Ventura Highway

Gentili lettori ,

quest’anno la Pasqua ha coinciso con il fine mese di marzo ed il clima è giustamente vacanziero, approfittando dell’occasione per “staccare” dai ritmi quotidiani e concedersi il giusto riposo.

La stessa parola “vacanza” deriva dal verbo latino “vacare”, cioè “essere vuoto” nel senso di libero da occupazione, un periodo nel quale siamo liberi di dedicarci a qualcosa che non abbiamo avuto il tempo di curare prima: il nostro animo, per dirla con Cicerone, è ora “solutus et vacuus”, sgombro da pensieri per lo più materiali (“nihil sit cum corpore”,cioè senza legame con il corpo, nel senso di vincolo fisico) che lo mettono in condizione di riflettere, immaginare, e viaggiare con la mente, pregustando il percorso e l’arrivo alla prescelta destinazione.

Quanto al primo, l’idea è spesso quella di una lunga strada come le “Highway” statunitensi, destinate a ridurre il tempo necessario a raggiungere l’agognata meta; quella citata nel titolo non esiste nella realtà ma ispirò Dewey Bunnell, fondatore e protagonista del complesso pop-rock inglese degli America, interprete di quella musica “west coast” in voga negli anni ’70 e ’80 .

paesaggio

Ventura Highway

La strada della canzone “Ventura Highway” si chiama “Pacific Coast Highway” e collega la cittadina costiera di Ventura (fondata come molte altre della California da un missionario spagnolo alla fine del ‘700 e dedicata a San Buenaventura, da cui l’ eponimo) con Los Angeles, e Bunnell, attingendo ai ricordi di un periodo della gioventù trascorso negli Usa a seguito del padre (militare di carriera), scrisse quella canzone: durante un viaggio per recarsi da conoscenti nella città degli Angeli, si fermarono per un guasto ad uno pneumatico dell’auto e così, mentre il padre lo sostituiva, ebbe il tempo di ammirare il panorama dell’Oceano Pacifico, sormontato da un cielo azzurro cui non era abituato nella nebbiosa e umida Inghilterra, attraversato da nuvole che nella forma gli ricordarono quelle di una lucertola…

Il percorso

Ancora una conferma che l’importante di un viaggio non è solo la meta, ma anche e forse ancora di più il percorso, come il filosofo Ralph Waldo Emerson sosteneva alla fine dell’800, e che più tardi avrebbe ispirato quei racconti di viaggio come esperienza di vita, un percorso di crescita di ogni individuo alla scoperta del nuovo che ci circonda, tipo “Easy Rider” per citarne un esempio, in quella “beat generation” alla ricerca di nuove esperienze e conoscenze, forse prima di tutto per conoscere bene sé stessi.

Una ricerca che attraversa la storia dell’uomo: dal γνῶθι σεαυτόν  (conosci te stesso) di Socrate al sommo Dante che raccomandava di “seguir virtute e conoscenza” apprendendo continuamente dal mondo che ci circonda.

Ma per farne davvero tesoro bisogna avere una mente aperta, uno spirito libero per quanto possibile , come nella frase di Cicerone sopra citata che fa parte di un passo del libro De Divinatione, condizione che consente all’uomo di immaginare e tentare di presagire il futuro.

Magari avessimo quella capacità in riferimento ai mercati finanziari!

Possiamo però dare un’occhiata al passato per ricavare qualche informazione utile, in quanto la natura ciclica degli eventi ci aiuta a considerare probabilità più o meno elevate che un evento torni a verificarsi. E visto che siamo alla fine del primo trimestre dell’anno, vediamo cosa è avvenuto nello stesso periodo degli anni scorsi sul principale mercato azionario, rappresentato dall’indice S&P500 .

A partire dal 1985 a fine 2023, 39 anni in totale, l’indice ha chiuso il primo trimestre di ogni anno in positivo 27 volte; quando ciò è accaduto, in 25 casi sui 27 l’indice ha poi chiuso l’anno in positivo, nei 2 casi restanti la chiusura annuale è stata negativa.

Ciò è avvenuto (evidenziato con la fascia gialla nel grafico seguente) nel 2000, quando ad un primo trimestre di +2% è seguita a fine anno una performance di -10,1%, e nel 2015, primo trim. +0,4%, fine anno -0,7%.

Nel 2024 siamo a +10,2% da inizio gennaio a fine marzo

Con un rialzo di questa entità nei primi tre mesi dell’anno, una chiusura poi negativa a fine dicembre dell’indice non si è mai verificata, almeno nel periodo preso in esame; e per di più, ai trimestri iniziali con risultato pari o superiore al +10% , come negli anni  1986, 1991, 1998, 2012 e 2021, è poi seguita una performance di fine anno superiore a quel 10%. Quindi con un guadagno da fine marzo a fine anno.

Negli anni con chiusura di primo trimestre negativa, che sono stati 12 sui 39 presi in esame, per 7 volte l’anno si è poi chiuso in negativo, mentre nelle restanti 5 volte la performance di fine anno è stata positiva.

Il seguente grafico mostra visivamente i risultati:

grafico

Naturalmente i dati passati non valgono a fornire certezza per il futuro, ma solo maggiori o minori probabilità; ciò premesso, in generale si può essere ottimisti sul prosieguo dell’anno in corso, ma l’elevata volatilità che potrebbe derivare dagli eventi geopolitici, oppure da una recrudescenza del fenomeno inflattivo, impongono comunque attenzione al di là dei “corsi e ricorsi” storici.

Andamento dei principali indici e mercati e commento

tabella

Dopo le scadenze tecniche di metà marzo e la precedente settimana molto positiva, i mercati tirano il fiato nell’ultima ottava ispirandosi ad una rotazione settoriale che ha favorito i settori più tradizionali a scapito di quello tecnologico, risultato il peggiore sia in area Europa (-0,61%) che negli Usa (-0,82%).

Vediamo di seguito il riepilogo degli andamenti dei principali titoli del comparto:

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I recenti positivi dati macro sulla propensione alla spesa e la fiducia dei consumatori statunitensi si riflettono sulla performance dei titolo migliore del gruppo, cioè Amazon.

Poi bisogna anche considerare che da metà aprile affluiranno i risultati trimestrali delle aziende e dovranno confermare le valutazioni attuali dei mercati che sottintendono una crescita degli utili sui ritmi dei precedenti trimestri.

Ben intonati i comparti dell’Energia , il Finanziario e quello Farmaceutico

A livello di indici, continua il favore del mercato per il Russell2000 e le società di piccola capitalizzazione che, essendo in genere più indebitate, sono favorite da uno scenario di tassi di interesse in calo. Le borse europee chiudono meglio di quelle statunitensi e anche del Nikkei giapponese: ma in quel caso il focus è sul cambio dello Yen piuttosto che sui titoli azionari quotati.

Stabili i  rendimenti sul Treasury decennale intorno al 4,20%

restano plausibili, alla luce degli ultimi dati economici e delle dichiarazioni delle autorità monetarie, i tre ribassi di un quarto di punto l’uno nel 2024 ipotizzati dalla maggior parte degli operatori; nell’ultima uscita ufficiale , dalla sede di San Francisco della FED il Governatore Powell ha mantenuto un tono comunque prudente: i rischi di un taglio dei tassi troppo prematuro sono superiori a quelli di un ulteriore ritardo, perché se poi l’inflazione riparte bisognerebbe tornare ad essere restrittivi, uno stop-and-reverse che manderebbe in confusione i mercati. Nel quadro reddito fisso, leggermente migliore il risultato dei titoli Corporate con rating medio-alto , +0,21% in settimana rispetto al +0,04% degli High Yield.

Valutario

Guardando alle variazioni dei principali cambi valutari si potrebbe ipotizzare che sia stata una settimana tranquilla, in realtà le oscillazioni sono state abbastanza ampie, con il Dollaro Usa che ha provato a scendere sotto 1,08 per poi chiudere poco sopra, mentre la Sterlina e Il Franco Svizzero ( massimo di periodo sopra 0,98 e quindi minimo contro Euro) hanno recuperato solo negli ultimi giorni; quanto allo Yen, la quota di 152 contro Dollaro per ora ha tenuto tra le ripetute minacce di intervento a difesa della divisa da parte delle autorità sia governative che monetarie: ricordiamo che la Bank of Japan, unica tra le principali banche centrali, non gode di vera autonomia decisionale rispetto al Governo politico del Paese.

Commodities

Nel settore delle commodities, “brilla” il risultato dell’Oro oltre 2250 dollari/oncia, e qui sicuramente non gioca solo l’attesa sui tassi ma anche il clima geopolitico generale: Petrolio stabilmente sopra gli 80 dollari al barile e +2,86% in settimana, “doppiato” dal risultato del Gas Naturale che con un +6,22% rimbalza con forza dai recenti minimi; così come si conferma il recupero delle quotazioni del Grano mentre Soia e Mais restano nella parte bassa dei prezzi di periodo. Crescono infine mediamente del 3% Caffè e Zucchero, il primo per le incertezze dovute alle possibili conseguenze del fenomeno meteorologico El Nino nel 2024 e alla previsione di un calo delle esportazioni della varietà Robusta da parte del suo maggior produttore, il Vietnam; il secondo per effetto dell’aumento del prezzo del Petrolio, che rende più profittevole la produzione di Etanolo e quindi i coltivatori di canna si orientano a produrre carburante piuttosto che zucchero, riducendo l’offerta del secondo.

Concludiamo con i dati macroeconomici attesi nella prima settimana di aprile, che come solito comprenderanno quelli sul mercato del lavoro statunitense, oltre agli indici PMI e all’andamento dell’inflazione in Germania e poi complessivamente nell’area Euro.

La sintesi della situazione è offerta come solito dal nostro indicatore, superiore alla soglia di 50 ma con meno enfasi rispetto alla scorsa settimana.

grafico

ATTENZIONE

einstein in versione fumetto che dice che il contenuto non è stato prodotto con ausilio di AI


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2 Aprile 2024