Redde Rationem (La Resa dei Conti)?

Gentili lettori ,

periodicamente arriva il momento di fermarsi un attimo nelle nostre attività per fare il punto della situazione, un bilancio di quanto fatto fino a quel momento per prepararsi agli sviluppi futuri nel modo migliore.

Il titolo richiama appunto una fase di questo tipo, e l’espressione “redde rationem”, che l’Evangelista Luca usò per la prima volta a proposito di un uomo molto ricco che aveva dato in amministrazione i suoi beni (Luca , 16;2) , viene usata oggi come sostantivo per significare un giudizio finale, la resa dei conti appunto.

In un tema diverso da quello evangelico, ai “diversamente giovani” tra voi quella espressione ricorderà anche un film della metà degli anni ’60 diretto da Sergio Sollima nella duplice veste di regista e sceneggiatore, “La resa dei conti”, con interpreti principali Lee Van Cleef (più noto per la sua parte ne “ll Buono, il Brutto e il Cattivo” insieme all’allora sconosciuto  Clint Eastwood ed Eli Wallach) e un giovane Tomas Milian che , dopo le prime prove in un cinema “intellettuale” (per esempio, “Il Bell’Antonio” del 1960 diretto da Mauro Bolognini), si dedicò al genere “spaghetti western” , nel quale Sergio Leone fu il regista più attivo e famoso.

Sollima non arrivò ai livelli di Leone, ma si rifece alcuni anni più tardi nel genere avventuroso, firmando una serie tratta dai romanzi di Emilio Salgari : la saga di Sandokan, declinata sia in TV, dove riscosse molto successo di audience, sia sul grande schermo .

Anche Tomas Milian cambiò genere e si dedicò al poliziesco, interpretando il personaggio del Commissario Nico Giraldi; ma continuò anche in ruoli più impegnati (vincendo nel 1980 il premio Nastro d’Argento come migliore attore non protagonista ne “la Luna” di Bernardo Bertolucci) .

E non dimenticò mai le sue origini: era nato nel 1933 in un piccolo villaggio vicino a L’Avana, Cuba, figlio di un generale dell’esercito che avrebbe voluto per il figlio la carriera militare; recitò in film ambientati nell’isola caraibica, come nella “Arturo Sandoval Story” del 2001, la biografia di uno dei più famosi trombettisti jazz, vincitore di 10 Grammy Awards e nato anch’egli a Cuba.

Abbiamo parlato di personaggi molto noti nel loro campo di attività, che pur seguendo le loro migliori attitudini, hanno avuto la loro decisione di cambiare vita dopo una profonda riflessione.

In ambito finanziario

Anche nel nostro ambito finanziario, esaminando l’evoluzione dei mercati azionari ed obbligazionari nel medio-lungo periodo, troviamo delle fasi di cambiamento che modificano i trend seguiti dai listini fino a quel momento per aprire a nuovi sviluppi.

Una delle domande più frequenti, alla luce delle oscillazioni degli ultimi giorni, è se dopo i rialzi importanti degli ultimi anni siamo giunti ad una “resa dei conti” e ad una potenziale inversione dai massimi storici raggiunti di recente, in particolare in alcuni settori che hanno performato di più come quello Tecnologico.

Attivo e Passivo

Allora, seguendo l’origine dell’espressione, in tutti i bilanci esiste una colonna dell’attivo e una del passivo : in ambito finanziario significa individuare quei fattori che possono avere influenza, sia in positivo che in negativo,  sull’andamento dei mercati, e valutare in base alla recente evoluzione il loro potenziale peso sugli sviluppi degli stessi.

Partendo dall’indice più rappresentativo delle società tecnologiche, il Nasdaq, notiamo che negli ultimi anni la crescita è stata molto forte, quasi “parabolica” nel suo andamento:

grafico

Un indice che, dopo la crisi finanziaria del 2008, ha decuplicato il suo valore .

Come sappiamo, l’impatto della tecnologia sulle nostre vite è diventata sempre più presente, e la crescente velocità dell’indice riflette il fatto che ogni innovazione accelera sempre più lo sviluppo di nuovi prodotti: l’enorme capacità di calcolo dei moderni computer permette una analisi dei dati inimmaginabile fino a pochi anni fa, che a sua volta permette lo sviluppo di software sempre più complessi.

Naturalmente tanto maggiore diventa la “pendenza” della curva, tanto più ampie saranno le correzioni, che però non pregiudicano il risultato finale dovuto ad un progresso sempre più veloce e globale.

Allora scriviamo nel nostro immaginario bilancio la prima posta dell’attivo: il progresso tecnologico .

Al secondo posto possiamo inserire lo sviluppo delle politiche monetarie delle banche centrali, destinate in tempi non troppo lontani a divenire più accomodanti visto il rientro dell’inflazione verso dinamiche meno preoccupanti.

Vediamo nel prossimo grafico i tassi di mercato monetario ( a brevissimo termine) e l’andamento dell’inflazione negli Usa, mercato di riferimento per la finanza globale:

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Alla fase di forte progresso sul fronte inflattivo è seguita da circa un anno un periodo di crescita meno rapida, ma i tassi di interesse (“fed funds”) sono ancora elevati e le attese sono per una loro diminuzione nei prossimi semestri.

Segniamo allora la posta “attese sui tassi” nel nostro quadro dell’attivo: un costo del denaro in diminuzione è positivo per i listini azionari.

E si potrebbe continuare considerando altri fattori in positivo, ma per lo scopo dell’analisi ci fermiamo qui: i principali driver della crescita dei listini sono quelli finora trattati.

Come tutti i bilanci però esiste anche la parte del passivo

con quei fattori che possono agire frenando i listini. Poiché gli operatori scelgono da sempre di acquistare o vendere in base alle prospettive future più che sull’attualità, un indicatore molto importante è quello del rapporto tra prezzi delle azioni delle società quotate e gli utili delle società.

Vediamo quello che riguarda l’indice S&P500:

grafico

Qui gli utili sono aggiustati per l’inflazione di ogni anno; siamo su valori abbastanza elevati pari a 34,22 : la media dal 2000 è a 27,92.

Se aggiungiamo, sempre per lo stesso indice, altri due indicatori, il primo è il rapporto tra prezzi delle azioni e “valore di libro” , book value (cioè il valore di una società prendendo a riferimento i dati dell’ultimo bilancio), il secondo è il rapporto tra gli stessi prezzi e i volumi delle vendite delle imprese, abbiamo il seguente grafico:

grafico

Gli indicatori aggiunti hanno la scala a destra del grafico.

Il rapporto tra quotazioni e valori di bilancio è di 4,75 contro una media storica di 3,10; quello tra quotazioni e vendite vale 2,78 , la sua media storica è di 1,79.

Gli ultimi due indicatori aggiunti mostrano che i prezzi di borsa sono molto  elevati, il primo segna il suo massimo dal 2000.

Il fatto che siamo di fronte a valori storicamente così alti sottintende una stima molto positiva sugli sviluppi futuri, che però potrebbero ridursi qualora le attese sui progressi dell’economia dovessero risultare deluse.

Annotiamo allora nella nostra ideale sezione del “passivo” questo primo fattore.

A questo possiamo aggiungere i problemi geopolitici che stanno turbando gli equilibri mondiali in un quadro di pericolosa escalation dei conflitti in atto, che inciderebbe sulla percezione di rischio degli operatori e li scoraggerebbe dall’assumere ulteriori posizioni sull’azionario.

E allora in definitiva quale è il risultato del nostro “bilancio” ?

Siamo in attivo , facendo prevalere i fattori positivi , o in negativo che favorirebbe una correzione dei listini ?

Una risposta possibile è che, data la velocità con la quale le quotazioni sono cresciute negli ultimi semestri, l’eventuale correzione dai massimi sarà altrettanto ampia e veloce: bisognerà monitorare attentamente quegli eventi (dati macro, utili societari, quadro geopolitico mondiale) che possano avere diretta influenza sulle borse.

Per il momento appare prematuro affermare che la correzione degli ultimi giorni si sostanzi in qualcosa di più duraturo e negativo; tra gli altri dati sarà interessante valutare come, dopo la chiusura dello scorso venerdì dei contratti futures trimestrali di marzo, gli operatori prenderanno posizione sulle prossime scadenze, un segnale più chiaro delle loro previsioni ed intenzioni. Ricordiamo che in fasi simili avvenute in passato, l’operatività si era ispirata a due princìpi: per chi aveva posizioni in essere, si era provveduto ad un alleggerimento del rischio; per chi doveva decidere se entrare sul mercato, attendere il superamento dei precedenti massimi , un chiaro segnale di prosecuzione dei trend al rialzo.

Proseguiamo, come di solito, con il commento all’andamento dei principali mercati nella scorsa settimana .

 

Andamento dei principali indici e mercati e commento

tabella

Nuovo massimo in settimana per il nostro listino domestico, stabile l’indice europeo, mentre quelli Usa chiudono l’ottava con il segno meno, seguendo l’incertezza sul settore tecnologico che si è riflessa sulle quotazioni dei titoli principali:

tabella

Se confrontiamo il paniere dei 7 titoli della tabella precedente con l’indice Nasdaq, il loro ruolo è evidente nella crescita del listino:

grafico

Infatti la performance del paniere (con pesi uguali) dei 7 titoli è oltre il doppio di quella dell’indice; correlativamente il calo dei titoli dai massimi recenti è stato più ampio.

Anche l’indice Russell 2000 che comprende le società di piccola capitalizzazione Usa ha visto il segno meno in settimana, e poiché i cali sono stati provocati dalle attese meno favorevoli sull’inflazione Usa ( e quindi sulla politica monetaria), ha registrato la peggiore performance (-2,08%) tra i principali listini statunitensi, a causa del maggior indebitamento di quella categoria di imprese che quindi sono più sensibili alle aspettative sul costo del denaro.

Migliori le performance del comparto Energetico

per l’incremento del prezzo del Petrolio; a livello geografico, l’indice Nikkei di Tokyo corregge dai massimi e chiude la settimana a -2,47%, mentre una performance molto simile la registra l’indice Hang Seng di Hong Kong ma con il segno opposto (+2,25%).

Quanto al mercato obbligazionario, le idee prevalenti sul tema tassi cui abbiamo accennato sopra hanno penalizzato i prezzi dei titoli governativi, con il rendimento del Treasury Usa che ha superato di poco la soglia del 4,30%: i  titoli emessi da Corporates hanno risentito di meno (-1,11% la variazione dell’Etf di riferimento per gli emittenti di rating Investment Grade, -0,43% per quelli di rating speculativo) rispetto ai governativi che hanno lasciato sul terreno quasi 2 punti percentuali sul prezzo del decennale.

Il comparto Monetario

L’aumento dei rendimenti ha favorito la divisa Usa che contro Euro è tornata sotto 1,09 , mentre il c.d. Dollar Index che confronta l’andamento del biglietto verde contro un paniere di divise è passato da 102,74 a 103,44 (+0,67%) .

Lo Yen si è deprezzato leggermente in attesa della prossima riunione della Bank of Japan, dalla quale il mercato si attende un segnale per capire quando la locale politica monetaria di tassi di interesse negativi terminerà: alcuni pensano che possa avvenire già nella prossima riunione tra due giorni.

Comunque la Bank of Japan non è l’unica a riunirsi, anzi la prossima settimana sarà molto intensa per le Banche Centrali: decideranno le eventuali modifiche ai tassi, dopo quella giapponese, gli istituti centrali di Australia, Cina (Loan Prime Rate praticato dalle principali banche commerciali), Stati Uniti, Brasile, Svizzera, Norvegia, Inghilterra, Messico e Russia, elencati “in ordine di apparizione”: una messe di eventi che avrà il suo peso nell’indirizzare gli operatori, anche perché per la maggioranza di essi sono attesi tassi invariati, ma sappiamo che le novità sono sempre dietro l’angolo, se non nelle decisioni effettive, nelle dichiarazioni sulle mosse future che i Governatori rilasceranno a margine dei consessi . Sarà sicuramente una settimana molto attiva in tema di valute.

Concludiamo con le Commodities

Progressi generalizzati per i Metalli Industriali, mentre l’Oro storna dai quasi 2200 dollari/oncia dei recenti massimi, seguendo la sorte del comparto obbligazionario come d’abitudine: il progresso del Rame (+5,90%) e dell’Argento (+3,59%) si affidano ad una visione più ottimistica sulle prospettive di crescita economica, soprattutto della Cina (vedi sopra l’andamento dell’indice di Hong Kong) .

La sintesi della situazione è offerta come solito dal nostro indicatore; il numero complessivo, superate le scadenze tecniche dello scorso venerdì, è in territorio ora neutrale con un leggero accento più debole rispetto alla seduta del giovedì.

batteria grafico


ATTENZIONE

einstein in versione fumetto che dice che il contenuto non è stato prodotto con ausilio di AI


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17 Marzo 2024