Mille Bolle Blu

Gentili lettori ,

nessuno meglio di Mina poteva interpretare con tanta leggerezza e allegria il tema della famosa canzone del 1961 richiamata dal titolo, che alludeva al senso di meraviglia e di abbandono provato da ogni persona innamorata in compagnia del suo partner.

Autore della melodia fu Carlo Alberto Rossi, che scrisse per lei anche altri famosi brani (come la più celebre E Se Domani…); i testi furono opera di Vito Pallavicini, altra pietra miliare della musica leggera italiana, al quale il colore blu doveva ispirare davvero molto; infatti sono sue le parole di Azzurro, interpretata da Adriano Celentano con la musica scritta da un Paolo Conte che a metà degli anni Sessanta era ancora sconosciuto ai più.

La sua canzone era ispirata ad un che di surreale e fantastico, tra treni che viaggiavano al contrario e giardini che facevano sognare l’Africa selvaggia. Pallavicini detiene un singolare record ancora imbattuto, essendo stato autore dei testi di 116 canzoni che hanno partecipato al Festival di Sanremo (anche se magari non così poetiche nei testi come quelle citate finora). Successo che non si limitò ai confini nazionali, quando Elvis Presley incise la versione Usa di Io che non vivo senza te, che nei soli States vendette oltre 30 milioni di copie.

Nella finanza dei mercati l’idea di “bolla” ha un’accezione prevalentemente  negativa: la si usa spesso insieme all’aggettivo “speculativa” per descrivere un rialzo dei prezzi delle azioni che va al di là dei fondamentali e delle pur ottimistiche previsioni, trainato da tutti i possibili “bias” comportamentali che abbiamo già descritto in passato su queste pagine; e un rialzo che sembra senza fine deve parecchio all’ “Herd effect” come lo chiamano gli anglosassoni, quell’effetto gregge che spinge sempre più traders ad acquistare titoli che accumulano rialzi percentuali a tre cifre (se non quattro) .

E nel secolo della comunicazione globale, i “social media” hanno fatto da catalizzatori al successo di questo o quel titolo azionario, tanto da coniare una vera e propria categoria : le “Meme stocks”, cioè le azioni più citate in forum e messaggistiche varie on line. La definizione deriva dal Greco antico, “mimema”, cioè imitazione.

Il fenomeno si sviluppo’ in particolare durante la pandemia da Covid-19 , quando molti fondi speculativi assunsero posizioni ribassiste per godere della direzione negativa dei mercati nella prima parte del 2020.

Ma tutto quello che si “shorta” prima o poi deve essere ricomprato per chiudere la posizione: e allora si iniziò a ricercare quei titoli che erano stati più oggetto di speculazioni al ribasso; se fossero saliti velocemente di prezzo, i fondi avrebbero dovuto comunque ricomprarli senza indugio per evitare perdite colossali.

E così partirono gli acquisti , prevalentemente da parte di piccoli risparmiatori che avevano risposto al tam-tam della Rete trovando la pietra filosofale dei guadagni rapidi; aleggiava in loro anche un certo sentimento di rivalsa verso quella finanza globale che stava sempre più allargando il suo potere alle sfere economiche e politiche.

Secondo un calcolo approssimato, i ribassisti persero in quel periodo oltre 5 miliardi di dollari; “blog” su siti come Reddit (società quotata in Borsa a New York pochi giorni fa) alimentarono gli acquisti che continuarono fino a raggiungere rialzi epocali , come nel caso dell’azione della società Gamestop, passata in poco più di un mese da meno di 5 dollari di quotazione ad oltre 80, per sfiorare poi addirittura i 500 dollari il 28 gennaio 2021; e stiamo parlando di una società che era in perdita allora come lo è tuttora, come la sua concorrente AMC Entertainment , sempre nel settore dell’intrattenimento. AMC passò da 21 Dollari ad oltre 130 nello stesso mese di dicembre 2020 della precedente azione; poi, dopo un breve storno, ripartì per sfiorare, a inizio giugno 2021, i 600 dollari. Ma dopo le “bolle blu” arrivano spesso i “cigni neri”, quei “black swans” tristemente noti agli operatori, cioè ribassi altrettanto ampi anche se non altrettanto veloci: mentre scriviamo AMC quota poco più di 4 dollari, Gamestop viaggia intorno a 13, e il loro ribasso è proseguito anche mentre le principali borse salivano , come accaduto negli ultimi 18 mesi a partire da ottobre 2022; e in particolare le ultime settimane hanno registrato una connotazione interessante a livello settoriale che condividiamo con voi: follow us.

Tra le varie diverse qualifiche attribuite alle società quotate , ci sono per esempio quelle di “Growth stocks” per indicare le aziende con le più forti probabilità di un rapido sviluppo , contrapposte a quelle “Value” destinate a dare soddisfazione in un periodo più lungo ma in maniera più costante anche se inferiore in assoluto.

Quando però ci si sposta ai settori di attività, tradizionalmente essi vengono suddivisi tra quelli che sono favoriti all’inizio (early”) di un ciclo economico, come quelli industriale e finanziario, per poi passare alla fase centrale (“mid”) alla tecnologia e ai servizi; segue poi il periodo di maturità (“late”) dello stesso ciclo con i settori energetico e commerciale.

La conclusione arriva con i settori delle utilities ed il farmaceutico; è l’ultima tradizionale fase (“rec”), che precede cioè rallentamento e recessione economica. Guardiamo allora cosa è successo negli ultimi sei mesi:

Lo sviluppo più positivo ha avuto come protagonisti quei settori che intercettano le fasi intermedie di un ciclo (linea rossa, “mid”) seguiti da quelli che in genere sono favoriti nei primi periodi (“early”) .

Se il mercato ha visto giusto, e considerando la prossima evoluzione in diminuzione del costo del denaro, vorrebbe dire che abbiamo ancora strada avanti in termini di crescita economica (favorita dallo sviluppo delle nuove tecnologie); le quotazioni attuali scontano questo scenario.

E ricordando quanto scritto nel precedente report, si può leggere con favore il raggiungimento di nuovi massimi dei listini come accaduto negli ultimi giorni della settimana, evento che era la premessa per ritornare ad acquistare e/o mantenere le posizioni precedenti qualora non ridotte precedentemente: fissando comunque in modo rigido dei riferimenti come stop-loss. La volatilità dei mercati è ai minimi, ma fa presto a risalire.

 

                      Andamento dei principali indici e mercati e commento 

Settimana molto positiva quella appena conclusa; le attese per i primi tagli dei tassi nel 2024 da parte Usa sono state confermate dall’ultima riunione della FED, mentre le banche centrali di Svizzera, Brasile e Messico hanno già diminuito il costo del denaro negli ultimi giorni. Un clima favorevole ai mercati di rischio che ha impattato sui principali listini, con il Nasdaq a tirare la volata come solito, così come le principali società tecnologiche (tranne AMD ed Apple) si sono ancora distinte per l’ampiezza dei rialzi  :

Tutti positivi anche i risultati a livello settoriale: in Usa i migliori, oltre al Tecnologico, sono risultati l’ Industriale, i Media e i Consumi ciclici ; comparti che di solito si associano a prospettive economiche positive, il che spiega il rafforzamento del Dollaro nonostante il calo dei rendimenti.

Lo scenario di crescita senza eccessiva inflazione è il migliore possibile dal punto di vista azionario, e condiziona in positivo la propensione alla spesa per consumi dei privati, oltre a incoraggiare le imprese ad investire nelle rispettive attività. Gli indici PMI usciti in settimana hanno peraltro confermato la differente velocità della crescita tra Usa ed Europa, e nell’area del vecchio Continente i numeri sono ancora sotto la soglia di 50 che separa le fasi di sviluppo economico da quelle di rallentamento; l’andamento dei listini europei ha comunque potuto beneficiare del clima generale, e le dinamiche a livello settoriale sono state molto simili, anche se meno ampie nelle variazioni positive, a quelle statunitensi.

In Oriente continua la fase positiva del listino Giapponese, con l’indice Nikkei stabilmente sopra 40.000, mentre le borse Cinesi hanno scontato l’indebolimento della divisa locale e il mantenimento dei tassi dei prestiti sui livelli attuali, senza quindi stimoli monetari per l’economia del Dragone. Ci avviamo ad una chiusura di trimestre ampiamente in attivo da parte dei listini azionari, anche eventuali correzioni non muteranno il quadro globale; poi in aprile inizieranno ad affluire i dati reddituali delle società e molta attenzione sarà rivolta alle previsioni per l’anno in corso.

Già detto del Dollaro Usa che è ritornato in area 1,08 contro Euro nell’ultima seduta, il biglietto verde ha avuto buon gioco contro tutte le principali divise: contro il Franco Svizzero per il taglio dei tassi di interesse elvetici, contro Sterlina per i segnali di rallentamento delle dinamiche inflattive nel Regno Unito, e contro Yen: la divisa giapponese si è mantenuta sopra quota 150 contro USD, e l’attenzione è ora sul livello di 155 dove secondo la maggioranza degli operatori la Bank of Japan potrebbe mettere mano ad operazioni a sostegno della valuta, che è stata poco beneficiata dal primo rialzo dei tassi in Giappone dopo quasi due decenni di politica monetaria ultra permissiva; le autorità locali hanno detto che le condizioni resteranno accomodanti ancora per un certo periodo, anche se l’ultimo dato sull’inflazione ha mostrato un’accelerazione superiore alle previsioni. Restando ad Est, la Banca centrale cinese ha permesso allo Yuan di salire oltre la quota di 7,20 contro Dollaro strenuamente difesa da inizio anno, segnale che i mercati hanno interpretato nel senso di ulteriori prospettive di indebolimento.

Del calo dei rendimenti sui Tresury, che dopo aver toccato il livello del 4,30% sono tornati a scendere come già accaduto di recente, hanno tratto vantaggio anche le obbligazioni emesse da società private, sia investment grade che di rating basso: +0,82% l’Etf di riferimento per entrambi i comparti. Le curve dei tassi restano inclinate negativamente per rispecchiare le attese di calo dell’inflazione, che nelle previsioni delle banche centrali dovrebbe rientrare nei rispettivi target di lungo periodo entro il 2025.

Sostanzialmente stabili le quotazioni delle commodities energetiche: l’ Argento e il Rame hanno invece corretto dopo i forti rialzi dell’ottava precedente. Clima generale in miglioramento sulle materie prime agricole, soprattutto grazie all’aumento delle quotazioni del Grano.

La sintesi della situazione è offerta come solito dal nostro indicatore, ora stabilmente in zona positiva, come da grafico nella prossima pagina.

ATTENZIONE

einstein in versione fumetto che dice che il contenuto non è stato prodotto con ausilio di AI


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25 Marzo 2024