Ombre Rosse

Gentili lettori ,

ci sono degli anni destinati a diventare pietre miliari nella Storia, sia intesa in senso generale che in riferimento a settori specifici della cultura o dell’arte: se ricordiamo il 1939 per averlo studiato sui libri come l’inizio della II Guerra Mondiale, uno dei capitoli più difficili e tragici dell’avventura umana, in altri ambiti viene ricordato con accenti più positivi: nella storia del Cinema per esempio, con l’uscita di film che sono considerati capolavori del genere: citiamo Via col Vento e Il Mago di Oz, entrambi frutto del genio di Victor Fleming, Ninotchka di Lubitsch, Cime Tempestose di Wyler, e potremmo andare avanti ancora; Ombre Rosse vide la luce nello stesso anno, firmato da quel John Ford che dopo 13 anni tornava al genere western del quale è considerato il più rappresentativo regista.

carovana

Ma stavolta ai consueti temi dei duelli, dell’ eterna lotta tra buoni e cattivi, dell’immancabile storia d’amore, Ford aggiunse l’introspezione psicologica dei personaggi, che condividono il viaggio su di una diligenza (Stagecoach, il titolo originale) e che offrono uno spaccato dell’America del tempo, che dopo il New Deal dei primi anni ’30 si trovava ad interrogarsi tra passato e progresso, desiderando magari una nuova vita lontana non solo dall’esperienza passata, ma dagli stereotipi che da quella ereditava.

E qui c’era lo zampino di un libro di Guy de Maupassant, sul quale si basò il racconto Stage to Lordsburg di Ernest Hycox che affascinò John Ford al punto da ispirarlo nel trattare il suo tema.

La novità era anche nella tecnica di regia, con un utilizzo dei campi e controcampi diversa da quella abituale, che avrebbe poi ispirato anche Orson Welles, e per la prima volta per l’uso di un’auto che correva a fianco della diligenza per riprendere la scena dell’attacco dei pellirossa a cavallo in quella Monument Valley immortalata da tante immagini; e la scena in cui il capo degli stuntman saltava di cavallo in cavallo fu poi di ispirazione per Spielberg ne I predatori dell’arca perduta.

Ford non vinse l’Oscar per il film, che si aggiudicò due statuette per la colonna sonora ed il migliore attore non protagonista, quel Thomas Mitchell nella parte del dottore alcolista; ma si rifece l’anno successivo dirigendo Furore, tratto dal romanzo di John Steinbeck, altro profondo spaccato della società americana ambientato nel periodo da poco trascorso della Grande depressione.

In Ombre Rosse è trattato con delicata maestria anche il tema della ribellione contro le convenzioni sociali, dove il “giusto” è destinato a prevalere solo dopo un lungo percorso, tema impersonato dalla protagonista Dallas, che più che una rivincita sul piano sociale (era stata costretta ad allontanarsi della sua città per le maldicenze sul suo conto) cercava una sua identità, come, a vario livello, avrebbero fatto anche gli altri personaggi, ognuno alla ricerca di qualcosa di diverso in cui potersi riconoscere e finalmente più consono alle proprie attitudini.

attori

Più che un percorso in senso geografico da un luogo all’altro, un viaggio dentro sé stessi, fin quando “arrivano i nostri” a rassicurarci di aver raggiunto sani e salvi l’agognata meta; un percorso interiore che ispirò molti dei successivi “Road Movies”  che hanno segnato la storia del cinema, da Easy Rider a Thelma e Louise, solo per citarne un paio.

E noi come ricorderemo il 2024 dal punto di vista finanziario?

Uno degli anni sicuramente più densi di avvenimenti, con la metà della popolazione mondiale chiamata alle urne per le tornate elettorali, in uno scenario geopolitico molto complesso che fa da sfondo al sempre più veloce progresso tecnologico che mai come oggi mostra il suo aspetto più utile ed al tempo stesso pericoloso: sostituire la macchina all’uomo per sollevarlo non solo dai compiti più gravosi fisicamente (ricordate “Tempi moderni” con l’immortale Charlie Chaplin?), ma anche nei processi decisionali più lunghi e ripetitivi, suscettibili quindi di schematizzazione e velocizzazione.

Ma ricordando che le migliori previsioni sui mercati, cioè quelle che poi si rivelano fondate, partono sempre da una attenta analisi del presente, facciamo allora riferimento all’indice più rappresentativo delle tendenze attuali, cioè quello tecnologico Nasdaq che sintetizza al meglio gli sviluppi più significativi sul fronte azionario.

grafico

Le quotazioni sono aggiornate allo scorso mercoledì, e quello che notiamo è la successione di “ombre rosse”, non quelle del titolo del report che state leggendo, ma le barre dello stesso colore che identificano la successione di sedute negative che hanno portato l’indice a distanziarsi dai massimi storici dello scorso  marzo.

Quel colore sui grafici finanziari evoca i periodi più negativi, sfociati in inversioni di tendenza o in più brevi correzioni; e ci interroghiamo allora se l’ultimo mese appartenga alla prima o alla seconda categoria di evento.

Saggiamente sarà il solito senno di poi a dare la risposta definitiva, ma la prima cosa che possiamo notare è che si è trattato finora di una correzione non dissimile da quelle che hanno caratterizzato gli ultimi anni, che non hanno interrotto se non per brevi periodi il trend di crescita costante :

indice nasdaq

E’ però anche vero che l’inclinazione della curva è andata aumentando in modo quasi esponenziale da un decennio a questa parte, come da grafico sopra, e quindi si impone una strategia che consenta di non compromettere i risultati finora raggiunti da quella parte di portafoglio che ne ha potuto beneficiare.

I testi di analisi tecnica sono pieni di formule ed esempi, di indicatori più o meno sofisticati che consentono di stimare la forza di un mercato, cercando di identificare quei punti di svolta  quando essa cede il passo a periodi meno fortunati; forza che intuitivamente scaturisce dal rapporto tra compratori e venditori, cioè tra coloro che confidano su ulteriori progressi di un titolo o indice e quelli che hanno aspettative di segno opposto.

Tra le innumerevoli possibilità di tradurre in numeri le probabilità da assegnare agli sviluppi futuri di un mercato, ricorriamo allora a una pratica tra le più utilizzate nelle sale operative e anche tra le più antiche nella sua origine, in quanto si fonda sull’applicazione di un principio che trova applicazione in molti fenomeni naturali e nei rapporti tra grandezze fisiche: i numeri del matematico  Fibonacci, che nel tardo Medioevo per primo studiò e formulò una successione di numeri dalle caratteristiche peculiari.

Senza addentrarci nell’affascinante ma ostico mondo della Matematica, diciamo per spiegare con semplicità che un mercato, per invertire la sua rotta, deve violare certe percentuali prestabilite di variazione dai suoi massimi o minimi: percentuali che hanno appunto la migliore probabilità di segnalare i possibili punti di svolta delle curve dei prezzi, o accompagnare la loro continuazione se violate.

La più importante di quelle percentuali è il 61,8%: vediamo come ha operato nel grafico dell’indice:

grafico2

Negli ultimi 6 mesi (fino al 25/4) , l’indice ha segnato minimi a 14.140 e massimi a 18.109; ora, se calcoliamo la differenza tra i due numeri, e ne consideriamo il 61,8% , ne risulta il valore di 16.964 circa; ebbene, la correzione recente dai massimi si è fermata poco sopra quel livello (a 17.113), a meno di un punto percentuale di distanza; evitato lo “scampato pericolo” di una discesa più ampia sotto quel livello, gli operatori hanno ricominciato ad acquistare.

Naturalmente le percentuali di ritracciamento non sono l’unico indicatore a fornire validi segnali, ma sono tra le più utilizzate.

A questo punto si aprono due scenari: o l’indice risale sopra i massimi, e allora significa che i compratori sono tornati in maggioranza, oppure le quotazioni violano la soglia del 61,8% del rialzo passato, e in quel caso l’obiettivo diventerebbe il livello di 16.424 secondo la teoria tecnica: quota significativa anche perchè era il livello della correzione conclusa ad inizio gennaio 2024 e poi sfociata nella salita verso i massimi.

Regolarsi su quei livelli è una delle possibili strategie al momento attuale: e suggerisce il livello di attenzione probabilmente comune a molti operatori, che è prudente fare proprio, perché in borsa non sempre “arrivano i nostri” come nel film del titolo…


Passiamo alla consueta analisi dei principali mercati.

Andamento dei principali indici e mercati e commento

tabella

I mercati recuperano il calo della settimana precedente sulla scorta dei bilanci trimestrali delle principali Corporates, che hanno mostrato con qualche eccezione la solidità reddituale attuale, con previsioni positive sul prossimo trimestre.

Attesi nella prossima settimana i numeri di Apple, Amd, Amazon Qualcomm e Samsung tra gli altri. Da inizio anno i principali indici Usa ed europei viaggiano ora con rialzi molto simili, grazie alla rimonta dei primi; il settore che ha fatto da traino ai listini è stato ancora una volta quello tecnologico (+5,01% in Usa e +4,81% in Europa), come da dettaglio:

indici

L’unico settore a non sfruttare i rialzi generalizzati è stato quello Assicurativo, ma parliamo di piccole variazioni: i beni di consumo si sono distinti invece come migliore comparto dopo quello tecnologico.

A livello geografico, spicca il forte rialzo dell’indice Hang Seng (+8,8%) nel quadro di un migliorato clima economico atteso in Cina, dal canto suo l’indice Nikkei di Tokyo mette a segno un rialzo del 2,34% sull’onda di un atteggiamento ancora permissivo della Bank of Japan che ha mantenuto i tassi ufficiali invariati.

Il clima borsistico positivo si riflette anche sul comparto obbligazionario: mentre il rendimento dei titoli governativi decennali Usa resta sopra il 4,50%, e il loro prezzo perde circa mezzo punto, risalgono invece in media di quasi un punto percentuale le quotazioni del comparto High Yield : stabili gli emittenti Investment grade.

Gli operatori ora scontano un possibile taglio dei tassi da parte della FED con qualche mese di ritardo rispetto alle precedenti previsioni: gli ultimi dati sull’andamento dei prezzi al consumo dimostrano che l’inflazione stenta a rientrare verso il target del 2%, con il concorso decisivo del settore dei servizi. La prima riunione della FED nella quale si attende un taglio dei tassi è ora quella di settembre 2024: in quella della prossima settimana di cui conosceremo l’esito mercoledì i tassi dovrebbero restare invariati.

Situazione che il Dollaro Usa aveva già scontato negli ultimi giorni, e quindi chiude la settimana pressochè invariato (Dollar Index a -0,10%) : tra le principali divise si segnala l’ulteriore indebolimento dello Yen che ora punta ai massimi da 34 anni a questa parte in area 160 contro il biglietto verde e 200 contro Sterlina inglese; si indebolisce di circa un punto percentuale il Franco Svizzero mentre la Sterlina chiude in parità grazie al recupero delle ultime sedute. Del clima più ottimistico sull’economia cinese si avvalgono le valute dei Paesi esportatori di materie prime, come l’AUD e il Rand del Sudafrica, trend sfruttato solo in piccola parte dal Dollaro canadese.

Quanto alle Commodities, l’Oro scende dai massimi in area 2400 dollari/oncia trascinando con sé le quotazioni dell’Argento (-5,16% in settimana), mentre non conosce pausa il Rame giunto a superare a Londra i 10.000 dollari per tonnellata metrica e punta ai massimi storici di inizio 2022 dai quali dista circa il 10%: nel mese in corso ha segnato finora un +14% . Nel settore agricolo il Frumento continua a guidare i rialzi (+8,38% in settimana), seguito a distanza da Mais e Soia, positivi anch’essi ma in misura molto più contenuta; meno brillanti il Caffè e lo Zucchero, mentre il Cacao segna nuovi massimi con quotazioni che sono più che raddoppiate da inzio anno, rialzo dovuto alle difficoltà della “supply” (offerta) , con le quantità arrivate sul mercato nel 2024 al livello più basso degli ultimi 40 anni che stentano ad incontrare la domanda, rimasta invariata nonostante il rialzo dei prezzi.

Oltre alla già citata riunione della FED, la prossima settimana sono attesi i dati sul mercato del lavoro Usa e i numeri dell’inflazione nell’area Euro, eventi che catalizzeranno l’attenzione degli operatori, che stanno riformulando le attese per le politiche monetarie delle banche centrali.


La sintesi della situazione è offerta come solito dal nostro indicatore: dopo cinque ribassi consecutivi il dato numerico settimanale risale velocemente in area positiva, sulla base degli ultimi positivi risultati trimestrali delle imprese affluiti in settimana

batteria

 

ATTENZIONE

einstein in versione fumetto che dice che il contenuto non è stato prodotto con ausilio di AI


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28 Aprile 2024