Tecniche di sopravvivenza : il Koala

Gentili lettori ,

forse vi sarà capitato recentemente di assistere a qualche trasmissione televisiva che , trattando di temi legati all’ecologia e in particolare al clima sulla Terra, descriveva gli effetti del cambiamento climatico su alcune specie animali e sull’ambiente in cui esse vivono , al quale avevano saputo adattarsi nel corso dei secoli per sopravvivere : uno dei casi più particolari è costituito dal Koala , quell’orsetto paffutello dall’aria simpatica che vive nel Sud-est dell’Australia .

koala

In realtà il Koala non è un orso

anche se il suo nome scientifico (Phascolarctos cinereus) significa letteralmente “orso marsupiale dal colore grigio-cenere” : se ne differenzia per essere appunto un marsupiale , come il Canguro .

Della sua famiglia (Fascolarti) è rimasto l’unico rappresentante , in quanto i suoi simili si sono estinti milioni di anni fa : e se è giunto fino a noi è perché ha saputo sviluppare una strategia di sopravvivenza del tutto particolare , legata alla sua alimentazione.

L’Eucalipto

Come molti sapranno , il Koala si nutre esclusivamente di foglie di Eucalipto , un albero abbastanza diffuso nel Nuovissimo Continente; ma queste foglie contengono molte sostanze tossiche per altre specie animali , come alcuni fenoli e terpeni , che senza dilungarci in spiegazioni biologiche sono esse stesse una tecnica di difesa delle piante : da altre specie infestanti, o dai parassiti per esempio .

Sono anche responsabili del profumo e del colore particolare di molte piante , che a loro volta hanno lo scopo di attrarre alcune specie animali ( gli insetti impollinatori ) e di respingerne altre , sempre con lo scopo finale di garantire la loro sopravvivenza.

Se passeggiando in una pineta sentite un odore particolare, e magari dopo una pioggia di Dannunziana memoria notate colori particolarmente accesi del fogliame, ebbene le citate sostanze sono alla base di quegli effetti.

Tornando al nostro “orsetto”

ha scelto le foreste di Eucalipto come habitat naturale : e poiché le foglie di quella specie contengono molte di quelle sostanze invise agli altri animali , ha avuto a disposizione un cibo solo per lui , che non ha dovuto dividere con altri esseri viventi.

Recenti studi sul corredo genetico del Koala hanno dimostrato le sue particolarità :

  • possiede dei recettori più sviluppati che rendono il loro olfatto molto potente ed il loro gusto capace di distinguere le sostanze tossiche presenti nel fogliame di cui è ghiotto.
  • Ma poiché le foglie di Eucalipto non contengono molti nutrienti e sono di difficile digestione, il Koala ne divora gran quantità ogni giorno ma ne trae poco sostegno ed energia;
  • passa cosi tra le 18 e le 20 ore al giorno dormendo appollaiato tra i rami di quell’albero , dedicando il tempo residuo alla sua alimentazione , prevalentemente nelle ore notturne .

Nella lingua degli Aborigeni, il suo nome significa “colui che non beve” , perché trae il suo fabbisogno di acqua dal cibo di cui si nutre : ma i periodi di siccità diminuiscono il contenuto idrico (e anche nutritivo) delle foglie , e il Koala è costretto a scendere dagli alberi alla ricerca del prezioso liquido , esponendosi così all’assalto di predatori contro i quali non ha difese da opporre.

Gli incedi

Anche gli incendi che devastarono pochi anni fa l’Australia hanno contribuito a distruggere il suo habitat , provocando la scomparsa di un terzo dei poveri marsupiali .

Il Koala ci ha messo millenni per adattarsi al suo ambiente , ma questa capacità , ora che questo è minacciato dai mutamenti climatici , è anche il suo limite ed il suo principale rischio, che lo ha fatto catalogare tra le specie a pericolo di estinzione: per evitarla, si stanno creando delle aree riservate e protette nelle quali le foreste di Eucalipto ed i Koala possano continuare a vivere, tutelando quella Biodiversità che è alla radice della vita sul nostro Pianeta.

Nel settore finanziario

di nostra competenza, l’ambiente è costituito dall’evoluzione dei mercati e dall’influenza che essi hanno sui nostri risparmi : cerchiamo di cogliere, con il supporto di chi ha esperienza in materia,  quei segnali che ci consentano di fare scelte di investimento coerenti con  le nostre esigenze e obiettivi personali ed adatte all’ “ambiente” , in linea con le tendenze più significative .

Mancano ormai poche settimane alla fine dell’anno , che ha visto un recupero dei mercati di rischio dopo un 2022 avaro di soddisfazioni , e gli argomenti più gettonati sui siti Internet e sui quotidiani specializzati sono le previsioni finanziarie sul prossimo anno , come sempre le più disparate .

Alcuni temi appaiano predominanti per il prossimo futuro :

  • il calo generalizzato dell’inflazione che tanti grattacapi ha creato alla Banche centrali, e le sue conseguenze sul costo del denaro;
  • lo sviluppo di tecnologie che richiedono apparecchiature sempre più sofisticate e potenti ,
  • la compatibilità dello sviluppo economico con la salvaguardia dell’ambiente .

Poi come spesso accade, le prime settimane dell’anno venturo vedranno maggiore attenzione per quei settori rimasti un po’ indietro rispetto ad altri , anche dal punto di vista geografico, come le Economie c.d. Emergenti rispetto a quelle più sviluppate .

Uno degli approcci più “intriganti” è quello che si basa sui mesi dell’anno tradizionalmente favorevoli , o meno, a determinati indici o categorie di asset: vi mostriamo, per alcuni di essi,  i risultati di tale studio relativi agli ultimi 20 anni di storia finanziaria.

Cominciamo dai principali indici azionari :

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Sono i principali indici statunitensi : si potrebbe dire che i primi mesi dell’anno e gli ultimi tre siano in genere i più prodighi di soddisfazione : i mesi estivi e l’inizio dell’autunno , in media, i meno favorevoli : e anche nell’anno che sta per concludersi il trend è stato rispettato .

Osserviamo anche l’indice della Borsa Tedesca (Dax) e il Nikkei relativo al Giappone:

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Il tema sembra confermato :

i mercati azionari, al di là delle differenze tra diverse aree economiche , prediligono alcuni periodi dell’anno , il primo e l’ultimo, e sono ormai uniti nell’accezione generale di rischio tipico di quegli asset , a livello globale, più percepito evidentemente nei mesi meno “pronubi” quali quelli a cavallo dell’estate.

Naturalmente si tratta di medie: spiegano i trend ma non preannunciano le eccezioni , mostrano le probabilità e non certezze assolute: certezze che esulano dal concetto stesso di previsione e dagli umani limiti.

Se poi guardiamo, per completezza, ad altre categorie di asset, come le principali commodities, Petrolio ed Oro , avremo diverse peculiarità :

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In questo caso non ci sono elementi comuni, e i fattori stagionali tipici di ogni Commodity sono alla base delle differenze: mentre il Petrolio in genere sale prima e all’inizio dell’estate per l’arrivo della “driving season” e il connesso aumento della domanda di carburanti , nel caso dell’Oro le regolarità appaiono più sfumate , svincolate da fattori tipicamente stagionali , fatta eccezione per quei Paesi tradizionalmente acquirenti del metallo prezioso in occasione di eventi particolari (la “wedding season” in India, per esempio , con la domanda di gioielleria) .

Nel caso delle commodities agricole (legate ai cicli dei raccolti) e del Gas naturale (influenzato dai fattori climatici) , le ciclicità degli andamenti sono peculiari di ognuna di esse :

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Concludendo

Quindi,  il viaggio tra gli andamenti dei diversi asset nei mesi dell’anno, alcuni offrono delle ripetizioni ed analogie tra periodi , altri sono meno “inquadrabili” in limitati spazi di tempo : e poco coerenti, in quanto limitati, con gli obiettivi di crescita di un capitale nel medio-lungo periodo .

Possono essere fonte di indicazione per qualche “escursione” ai margini della strada maestra, senza deviare da essa ; se le specie viventi come il simpatico Koala hanno costruito nei millenni la base della loro sopravvivenza , limitando i rischi e sfruttando le peculiarità dell’ambiente , da un lato ci fa capire come l’ottica di breve periodo sia in contrasto con gli obiettivi finanziari “life-time” ; dall’altro, la gestione del rischio è fondamentale e deve considerare la evoluzione nel tempo dei fattori su cui si basa.

Un giusto “mix” tra diverse tempistiche sarà la base della evoluzione in positivo del nostro portafogli d’investimento , adatto alle nostre esigenze e all’ambiente ( i mercati) che si troverà a fronteggiare .


 

Proseguiamo come solito con il commento all’andamento dei principali mercati nella scorsa settimana .

Andamento dei principali indici e mercati e commento

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La settimana appena trascorsa è stata un “assaggio” di quella entrante , con i dati del mercato del lavoro statunitense che hanno focalizzato l’attenzione dei mercati in attesa della prossima ottava, nella quale ai numeri relativi all’andamento dell’inflazione e delle vendite al dettaglio negli Usa ( è già basterebbe per definirla “busy”) si aggiungeranno le decisioni di politica monetaria della FED , della Bank of England, della BCE , e a seguire Svizzera, Norvegia, Brasile, Messico, per concludere con la Bank of Japan il lunedì 18 successivo.

Aggiungiamo anche gli Indici PMI delle principali aree economiche , e se non bastasse ancora , la scadenza dei contratti Futures sugli indici principali di Borsa il venerdì 15, seguita il lunedì successivo da quelli sulle principali valute , e il quadro è completo .

Denominatore comune delle Banche centrali

l’attesa per livelli invariati dei tassi ufficiali : quindi l’attenzione si sposterà sulle previsioni delle autorità monetarie sui prossimi mesi , dalle quali i mercati cercheranno di intuire le loro prossime mosse e la loro tempistica.

Lo scenario che si presenta ai decisori è diverso sulle due sponde dell’Atlantico : l’economia a stelle e strisce cresce in modo stabile , senza eccessi del mercato del lavoro dai quali temere ripercussioni sull’inflazione , mentre l’Europa è alle prese con un rallentamento delle economie , evidenziato da molti dati macro tra i quali quelli relativi alla Germania , e con una inflazione scesa rapidamente nell’ultimo mese a livelli che non si vedevano da due anni .

Se quindi dobbiamo immaginare un’area nella quale i tassi ufficiali saranno ridotti prima è proprio il Vecchio Continente, e su questa aspettativa si basa l’aumento dei listini azionari europei superiore a quello degli indici Usa, nonché la migliore performance del comparto Utilities in Europa rispetto agli USA, indice chiaro di come si sia diversificata l’attesa sul costo del denaro nelle due aree .

Continuando a livello settoriale , se i beni di consumo ciclici , cioè legati al ciclo economico hanno registrato i migliori rialzi , vuol dire che il temuto scenario recessivo è meno pressante , e tutt’al più si ipotizza un “soft-landing” che condito con una inflazione in calo è uno scenario quasi ideale , non solo per i mercati tradizionali di rischio ma anche, in prospettiva, per quelli obbligazionari più sensibili al livello dei tassi e anche agli scenari macro come il comparto degli High-Yield , i cui emittenti beneficerebbero di costi di finanziamento più bassi e di una migliore redditività dovuta alla stabilità dell’economia.

“Soft-landing” che sta anche influenzando (in negativo) le quotazioni del Petrolio e del Gas Naturale , mentre i metalli industriali , Rame e Ferro in testa , scommettono sul più rapido recupero dell’economia Cinese .

Dal canto loro i mercati valutari hanno vissuto una settimana di tensione per via dello Yen giapponese, protagonista di un recupero contro tutte le principali divise che ha stupito per la velocità e l’ampiezza del movimento, arrivato a segnare un +5% contro Dollaro , che ha poi parzialmente recuperato dopo i dati del lavoro cui si accennava all’inizio ; ma lo sbalzo non è stato causato da un intervento della BOJ sul mercato, quanto dalle attese per un prossimo cambio della politica monetaria del Sol Levante, in un 2024 che il Governatore Ueda ha definito “challenging” , interpretato dagli operatori nel senso di prossimi cambiamenti in arrivo , forse con eccessivo ottimismo, ma tanto è bastato .

Un governatore di una Banca centrale tra le più importanti tempo fa ebbe a dire che le politiche monetarie si fanno più con le parole che con le variazioni dei tassi, e il caso della BOJ ne rappresenta un fulgido esempio di concreta applicazione, oltre a confermare la fiducia degli operatori nella validità di quel motto. Se sarà stata riposta in modo opportuno, lo vedremo nei prossimi mesi.


La sintesi della situazione, come solito, è riassunta di seguito dal nostro indicatore. Il dato è cresciuto nettamente, ora che anche i comparti difensivi hanno ripreso il loro ruolo ; un clima favorevole agli investimenti di rischio sull’onda delle migliorate attese sugli andamenti economici statunitensi.


ATTENZIONE

einstein in versione fumetto che dice che il contenuto non è stato prodotto con ausilio di AI


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10 Dicembre 2023