Quarto potere e potere del quarto

Gentili lettori ,
ai tre poteri cui è demandato il governo di un Paese , quello legislativo , esecutivo e giudiziario , si affianca nel lessico comune un quarto potere , quello dei mezzi di informazione e oggi dei social media , capaci di influenzare in modo più o meno diretto l’attività dei primi e di molti cittadini .

Il significato di Quarto

L’aggettivo ordinale , quarto appunto , affiancato a diversi sostantivi assumeva vari significati a seconda del contesto : durante la Rivoluzione Francese , quarto Stato era la parte della popolazione subalterna alla borghesia , che la precedeva nell’ordine di importanza nella società del tempo ; famoso il quadro di Pellizza da Volpedo , che molti di voi ricorderanno di aver incontrato in qualche libro di testo di storia o di educazione artistica , dall’omonimo tema e titolo .

Quarta repubblica , aggettivo e sostantivo oggi titolo di un talk-show televisivo del lunedì sera (sic transit gloria mundi…) era il periodo post-bellico della Francia , un decennio e mezzo di profonda trasformazione di quel Paese che assistette all’ascesa al potere di De Gaulle e alla perdita degli ultimi pezzi del suo impero coloniale .

Quarto nelle città

Ma l’aggettivo si ritrova anche nel nome di alcune cittadine italiane : lo scoglio di Quarto da cui partì la spedizione dei Mille era nel territorio di un comune così chiamato perché partendo da Genova sulla via medievale che portava verso la Toscana , distava appunto quattro miglia dal capoluogo ligure .

Più a est , la Via Gallica degli antichi Romani attraversava il municipium di Altino nell’attuale Veneto , e più avanti incontrava l’insediamento ad quartum , cioè nel quarto miglio dall’antico centro , da cui l’attuale nome di Quarto d’Altino (dove la d apostrofata sta per “da” , non per “di” , nell’antica denominazione) .

Derivato dall’aggettivo è il sostantivo quartiere , che significa la quarta parte di un tutto , come in molte città medievali che erano divise in quattro zone principali , ereditando l’analoga ripartizione dall’antico castrum di imperiale memoria ,per effetto dell’incrocio perpendicolare del cardine e del decumano che lo attraversavano .

Il centro storico di Firenze ha conservato tuttora la stessa ripartizione , e in quella regione quartiere è spesso usato come sinonimo di casa, appartamento .

E ancora…

Lotta senza quartiere è invece riferita alla assenza di tregua o di scampo , in senso figurato , e ricorda quando le caserme erano utilizzate durante la pausa delle operazioni militari , come per esempio nel periodo in cui si definivano “quartieri invernali” accogliendo le truppe temporaneamente inattive .

Il quarto nella finanza

Ma tornando all’aggettivo , il quarto di punto è la variazione dei tassi di interesse decisa dalle principali banche centrali negli ultimi mesi , dopo aumenti di dimensioni maggiori e concentrati in poco più di un anno , con una velocità mai esperita in precedenza nel tentativo di combattere un’inflazione che stenta a rientrare verso i target ritenuti ottimali , a convergere cioè verso quel “tasso naturale” che rappresenta una misura monetaria tale da consentire un ideale equilibrio tra domanda ed offerta di beni , di servizi e anche di forza lavoro e , di conseguenza , di moneta come mezzo che permette il loro scambio .

Molti economisti si sono affannati a cercare una formula che permettesse di calcolare quel livello ottimale del costo del denaro , ma non esiste tuttora accordo sulla sua definizione , anche perché i fattori che lo determinano cambiano nel tempo e spostano il punto d’equilibrio tra le grandezze economiche ; per gli Usa , si stima attualmente che sia di poco superiore al 2% secondo studi condotti dalla Federal Reserve di New York .

Ma il consenso su un numero così difficile da calcolare , e le previsioni sulle decisioni delle banche centrali che determinano il livello ufficiale dei tassi , sono stati e sono tuttora il principale motore delle oscillazioni dei mercati .

Non è un compito facile per i membri del consiglio direttivo della FED , come dimostrato dalla variazione delle loro proiezioni sull’inflazione negli Usa rispetto a soli tre mesi fa ; un periodo breve rispetto all’evoluzione degli indicatori economici , ma che può fare la differenza sui mercati che si interrogano costantemente sulle prossime mosse delle banche centrali e reagiscono con ampie oscillazioni al modificarsi delle aspettative .

Proiezioni sull’evoluzione futura

I grafici seguenti rappresentano le proiezioni sull’evoluzione futura dell’inflazione da parte dei membri del consiglio direttivo FED , con la differenza rispetto alle previsioni formulate nel marzo scorso :

tabelle

 

Ed ecco di seguito i famigerati “dot plots” , oro colato per le attese degli operatori , cioè le risposte fornite dai partecipanti all’ultima riunione di Washington sul livello ritenuto ottimale dei tassi nei prossimi due anni e nel lungo periodo :

 

tabella

Complesso di risposte dal quale si può evincere che entro l’anno le diminuzioni dei tassi sono un’ipotesi molto remota negli States .

Poi il giorno successivo alle decisioni made in Usa si è riunita la BCE , che ha deciso in modo diverso dalla dirimpettaia atlantica , alzando i tassi del fatidico quarto di punto e facendo intendere senza troppi giri di parole che a luglio la decisione sarà ripetuta nella stessa misura , e quale potere sui mercati abbiano questi “quarti” di punto è esperienza comune , un potere divenuto smisurato soprattutto dopo un abbondante decennio di “ZIRP” , cioè Zero Interest Rate Policy , quando ci si era dimenticati di quell’elementare concetto di “trappola della liquidità” , che insegnava agli studenti di economia politica il limite della politica monetaria , quando scendere al di sotto di certi numeri non sortiva più effetti sull’economia reale , bisognosa in quei frangenti di più coraggio e lungimiranza nelle decisioni di politica economica e fiscale , e non di moneta stampata a profusione che non poteva scaturire in nulla di diverso dall’attuale scenario inflattivo .

E le recenti decisioni sottolineano la difficoltà di gestire il fenomeno , a furia di rialzi che colpiscono più comparti dell’economia senza risultati che non possono essere immediati . Sembrano quei tiri dei giocatori di biliardo che , nel tentativo di abbattere i birilli al centro , mirano a dirigere la pallina sulle sponde in modo che dopo tre rimbalzi giunga sull’obiettivo : un tipo di colpo che si chiama , nel gergo di quella disciplina , tiro di “rinquarto” , tanto per restare nel tema .

Commento su eventi e mercati nella settimana appena trascorsa .

Il decoupling tra le due sponde dell’Atlantico ha avuto come conseguenza l’indebolimento del Dollaro rispetto all’Euro ; lo Yen dal canto suo ha continuato nella sua discesa verso le principali divise dopo le dichiarazioni della Bank of Japan , intenzionata a proseguire nell’atteggiamento ultra-permissivo che ha contraddistinto finora la sua azione , con il rigido controllo sulla curva dei rendimenti dei titoli governativi e la spada di Damocle dei possibili interventi a difesa della divisa nel caso di eccessive oscillazioni .

Nelle intenzioni di Tokio le quotazioni delle monete dovrebbero riflettere i fondamentali economici dei rispettivi Paesi , ma non si comprende come ciò sia conciliabile con l’interventismo che ha contraddistinto la locale politica monetaria . Peraltro la divisa giapponese si è spesso mossa in controtendenza con i mercati di rischio , quali per esempio gli azionari , in buon guadagno questa settimana.

Venduto di conseguenza il comparto obbligazionario con leggero rialzo dei rendimenti sul Treasury  Bond Usa a 10 anni .

Il prezzo del petrolio WTI si mantiene intorno ai 70 dollari , in attesa che il suo principale utilizzatore , la Cina , mostri segnali di recupero economico , che la banca centrale locale sta cercando di stimolare con il ribasso dei tassi di interesse .

                    Tabella riepilogativa : ultima settimana e da inizio anno

tabella 3

Infine

a partire da questa settimana mostreremo un indicatore che sintetizza in un unico valore , su una scala da 0 a 100 , la propensione al rischio dei mercati ; viene calcolato confrontando l’andamento di alcuni asset che di solito accompagnano i rialzi dei principali listini , fra questi la borsa Usa , il settore tecnologico ,e quello dei beni di consumo discrezionali , con altri comparti che invece tendono ad apprezzarsi nelle fasi di “risk-off” dei mercati , come l’ oro , i Treasury Bond , l’indice Vix della volatilità relativa all’ S&P500 statunitense .

Da quel confronto deriva il valore dell’indicatore ; non ha la funzione di prevedere gli andamenti futuri , ma è una fotografia attuale dell’atteggiamento degli operatori di mercato .

La grafica si  ispira al tema della mobilità elettrica , una batteria il cui livello di carica è appunto il valore dell’indicatore di rischio:

grafico

Valori oltre 50 si associano ad andamenti positivi dei mercati di rischio , sotto 50 invece accompagnano le fasi di correzione .


Resta sempre aggiornato sul mondo della finanza e degli investimenti!

Iscriviti alla nostra Newsletter

Seguici su:

LinkedIn