Il Diapason

Gentili lettori ,

la parola Diapason, per coloro “reduci” da studi classici, richiama alla mente un concetto che si colleghi ad una pluralità di elementi; ed in effetti la sua etimologia deriva dall’unione di due termini del greco antico:

  • διὰ (dià) , che significa attraverso, e
  • πασῶν (pasòn), cioè tutto/tutte, nella fattispecie sottintendendo le “corde”, che nella musica antica stava a significare l’intervallo di una ottava.

Oggi associamo la parola a quell’utile strumento utilizzato dagli accordatori di strumenti musicali per assicurarsi che le note emesse siano della giusta frequenza, e per convenzione internazionale, recepita a livello legislativo in Italia dal 1989, il diapason deve emettere una nota musicale, il LA della terza ottava, vibrando alla frequenza di 440 hertz (volte al secondo) .

diapason
Il moderno diapason

Prima di questa recente statuizione, questo numero era spesso più basso e pari a 432 oscillazioni, perché permetteva di accordare facilmente anche la nota del Do maggiore , ne erano per esempio fautori Stradivari e Verdi ( il LA a 432 hertz era chiamata appunto “accordatura di Verdi”) ; ma ci sono esempi illustri anche più recenti : quella frequenza era alla base delle accordature utilizzate dal complesso rock dei Pink Floyd nell’album “The Dark Side of The Moon” , pietra miliare della loro produzione musicale.

Ampliando il discorso

le onde sonore non sono solo prodotte dalla vibrazione di un corpo, sia esso un diapason o la corda di uno strumento, ma circondano la nostra vita quotidiana a partire da quelle naturalmente presenti nell’ambiente e provocate dal moto terrestre: la loro frequenza è di circa 8 hertz (frequenza di Schumann) . Ora , non meraviglia il fatto che sia i 432 che i 440 del paragrafo precedente siano multipli appunto del numero 8 , alla base di una sorta di “accordo universale” utilizzato in molti campi :

  • per esempio, quando fu sfruttato per rendere gli orologi da polso più precisi a partire dalla metà degli anni ‘50 , e più semplici nella loro struttura interna anche se coadiuvata da transistor, raggiungendo una precisione del 99,8% equivalente a 60 secondi / mese di scarto;
  • ma i risultati più affascinanti dal punto di vista scientifico si sono avuto con gli sviluppi della Genomica, che hanno permesso di scoprire un diretto legame tra frequenze e processo di replicazione del DNA, e sempre riconducibili a quella “regola dell’8” della stessa Natura.

Il concetto di “accordo”

Il concetto di “accordo” ,tornando in campo musicale,  si riferisce alle unioni di tre note che compongono il tessuto di base (“armonia”) della linea (“melodia”) di ogni brano musicale; esistono accordi c.d. maggiori, come quello in DO, cui sono associate sensazioni di positività ed ottimismo, e quelli minori, tipo in FA# minore, che evocano piuttosto introspezione e malinconia .

A proposito del DO, la nota in Francia si chiama ancora UT (“C” nei paesi anglosassoni), come era nell’antica notazione durata fino al 1600; poi , per fluidità di pronuncia, un tecnico musicale dell’epoca , G.B. Doni, decise di sostituirla appunto con la sillaba DO, forse perché erano le iniziali del suo cognome, o, secondo altri, perché riferite a “Dominus” e quindi relative alla nota centrale, più importante,  nella tastiera a 88 tasti di un pianoforte, che in un pentagramma si può trovare tra la chiave di violino e quella di basso.

Nel nostro campo più specifico di interesse

Nel mondo finanziario trovare il giusto “accordo” tra le componenti di un portafoglio d’investimento consentirà allo stesso di essere più in “armonia” con i nostri obiettivi, perché ci permetterà di superare, con la giusta diversificazione delle sue componenti, anche momenti incerti del mercato.

In genere gli asset finanziari si possono suddividere tra quelli più “aggressivi”, in quanto tendono  a muoversi con elevata volatilità , e quelli di converso ritenuti “difensivi”, in quanto in media presentano oscillazioni ridotte; il giusto equilibrio tra i due generi è la migliore garanzia di successo.

Quello che è facile, è valutare “ex post” quale sarebbe stata la migliore suddivisione, quando i mercati hanno già detto la loro; più difficile, ma molto più utile, impostare una strategia di base coerente soprattutto con le prospettive temporali dell’investimento.

A tal fine, la parte più importante del lavoro è studiare le correlazioni tra le varie asset class: inutile ripartire gli investimenti tra molte diverse componenti, quando poi alcune (o molte) di queste si muovono all’ ”unisono” ( sempre la musica…) e quindi rendono un portafoglio solo più complesso senza effettivi e concreti vantaggi.

Recentemente, nello spot pubblicitario di una Banca d’investimento, si accenna alle “difficoltà” attuali presentate dai mercati, per consigliare così il supporto di una consulenza efficace (ovviamente quella prestata da loro) ; al di là del contenuto commerciale, dubitiamo che alla base del “consiglio” ci sia una analisi effettiva, se guardiamo all’andamento “monocorde” (ancora un riferimento alla musica…) delle piazze azionarie nell’ultimo periodo : Tecnologia, AI, Semiconduttori, e alla via così sulla rotta di un bel rendimento a due cifre; sembra un momento tra i più facili delle ultime decadi, magari fossero sempre così.

Il problema vero, al di là della possibile “bolla” speculativa su qualche titolo o comparto specifico, è che le tradizionali correlazioni tra settori si sono appiattite e omologate ad un coro di direzioni parallele, rendendo più complessa del solito la delicata composizione di portafoglio.

Nei prossimi grafici vedremo come si è evoluta la situazione rispetto a tre e due anni fa: il primo è relativo alla fine dell’anno 2020:

grafico
Correlazioni tra Asset class a fine 2020

 

Il prossimo si riferisce al termine dell’anno successivo (2021):

 

grafico
Correlazioni di fine 2021

 

E infine abbiamo la situazione aggiornata (26/01/24) :

 

grafico
Correlazioni attuali

Si evince con chiarezza che le principali asset class hanno ormai tutte (a parte il rapporto tra Dollaro e indice azionario) correlazione positiva: tradotta sul piano operativo, una condizione che rende difficile la diversificazione, e che trae origine dalle aspettative sui tassi di interesse nel futuro: poiché i mercati sono dominati dagli operatori professionali (cioè la c.d. “speculazione”, non intesa in senso dispregiativo) che prendono denaro a prestito per le loro operazioni, minore è il costo del denaro, maggiore sarà l’utile: che si acquistino azioni, obbligazioni o contratti derivati, poco cambia.

Ma se il costo immediato è oggi la principale discriminante, significa che c’è meno analisi sui vantaggi nel lungo periodo, meno suddivisione del rischio prospettico sui vari settori: probabilmente, al di là delle banalità “pubblicitarie”, questa è la vera “spia” di una incertezza che suggerisce una attenzione più forte del solito.

Quanto infine al rapporto tra numeri e musica, lo studio della loro relazione risale al VI secolo a.C. : Pitagora ebbe a definire la Geometria come “Musica solidificata”… e anche per le persone che si sentono poco affini a numeri e calcoli, le vibrazioni sonore sono importanti: anzi, la stessa parola “persona” deriva da per-sonare, “suonare-attraverso” con riferimento agli attori del teatro classico che parlavano attraverso le maschere che indossavano sulla scena.


Proseguiamo, come di solito, con il commento all’andamento dei principali mercati nella scorsa settimana .

Andamento dei principali indici e mercati e commento

tabella

Ancora una buona settimana per i mercati azionari

con le borse Europee che recuperano parte dello svantaggio accumulato da inizio anno rispetto a quelle Usa; queste ultime rivendicano uno stato dell’economia più solido, come gli ultimi dati macro statunitensi hanno evidenziato: uno su tutti, quello preliminare sull’andamento del PIL nel quarto trimestre del 2023, che allontana lo spettro della temuta recessione, e anche se proroga di qualche mese le previsioni sul primo taglio dei tassi di interesse da parte della FED, rende l’attesa più “sopportabile”, con il concorso di alcuni risultati societari superiori alle previsioni iniziali.

Alcuni spunti più in positivo sono arrivati dai settori dell’energia e dei media

rispettivamente per l’aumento del Petrolio e per i buoni risultati di Netflix sul fronte abbonati: in Europa merita menzione il comparto dei beni ciclici ( o voluttuari come si diceva una volta), sulla scorta di un upgrade del settore, a sua volta basato sulle attese di un miglioramento dell’economia cinese, importante mercato di sbocco di quel genere di prodotti.

E anche se Pechino non ha abbassato i tassi di interesse, ha però stanziato un’importante cifra per il sostegno dei mercati borsistici, e così le borse locali, Hong Kong in primis, hanno festeggiato con una performance settimanale superiore al 4% ; inoltre è stato deciso un abbassamento del tasso delle riserve obbligatorie cui le banche locali devono attenersi, liberando così risorse per sostenere l’economia.

Lo scenario geopolitico internazionale dal canto suo purtroppo non è migliorato, e iniziano a diffondersi i timori per una possibile recrudescenza dell’inflazione legata alle difficoltà della logistica mondiale, comunque i riflessi sui mercati sono stati secondari per il momento : infatti i rendimenti a livello globale sono rimasti sostanzialmente invariati, e il clima favorevole al rischio ha premiato ancora i titoli degli emittenti di rating basso, i c.d. High Yield bonds.

Già detto del Petrolio

l’Oro è calato leggermente mantenendo comunque una quotazione superiore ai 2000 Dollari/oncia, mentre il comparto dei metalli industriali inizia a rialzare la testa dopo i recenti ribassi, complici le attese sul miglioramento dell’economia cinese alla luce degli ultimi provvedimenti sopra citati; recupera dai minimi anche il Gas Naturale, stabili le commodities agricole.

Sul fronte dei cambi valutari

il Dollaro consolida i recenti progressi verso l’Euro, che si è indebolito soprattutto contro la Sterlina ed il Franco Svizzero, non a caso ai margini dell’unione monetaria e delle difficoltà economiche dell’area.

Dopo la (non) decisione della BCE, la prossima settimana sarà la volta della FED a riunirsi per la politica monetaria, e anche in questo caso è atteso un nulla di fatto, ma con implicazioni diverse, e le attese sono per le parole che pronuncerà il suo Governatore sulle prospettive future, alla ricerca di una possibile indicazione sul timing del primo ribasso del costo del denaro che domina le attese dei mercati. Essendo poi la prima settimana del mese, avremo l’aggiornamento del mercato del lavoro statunitense a fornire ulteriori indicazioni sull’andamento dell’economia a stelle e strisce; negli stessi giorni saranno pubblicati i numeri del PIL dell’area Euro e dell’inflazione Tedesca e comunitaria, che probabilmente certificheranno ulteriormente le differenti velocità della crescita sulle opposte sponde dell’Atlantico.

La sintesi della situazione è riassunta di seguito dal nostro indicatore; stabilmente superiore alla soglia di 50 anche se con meno enfasi rispetto a una settimana fa.

grfico


ATTENZIONE

einstein in versione fumetto che dice che il contenuto non è stato prodotto con ausilio di AI


Resta sempre aggiornato sul mondo della finanza e degli investimenti!

Iscriviti alla nostra Newsletter

Seguici su:

LinkedIn

28 Gennaio 2024