Privati e Contenzioso Bancario

Continuiamo il nostro viaggio di approfondimento sul tema del contenzioso bancario e questa volta lo affrontiamo in riferimento ai privati.

Siamo di nuovo in compagnia dell’ Avvocato Lorenzo Zanella che abbiamo presentato qualche tempo fa.

Ciao Lorenzo, ben ritrovato. Oggi siamo qui per iniziare un percorso di approfondimento su varie tematiche che riguardano in maniera un po’ più peculiare l’ attività di cui ti occupi, quindi il contenzioso bancario.

Lorenzo, io oggi vorrei parlare con te di contenzioso principalmente riguardo al privato o investitore che è un argomento più vicino alla nostra attività e vorrei capire: tra le varie azioni che la banca esercita sul privato, qual é la tematica dove tu riscontri una maggiore criticità. E’ più sulla parte investimenti, sulla parte del credito o più sulla parte di conto corrente?

Avv. Zanella:Diciamo che sicuramente è l’argomento che più ci ha avvicinato in questi anni. Il contenzioso per i privati è un contenzioso che tendenzialmente è molto legato agli investimenti.
So che voi avete una importante campagna informativa sulla questione dei costi, la trasparenza bancaria negli ultimi anni è stata oggetto di diversi interventi per fare in modo che venissero sempre più esplicitati i costi.

Fino a qualche anno fa , fondamentalmente, l’investitore si accorgeva che  l’investimento andava male e poi scopriva che l’investimento era puro rischio. Purtroppo c’è da dire che parliamo da un territorio colpito dalla vicenda di Veneto Banca e non solo, perché c’è anche Popolare di Vicenza, piuttosto che negli anni Lehman Brothers o obbligazioni Argentina, ma la questione di fondo è che le persone si accorgono di avere un investimento quando l’investimento va male.

Questo è un po’ il problema di fondo. Diciamo che sicuramente le informazione che dovrebbero essere fornite e che non vengono fornite, oppure che magari sono state fornite e mal comprese, sono alcune delle tematiche principali del contenzioso finanziario. Il contenzioso, specifichiamo, può essere bancario o finanziario, dove per finanziario si intende più il lato investimenti anche se poi, in realtà, come controparte c’è tendenzialmente sempre una banca in quanto, almeno per ciò che riguarda i risparmiatori, è consueto che a gestire l’investimento sia una banca, con tutti i problemi annessi di conflitto di interesse….che sarebbe un altro argomento da approfondire!

Però adesso, dimmi se sbaglio, è anche molto difficile che questo possa essere un argomento nel quale le persone abbiano piena capacità di comprendere, perché se è veramente impressionante la mole di documentazione che dovrebbe essere consegnata agli investitori, anche la comprensione di questa documentazione è difficile, quindi come ci si dovrebbe comportare?

Avv. Zanella: Allora la tendenza è stata negli anni quella di moltiplicare le carte, i contratti di deposito, di negoziazioni, di intermediazione, di titoli, erano diventati contratti da 50 pagine che, ovviamente, nessuno ha mai letto, nel senso che alla fine li leggono solo gli avvocati quando è il momento di fare il contenzioso. Adesso si fanno i riassunti che sono degli strumenti che servono per dire: cari correntisti “almeno questi 3 fogli li dovete leggere!”

E’ importante dire, però, che molti documenti sono per assurdo una forma di tutela per l’investitore o quasi un esimente, cioè di fondo la Cassazione dice che in realtà un’ informativa standardizzata molto spesso non è nemmeno sufficiente quindi, se il cliente non capisce (e può non capire anche per limiti propri) può determinare che, anche se la documentazione è fatta molto bene, quell’investimento sia ritenuto non adeguato oppure che la persona non avesse neppure gli strumenti nozionali piuttosto che cognitivi per comprendere quello che stava sottoscrivendo.

Questo va ad impattare sulla possibilità di ottenere un risarcimento. E’ chiaro che stiamo parlando di una situazione limite , però se ne vedono molte e il concetto di fondo è che non si deve pensare che, avendo firmato il contratto, allora non si può fare nulla.
Non è così! Chiaramente non bisogna certo dare false aspettative e di dire che qualsiasi investimento non andato bene può determinare una richiesta risarcitoria, perché chi investe sa che investire è un fattore di rischio. Ma si può valutare quale sia il fattore di rischio e se questo sia proporzionato, se sia idoneo per quella persona, se l’investitore l’abbia compreso. Queste sono tutte tematiche che vanno sviluppate con attenzione e che sono al centro del contenzioso principale che guarda i privati.

Ti chiedo una cosa, per identificare un pò le aree dove più frequentemente avviene questo tipo di azioni. Cioè, è più sul lato dell’investimento, più sul lato del credito? Cioè, è più facile avviare un contenzione su operazioni di un tipo di mutuo, oppure su situazioni, come hai appena descritto, di un investimento andato male?

Avv. Zanella: È più facile sull’ investimento, è più frequente che ci siano dei vizi soprattutto di trasparenza e di informativa lato investimenti piuttosto che in contratti, ad esempio, come i mutui che sono atti fatti davanti al notaio e sui quali c’è, quindi, una forma maggiore di trasparenza e , inoltre, viene ritenuta una sede così solenne nella quale la parte non può non rendersi conto di determinate dinamiche.

In verità, in questi anni, anche i mutui hanno dato luogo a contenzioso molto diffuso su determinate clausole piuttosto che sui meccanismi di blocco della discesa del tasso di interesse. Ad esempio, ora usciamo da un periodo di tassi negativi e c’è stato il contenzioso sul fatto che alcuni contatti avevano dei meccanismi per cui non potevano scendere sotto lo zero oppure non potevano scendere sotto il così detto floor, cioè un meccanismo che impediva la discesa, su questo la Corte di Appello di Milano ha detto che per i consumatori , quindi per una nicchia dei privati, è una clausola potenzialmente vessatoria quindi potrebbe non avere efficacia, quindi potrebbe dar luogo a una pretesa risarcitoria per la banca che ha tenuto il tasso troppo alto.

Quindi direi, l’ investimento, è ovviamente un settore dove il contenzioso si sviluppa facilmente, ma di fatto assistiamo a contenziosi su qualsiasi ambito.

Ti faccio un ultima domanda, sempre per la tua esperienza, l’attività di contenzioso è cresciuta negli ultimi anni? Cioè, con il fatto che sono state emanate sempre più leggi che vanno verso la trasparenza, questo ha portato ad una diminuzione di contenziosi o c’è stato un adeguamento o non è cambiato sostanzialmente nulla?

Avv. Zanella: Allora, il contenzioso ha avuto un  exploit da metà degli anni 2000 fino a al 2018/2020 adesso è in leggera flessione, dovuta anche a degli orientamenti giurisprudenziali che hanno limitato un pò questa azione. Argomento che sarebbe interessante approfondire perché ci sono tensioni tra giurisprudenza dell’Unione Europea e quella nazionale, nel senso che non sono propriamente allineante.

Bene approfondiremo in prossimi incontri, nel frattempo ti ringraziamo e ci rivediamo presto per una nuovo approfondimento sul contenzioso bancario.

Se vuoi leggere o ascoltare la prima parte dell’intervista:

Parte uno – Introduzione al Contenzioso Bancario clicca QUI


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5 Aprile 2023