Na sera ‘e maggio

Gentili lettori ,

Le stagioni non sono più quelle di una volta

una frase che oggi riporta al complesso tema del cambiamento climatico, ma a dirla tutta è una espressione non proprio recente, se è vero che anche il poeta Virgilio la pronunciava più di 2000 anni fa; non c’è più quel passaggio progressivo tra diverse condizioni meteorologiche che scandiva i quattro periodi, e forse oggi Antonio Vivaldi avrebbe qualche difficoltà nel comporre la sua celebre opera sul tema.

Maggio

Ma il mese di maggio, con il suo corredo di tradizioni e sentire comuni, resta nell’immaginario collettivo una tappa importante del calendario, con la primavera che manifesta pienamente il risveglio della natura dopo la pausa invernale; e il titolo ricorda una delle più famose canzoni dedicate al mese che sta per concludersi, giocando sul contrasto tra la bellezza del periodo e la delusione per un sentimento tradito, il tema appunto del brano musicale citato e composto poco prima dello scoppio della seconda guerra mondiale da un duo formato da G.Cioffi e L.Pisano, che in realtà erano portati per temi più leggeri essendo entrambi di estrazione comico-teatrale, ricordiamo per esempio del compositore il brano “Dove sta Zazà” di alcuni anni successivo.

Gli appassionati dello sport nazionale ricorderanno la canzone del titolo richiamata in molti striscioni che festeggiarono il primo scudetto del Napoli proprio all’inizio di un mese di maggio, sventolati per le vie della città partenopea, anche se non furono pari per fantasia ed humour a quel cartello che leggenda vuole venisse affisso in quei giorni davanti al cimitero di quella città , e che recitava :”Che vi siete persi…”

Sell in May and go away

Ma il mese in corso  è anche tra i più citati negli articoli che trattano di mercati finanziari, quando riportano il celebre motto “Sell in May and go away”, consigliando di realizzare i guadagni fino allora conseguiti da inizio anno e dedicarsi ad attività più amene, lontani per un po’ dalla sede di lavoro e dai rischiosi mercati azionari.

Era un periodo nel quale ormai i dati dei bilanci aziendali relativi all’anno precedente erano stati incorporati nelle quotazioni azionarie e affluivano i dividendi a favore dei possessori dei titoli; oggi si vive un continuo di dati micro e macro economici che di fatto non permettono “stacchi” di attenzione sull’evoluzione dei listini.

Ma quel proverbio ha proprio perso del tutto la sua attualità?

Abbiamo ricostruito gli andamenti da inizio millennio delle principali borse e ne è scaturito un panorama interessante, che condividiamo con voi nel seguito.

Cominciamo dal listino che fa da riferimento globale, lo Standard & Poor’s 500 che comprende le maggiori società Usa, e vediamo la percentuale di mesi positivi dell’indice:

grafici standard & Poors

In realtà più che maggio negli ultimi 20 anni è stato il mese di gennaio quello in percentuale meno positivo; anzi quello in corso è il secondo in classifica tra i mesi più positivi, per poi lasciare il posto a giugno che nel periodo considerato è stato meno favorevole.

Negli ultimi mesi l’indice ne ha seguito la dinamica anticipando di un mese il picco di marzo e seguendo il percorso “storico” per quanto attiene alla fase marzo-aprile in calo e poi aprile-maggio in miglioramento.

Esaminando ora l’indice Nasdaq che comprende aziende meno capitalizzate (o almeno era così fino a qualche anno fa, oggi non più) e più esposte al settore tecnologico, la situazione è la seguente:

grafici nasdaq

Il proverbio “Sell in may…” trova più puntuale riscontro nel listino tecnologico quanto al periodo considerato: maggio è stato effettivamente il mese nel quale gli andamenti positivi sono stati minoritari, e come l’indice precedente nell’ultimo anno il mese migliore da inizio anno è stato febbraio, mentre quello in corso mostra (almeno finora) un andamento migliore rispetto ad aprile, diversamente dal trend storico.

Per trovare un listino che da inizio 2024 rispecchi i 20 anni precedenti dobbiamo tornare in Europa, e precisamente all’indice DAX della borsa di Francoforte in Germania :

grafico indice dax

Nel 2024 c’è stato un progresso tra gennaio e febbraio e poi tra quest’ultimo e marzo: poi aprile più debole seguito da un maggio in recupero: stiamo rispecchiando, prossima settimana permettendo, il trend “storico”.

Nel caso del listino tedesco il ritorno dalle vacanze estive e l’andamento di settembre sono stati i meno favorevoli statisticamente, e in questo caso torna più utile il verso di Dannunziana memoria,

Settembre, andiamo: è tempo di migrare…

con il quale il Vate descrive la secolare transumanza di coloro che seguono il prezioso gregge nell’alternarsi delle stagioni alla ricerca dei pascoli più fertili.

Ma il “tratturo” da seguire oggi non ha nulla a che vedere con la tradizione bucolica, in quanto sono le attese sull’evoluzione delle politiche monetarie delle banche centrali che stanno dettando la direzione e il “sentiment” dei mercati, che colgono tutti gli sviluppi positivi delle economie come minaccia alla riduzione del costo del denaro, in quanto forieri di una inflazione ancora sostenuta.

Le strategie che influenzano gli andamenti dei mercati presuppongono tutte l’utilizzo di denaro preso a prestito, e tassi più bassi significano costi minori e di conseguenza margini di utile più elevati, con il rischio di perdere di vista la crescita degli utili aziendali che nel lungo periodo è la vera garanzia di sviluppi positivi dei listini azionari.

Se il “quanto costa” diventa preminente sul “quanto vale” non è un buon segnale, come suggeriva quell’episodio citato dalla letteratura finanziaria britannica a proposito delle autovetture di gamma superiore.

Ad una riunione con la rete di vendita convocata anni fa dalla Rolls-Royce, un rivenditore chiese :

  • “Come facciamo a capire se un potenziale cliente è davvero interessato all’acquisto?” ;

il relatore gli rispose:

  • “Se vi chiede quanto consuma, vuol dire che non comprerà mai l’auto”…

E oggi con il proliferare dei canali social dedicati al tema azionario, le opinioni diffuse sono molto diversificate, e si perde talvolta il contatto con la realtà, tra “meme stocks” e “twit” dalle miracolistiche previsioni.

Passiamo alla consueta analisi dei principali mercati.


Andamento dei principali indici e mercati e commento

tabella

L’indice Nasdaq ed il settore tecnologico sono stati i migliori in settimana, dopo i risultati reddituali molto positivi comunicati da Nvidia; anche nel seguente dettaglio il contributo del titolo è evidente:

indici

La domanda di semiconduttori continuerà a crescere per la sempre maggiore potenza di calcolo richiesta dall’utilizzo dei programmi di intelligenza artificiale; e d’altro canto si prevede che i costi delle aziende che l’utilizzeranno siano destinati a ridursi, aumentandone la redditività.

L’indice italiano ha segnato il passo a causa dei dividendi distribuiti in settimana da molte blue chips del listino; nel panorama generale fatto di chiusure non molto variate rispetto a sette giorni fa, con la citata eccezione di Piazza Affari e del settore hi-tech, spicca il -4,83% di Hong Kong, diminuito a causa dei dubbi sull’efficacia delle recenti misure di stimolo all’economia varate dalle autorità di Pechino e rivolte principalmente al pericolante settore immobiliare.

Calo meno marcato per l’indice Russell2000 delle small-cap Usa ma comunque superiore al punto percentuale, per il dilatarsi nel tempo delle attese del taglio dei tassi statunitensi, dopo gli ultimi dati macroeconomici e le dichiarazioni di alcuni componenti del board della FED, che hanno evidenziato l’incertezza sulla traiettoria di discesa dell’inflazione e quindi la necessità di proseguire con la politica monetaria attuale fino a quando non arriveranno segnali più positivi.

Dalle parti di Francoforte…

la BCE dovrebbe essere orientata per un primo taglio dei tassi in giugno, ma questo non comporterà un automatismo fatto di continuati ribassi nelle successive riunioni, come rimarcato da alcuni governatori delle ex banche centrali nazionali.

Se guardiamo alla leggera modifica subìta dalla forma della curva dei tassi Swap sia in area Euro che per il Dollaro, l’appiattimento è stato provocato dalla crescita più ampia della loro parte intermedia, a testimonianza della maggiore incertezza sulle tempistiche delle politiche monetarie:

grafici andamenti

I rendimenti obbligazionari dal canto loro sono rimbalzati dopo aver toccato quel 4,40% che sulla scadenza decennale è diventato lo spartiacque tra fasi positive e negative del comparto del reddito fisso; il settore Corporate si è mosso in sintonia più o meno con lo stesso scarto percentuale tra le chiusure, così come l’High-Yield.

I mercati Forex

hanno trascorso una settimana piuttosto tranquilla con il Dollaro che si è mantenuto nel range 1,08 – 1,09 contro Euro: la Sterlina ha testato di nuovo le sue resistenze contro le principali divise chiudendo la settimana con un progresso di circa mezzo punto percentuale, sostenendo anche le divise Scandinave: meno brillanti il Franco Svizzero che sta avvicinandosi alla parità con l’Euro (0,9924 la chiusura del venerdì) e le valute dei Paesi esportatori di materie prime, così come lo Yen ma per diverse ragioni legate alla stentata crescita economica, avvalorata dagli ultimi dati sul PIL locale.

Crescita che sta rallentando in molte aree geografiche (tranne l’Europa): da qui il calo subito dai metalli industriali con il Rame che chiude con un -6,42%, seguito da Argento e Oro rispettivamente a -3,83% e -3,52%, e dalle materie prime energetiche fossili: il Petrolio WTI si allontana dagli 80/dollari al barile chiudendo a 77,72 e il Gas Naturale marca un -4,30% dopo il recente rally seguito ai minimi segnati a inizio mese di maggio.

Lo scettro delle performance settimanali è stato così appannaggio delle commodities agricole, con il Caffè a +8,35% seguito dal Grano a +8,27%, mentre Mais e Semi di Soia si sono “accontentati” di rialzi poco superiori all’1%.

Tra i dati macroeconomici in arrivo nei prossimi giorni, segnaliamo quelli sul PIL Usa attesi per giovedì 30/5, cui seguiranno il giorno successivo l’indice dei prezzi dei beni di consumo (USA PCE index) e l’andamento dell’inflazione nell’area Euro.

La sintesi della situazione è offerta come solito dal nostro indicatore, ben collocato nel settore  “positivo”.

grafico batteria

ATTENZIONE

einstein in versione fumetto che dice che il contenuto non è stato prodotto con ausilio di AI


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26 Maggio 2024