Robo Advisor e Consulenza Finanziaria

I modelli di robo advisor

La rivoluzione digitale e lo sviluppo della robotica hanno contribuito alla definizione di nuovi modelli di business nell’ambito della consulenza finanziaria. I robo advisor offrono servizi di consulenza in materia di investimento in maniera automatizzata mediante algoritmi. L’offerta al pubblico avviene mediante piattaforme digitali, riducendo significativamente od eliminando completamente l’intervento umano.

A seconda dell’intensità dell’automazione si possono individuare diversi modelli di robo advice. In Italia, il più diffuso è il modello ibrido, nel quale l’automazione si sostituisce all’intervento umano solo in alcune fasi della catena di valore del servizio di consulenza. Diversamente, il modello puro prevede l’automazione totale del servizio di consulenza.

Citiamo per completezza un terzo modello che prende il nome di robo4advisor. Si differenza dai due precedenti per il target di clientela: non si tratta più di fornire consulenza automatica all’investitore finale bensì di fornire supporto all’attività del consulente. Quest’ultimo modello di robo advisor pur rientrando nell’ambito dei servizi di wealth management non ricade nell’ambito di applicazione della MiFID II.

Quali sono le principali caratteristiche dei robo advisor?

  • Rapporto umano: come anticipato i robo advisor sono piattaforme digitali che forniscono consulenza automatica mediante algoritmi. Nel modello puro, il rapporto umano è inesistente, seppur, in Italia, non sia il modello più diffuso. Il modello ibrido prevede la possibilità di interfacciarsi con un consulente fisico.
  • Livello di personalizzazione: i robo advisor offrono soluzioni di investimento standardizzate in base alla propensione al rischio ed all’orizzonte temporale dell’investitore. Il risparmiatore che si appresta a diventare investitore a seguito della profilatura mediante questionario riceve una proposta di asset allocation standard per la classe di rischio assegnatagli.
  • Partecipazione nel processo decisionale: nei modelli di robo advisor, l’investitore non partecipa in alcun modo al processo decisionale che è in capo al gestore.
  • Ampiezza dei servizi offerti: la consulenza automatizzata si limita allo studio di una efficiente allocazione del patrimonio mobiliare.
  • Costo del servizio: le commissioni applicate al patrimonio sotto consulenza oscillano dallo 0,3% allo 0,7% annuo. A queste possono aggiungersi commissioni legate al rendimento e/o commissioni di sottoscrizione degli strumenti. Le soglie all’ingresso sono minime.

I risultati empirici

I modelli di robo advice portano con loro diversi vantaggi che riguardano l’abbattimento delle barriere all’ingresso, i costi contenuti, la comodità della user experience nonché l’oggettività del consiglio. In particolare, la maggiore democraticità del servizio potrebbe consentire di raggiungere quell’ampia fascia di investitori, ad oggi “senza consulenza”, che non riescono ad accedere al servizio di consulenza finanziaria perché hanno un patrimonio basso oppure perché il prezzo di offerta eccede la loro disponibilità a pagare, purché siano disposti ad investire mediante una piattaforma digitale (ovvero a rinunciare al contributo umano).

A tal proposito, è interessante capire in che modo la rinuncia del contributo umano impatta sull’operatività. Per rispondere, citiamo un’indagine condotta dalla CONSOB sulla fiducia nel robo advice. Il campione di indagati si compone esclusivamente di studenti universitari, nativi digitali con una più elevata predisposizione ad accogliere i nuovi modelli di robo advice. I risultati dell’indagine rivelano che la natura del consulente (fisico o digitale) non influenza la probabilità che un individuo segua la raccomandazione di investimento, a meno che questa non si discosti dalla decisione precedentemente presa in autonomia dagli investitori. In questa fattispecie, gli indagati sembrano più propensi a seguire il consiglio fornito dal consulente umano piuttosto che dall’algoritmo.

I risultati dell’indagine, da un lato, contrastano con la percezione di oggettività e non discrezionalità dei consigli di investimento erogati dai robo advice. Dall’altro lato, denunciano il bisogno dell’investitore di essere parte attiva del processo decisionale e la volontà di giungere a scelte finanziarie condivise con il proprio consulente.

In questo contesto, è importante che il Consulente Finanziario Indipendente accolga la trasformazione digitale come un’opportunità per soddisfare le esigenze dei più giovani, e contestualmente, mantenga e valorizzi il ruolo di guida e di supporto nelle decisioni finanziarie che riguardano il patrimonio dei clienti.