Quali sono i migliori fondi d’investimento?

Non è un caso che la discesa sia inesorabile. Nel 2020 sono stati chiusi circa 664 prodotti a gestione attiva (Fondi), il numero più alto dal 2009.

Questo è quanto emerge dall’ultima rilevazione effettuata da ICI (Investment Company Institute) e pubblicato su Financial Times. Lo studio mostra come, soprattutto negli ultimi anni, i fondi comuni, vuoi soprattutto per la pressione dei costi ma anche per la forte concorrenza degli ETF, non riescano ad attrarre flussi sufficienti e quindi sono costretti alla chiusura oppure alla fusione con altri comparti.

La diatriba tra gestione attiva e gestione passiva entra sempre più nel vivo e i numeri parlano sempre più chiaro. Sia che si guardi al mercato americano che a quello europeo, in media, il campione di Fondi a gestione attiva capace di mantenere una posizione nel quartile con le migliori performance anche nei periodi successivi, difficilmente supera la soglia del 20%. Scegliere pertanto sulla base di motivazioni legate alle performance passate ha grossi limiti perché  le probabilità che un fondo continui a sovra-performare non sono significativamente maggiori rispetto allo scegliere a caso.

Molto meglio imparare e mettersi in testa la regola che più premia l’investitore fedele e rigoroso che è quella di stare pedissequamente allineato a quanto il mercato ritorna inserendo in portafoglio, prodotti che replicano esattamente l’indice azionario al costo più basso possibile (ETF). Non ci stancheremo mai di ribadire che il costo è un elemento così gravemente invalidante nel tempo che è quasi impossibile per un gestore di fondi comuni battere il mercato nel lungo periodo. Costi che servono per remunerare i venditori delle reti degli intermediari, la pletora dei loro managers, le loro convention, i viaggi, i premi, le sedi prestigiose e non di certo generatori di valore aggiunto per chi gli “consegna” il portafoglio.

 

I grafici sopra e sotto sono tra i tanti che ci danno queste informazioni. In quello sopra, in un periodo di 10 anni, l’88% dei fondi a gestioni attiva, ottiene risultati peggiori dell’indice azionario. Questo a causa principalmente dei costi in carico ai sottoscrittori dei fondi. In quello sotto, lo stesso risultato su un orizzonte temporale più dettagliato.