più permissive di quelle già in atto negli anni prima che risalivano alla crisi finanziaria del 2008 , le tradizionali correlazioni sono state stravolte : questo perché l’inflazione sviluppatasi negli ultimi tre anni ha comportato il maggiore ricorso alla leva monetaria con i rialzi dei tassi cui abbiamo assistito .

Dal picco dell’indice azionario a fine 2021 , la successiva discesa non ha avuto contrapposizione nel ribasso dei rendimenti , che sono invece saliti privando così la componente obbligazionaria della sua funzione di difesa , già messa alla prova da cedole storicamente bassissime .

Una ulteriore dimostrazione ci viene offerta dall’altra asset class difensiva per antonomasia , l’Oro : una componente che non offre rendimenti come cedole o dividendi e quindi affida la sua remunerazione alla positiva variazione di prezzo; in gergo viene equiparata così alle obbligazioni “Zero Coupon” , il cui prezzo è funzione inversa dei rendimenti di mercato .

Quindi in linea generale l’Oro dovrebbe crescere quando i rendimenti scendono e viceversa e così era avvenuto in passato, ma anche questa correlazione è mutata con il tempo attuale :

grafico

Abbiamo aggiunto il valore matematico della correlazione tra le due classi per maggiore evidenza , relativa sia al periodo in cui era negativa (zona in verde chiaro del grafico) sia agli ultimi tre anni (zona arancione del grafico) quando si è modificata in positivo : infatti l’Oro è salito , anche se non in misura eclatante ,nonostante l’analogo andamento dei rendimenti , ma ciò è bastato per modificare anche in questa coppia di asset l’ “armonia” della passata , inversa relazione .

E il periodo si accorda, pur se con un certo anticipo, con quello della precedente analisi grafica ; mettendo ovviamente anche in conto le preoccupazioni per lo scenario geopolitico in atto .

Una maggiore diversificazione

Il panorama finanziario attuale necessita allora di una chiave di lettura diversa dalle solite , cui abbiamo già accennato nel report precedente ; partendo da una maggiore diversificazione , sia sul piano geografico che su quello settoriale , cercando quegli asset che si sono scorrelati dai due principali nell’ultima fase e attendendo anche il ritorno del comparto obbligazionario ad andamenti più regolari , che si materializzeranno anche con il ritorno della “curva dei rendimenti” (cioè quelli inerenti alle varie scadenze temporali delle obbligazioni) ad una inclinazione positiva , con quelli più lontani nel tempo più alti di quelli a breve , per remunerare opportunamente il rischio inflattivo .

Quanto a quest’ultimo , il legame delle fonti energetiche con le aree di crisi attuali fornisce un ulteriore clima di incertezza ; ma, come è sempre accaduto , prima o poi anche la dinamica dei prezzi tornerà su livelli più vicini al quel “tasso naturale” che bilancia idealmente domanda ed offerta di beni , servizi e moneta .

Probabilmente oggi questo tasso è più alto del passato

Comunque , come visto , anche qui si tratta di ricercare l’equilibrio tra opposti fattori : domanda ed offerta , risparmio ed investimento .

Dopo due millenni , il concetto ricordato all’inizio è ancora attuale . E ancora per qualche tempo , potremo , in caso di dubbio irrisolto , lanciare fisicamente una moneta, almeno finchè quelle virtuali non l’avranno sostituita !

Ma sarà sicuramente meglio poter contare sul conforto di una consulenza professionale.


Proseguiamo come solito con il commento all’andamento dei principali mercati nella scorsa settimana .

        

                          Andamento dei principali indici e mercati e commento .

tabella

Avevamo accennato la scorsa settimana all’assenza “ingiustificata” dei Treasury bonds come componente di difesa , e ora si sono ripresentati con un andamento più coerente con gli switch dai mercati di rischio che continuano a condizionare in negativo l’andamento degli indici azionari: le radici dello scenario affondano principalmente nella situazione geopolitica.

I più recenti eventi bellici dimostrano che tendono purtroppo a durare più di un “blitz” (vedi il caso Ucraina) , e nel caso del Medio Oriente i timori aumentano nel malaugurato caso di un allargamento ad altri attori della scena corrente .

Quindi Dollaro su e rendimenti giù ,e l’Oro che sale con il biglietto verde che si rafforza non sono scenari cui siamo abituati .

Poi ci hanno pensato i dati macro a rafforzare la percezione di forza dell’economia statunitense , e poiché questo prelude ad una politica monetaria USA ancora restrittiva per qualche tempo, le Borse Usa hanno performato in settimana peggio di quelle europee , che hanno tratto parziale beneficio dallo stop della BCE al ciclo di rialzo dei tassi , limitando l’ampiezza dei ribassi; e tra le americane, il calo maggiore dell’indice Russell2000 che comprende le società quotate di piccola capitalizzazione, spesso ad inizio attività quando è maggiore il bisogno di finanziamenti, si spiega anch’esso con le attese sulla politica monetaria.

A livello settoriale , il settore farmaceutico è stato mediamente il più penalizzato su entrambe le sponde dell’Atlantico , a favore del comparto delle Utilities che hanno saputo recuperare un po’ della loro valenza difensiva , aiutate dal calo dei rendimenti.

Del calo del Petrolio hanno risentito la aziende del settore energia, mentre sostanzialmente stabile è rimasto l’alimentare , affiancando le Utilities nel ruolo di momentaneo rifugio .

Nel settore obbligazionario i titoli emessi da società con rating medio e medio-alto (“Corporate”) hanno recuperato un po’ di terreno, approfittando del calo dei rendimenti in misura maggiore rispetto al settore High Yield ma anche ai titoli governativi.

Per quanto riguarda le materie prime , il ribasso del prezzo del greggio ,che sarebbe stato più ampio senza il recupero della seduta di venerdì, è stato una reazione al rafforzamento del dollaro , e anche all’annuncio della sospensione di sei mesi da parte Usa alle sanzioni sul Venezuela , offerta in cambio dell’impegno del Governo locale a preparare le prossime elezioni presidenziali nel 2024 in modo da rispettare tutti i candidati e la volontà degli elettori.

Qualche dubbio sul tema è lecito ovviamente, meno incertezze invece sulla volontà di mantenere i tagli alla produzione da parte di Arabia Saudita e Russia fino a dicembre , con l’ultimo Paese che ha visto un leggero aumento dei tank in partenza dai porti russi.

Stabili i metalli industriali con il rame in rialzo sull’onda delle recenti misure procicliche decise dalle autorità Cinesi, che attraverso l’emissione di titoli governativi obbligazionari immetteranno liquidità nel sistema economico per stimolarne la ripresa: da qui anche la positiva performance dell’indice azionario Hang Seng, più unica che rara nel panorama generale .

Sul mercato dei cambi, oltre a quanto già detto sul Dollaro Usa, il ribasso del greggio ha più che compensato l’andamento dell’oro nello svantaggiare il dollaro Canadese , mentre la Sterlina ha consolidato i livelli recenti in attesa delle decisioni della Bank of England attese per giovedì e previste con tassi invariati sulla falsariga di quanto (non)deciso dalla BCE: domani , lunedì 30/10 la Bank of Japan stabilirà il da farsi, ma a meno di sorprese sempre possibili da Tokyo, non è attesa una modifica immediata della politica monetaria.

Lo Yen ha provato per la seconda volta ad avere ragione di 150 nella quotazione contro Dollaro e nuovamente è stato respinto da quella quota , divenuta simbolica come e più dei target di inflazione delle banche centrali : a metà settimana anche la Federal Reserve si pronuncerà sul tema del costo del denaro , con la quasi totalità degli operatori che si attendono un nulla di fatto.

In questo frangente di accadimenti geopolitici alzare i tassi sarebbe poco opportuno, e abbassarli sarebbe preso come un segnale di grande preoccupazione per gli sviluppi in corso (tutt’altro che immotivata, ma tradurla in un abbassamento del costo del denaro avrebbe l’effetto di amplificarla)  : meglio quindi astenersi.

Infine , considerando che la prossima è la prima settimana del mese, come d’uso verranno diffusi i dati sull’occupazione negli Usa, tra i più importanti per influenza sulle politiche della FED e quindi di riflesso sulle intenzioni degli operatori .

La sintesi della situazione , come solito , è riassunta di seguito dal nostro indicatore , che conferma l’atteggiamento prudente verso i mercati di rischio registrata il venerdì precedente .

grafico batteria


ATTENZIONE

einstein in versione fumetto che dice che il contenuto non è stato prodotto con ausilio di AI

 


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29 Ottobre 2023